L’indennità di vestiario: in quali regioni viene erogata e a quanto ammonta?

Il CCNL farmacie private non prevede un’indennità di vestiario, ma i farmacisti di alcune regioni ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto dei camici e il loro lavaggio. Farmacisti Al Lavoro ha indagato per scoprire in quali regioni sia prevista questa indennità e a quanto ammonti.

In alcune regioni italiane i farmacisti ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto e il lavaggio dei camici.

In pochi accetterebbero il consiglio di un farmacista con il camice sporco e sgualcito. E se a imporne l’uso in farmacia è il codice deontologico, sicuramente il buonsenso di ciascuno di noi suggerisce che il camice debba essere sempre pulito e stirato, e possibilmente non avere buchi e sgualciture. Spetta senza dubbio al singolo farmacista l’onere di presentarsi sempre al lavoro con il camice pulito e stirato, ma a chi vanno addebitate le relative spese? Al singolo professionista o alla farmacia? Alcuni colleghi ricevono un’indennità di vestiario di importo variabile fra 150 e 413 € annui, mentre altri colleghi questa indennità non l’hanno mai ricevuta. Da che cosa dipende? La risposta in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

Il CCNL farmacie private non prevede questa indennità, che viene contrattata su base regionale.

Partiamo dal presupposto che il CCNL farmacie private non fa menzione di alcuna indennità di acquisto e lavaggio camici e quindi, almeno a livello nazionale, non v’è dubbio sul fatto che tocchi al singolo farmacista provvedere a proprie spese all’acquisto del camice ed al suo mantenimento in uno stato consono al luogo dove esercita. Tuttavia, a livello regionale alcune sigle sindacali sono riuscite ad ottenere da Federfarma un riconoscimento, su base mensile o annuale, per i farmacisti collaboratori mentre in altre regioni, come il Friuli Venezia Giulia, questa indennità non è stata riconosciuta e non è quindi dovuta. La documentazione alla quale abbiamo avuto accesso per elaborare la seguente tabella non era particolarmente aggiornata, probabilmente a causa del mancato rinnovo dei contratti integrativi regionali. Rimaniamo comunque a disposizione di Federfarma e delle altre sigle sindacali qualora volessero fornirci rettifiche o materiale più aggiornato da consultare.

Dopo la prima stesura di questo articolo, diversi colleghi veneti ci hanno segnalato che nell’accordo definitivo l’ammontare dell’indennità era pari a 25 euro netti al mese, pari a 300 euro l’anno netti.

 

I farmacisti più fortunati sono i lombardi, con 400 € l’anno,  seguiti dai toscani con 350.

Nel merito, vediamo come i farmacisti più fortunati da questo punto di vista siano quelli lombardi, che hanno diritto a ben 400 € annui a titolo di rimborso forfettario per l’acquisto dei camici e il loro mantenimento in buono stato, erogati ad aprile in un’unica soluzione. Solo 350 € vengono erogati ai farmacisti toscani, e 300 € a quelli emiliani, romagnoli e veneti, mentre i farmacisti piemontesi non hanno diritto ad alcuna indennità ma possono chiedere un rimborso fino a 150 € annui a titolo di acquisto camici, presentando al datore di lavoro lo scontrino fiscale.

L’assegno non è dovuto se la farmacia provvede a proprie spese a fornire i camici e al loro lavaggio.

Purtroppo trattandosi di contrattazione integrativa regionale vi è un’ampia variabilità, e quindi anche una notevole disparità, tra i farmacisti italiani: un po’ quello che succede, tanto per fare un esempio del nostro quotidiano, con i presidi sanitari erogati dall’AFIR, come le strisce per i diabetici, le cui modalità di dispensazione variano da regione a regione. Inoltre, in molte regioni italiane non si ha proprio diritto a questo tipo di indennità: se la vostra regione non compare nella tabella sovrastante, vi invitiamo a verificare direttamente con il vostro commercialista o con l’ordine provinciale se un contratto integrativo sia stato firmato e se preveda, appunto, un’indennità di vestiario. Ma quando presente, questa indennità è uguale per tutti o dipende dall’orario di lavoro? In effetti, alcuni contratti prevedono che per i dipendenti part-time l’importo vada ridotto proporzionalmente: ad esempio, per un part-time 20 ore si scende a 400 € l’anno. Altri contratti, come quello lombardo, non prevedono invece espressamente una riduzione proporzionale al tipo di contratto, e quindi in linea di massima l’indennità dei farmacisti lombardi non dipende dall’orario di lavoro e deve essere sempre erogata in misura intera. Il loro contratto, tuttavia, prevede che se i camici vengono forniti dalla farmacia l’importo debba essere ridotto di un terzo, a titolo di rimborso per le sole spese di lavaggio. L’assegno non è dovuto, in nessuna regione italiana, se sia i camici che il lavaggio sono a totale carico della farmacia, e infine è dovuto- secondo noi a torto- anche al personale non laureato, in quanto i contratti esaminati si riferivano al “personale dipendente” e non specificamente ai farmacisti. Ovviamente, da questa indennità sono esclusi i colleghi retribuiti tramite voucher, i liberi professionisti e i colleghi che stanno svolgendo un tirocinio, oltre ai dipendenti di parafarmacia e ai farmacisti impiegati nella GDO che non afferiscono al contratto farmacie private.

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19 pensieri riguardo “L’indennità di vestiario: in quali regioni viene erogata e a quanto ammonta?”

  1. Fortunati i colleghi, qui in Campania, almeno per me è altri colleghi il camice non lo compra nessuno e
    non esistono indennità e nessuno te lo lava. E’ tutto fai da te, non pagano gli straordinari, non hai possibilità di usufruire dei permessi che ovviamente non sono pagati figuratevi le indennità per il camice.

    1. Per quanto riguarda la Campania se ne era parlato e in teoria l’indennità andava corrisposta dal 2010 per 800 € l’anno, ma non è mai stata firmata.

  2. Io lavoro in Veneto ma la mia indennità camici corrisponde a 300 euro annui e non 600 (25 euro al mese). I camici sono a totale carico mio.

  3. scusate ma l indennità quindi viene data dal datore di lavoro o dalla regione? a chi bisogna far riferimento? sono del veneto…mai usufruito dell indennità…vorrei poterlo fare…grazie

    1. Bisogna fare riferimento al datore di lavoro. Capita spesso che a sbagliare siano quelli che fanno le buste paga. Prova a verificare con loro.

  4. Salve, sono farmacita campana con contratto di 30 ore..come.faccio.a chiedere il.rimborso.di cui parla l’articolo? Grazie in anticipo

    1. Ciao Elvira, purtroppo dopo aver parlato con Francesco Imperadrice, presidente dei non titolari italiani, lo stesso mi ha informato che la bozza di accordo che ho potuto analizzare non è ancora stata firmata e quindi il rimborso non è ancora dovuto. Confidiamo che verrà firmato quanto prima.

  5. Buonasera, ho una domanda. L’indennità di vestiario è prevista sia per le farmacie private urbane e sia per quelle private rurali?o cambia anche in base al tipo di farmacia? grazie

  6. Per quanto riguarda la procedura del lavaggio dei camici vi è qualche indicazione oltre alla frequenza che è settimanale? E il camice è ad uso personale o una settimana la uso io e la settimana successiva il mio collega?

  7. Buonasera , io ho lavorato per 23 anni in una farmacia rurale in prov di brescia, non sono laureata , un po’part time un po’full time , livello VI è V , e sono stata licenziata due anni e mezzo fa . Mi è stato dato 1 solo camice appena assunta poi li ho sempre comprati io . Avrei avuto diritto anche io all’ indennita’di cui si parla ? E se si , posso fare richiesta retroattiva tramite sindacato ?grazie

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