Il farmacista nutrizionista

Il farmacista non è autorizzato a prescrivere diete, a meno che non ottenga una seconda laurea abilitante. Come si fa a diventare farmacisti nutrizionisti? Lo abbiamo chiesto ad una collega che ce l’ha fatta, la dottoressa Elena Tuan.

Il farmacista non è autorizzato a prescrivere diete ponderali. Gli unici professionisti che possono farlo sono i medici, i dietisti e i biologi nutrizionisti. Ma nulla vieta ad un farmacista di diventare biologo, ed esercitare come farmacista nutrizionista in farmacia.

Molti farmacisti coltivano il sogno di diventare nutrizionisti. Inoltre quasi tutte le facoltà di farmacia prevedono, nel piano di laurea, dei corsi di chimica degli alimenti e altre materie riguardanti, più o meno direttamente, l’alimentazione umana. Tuttavia, tutti sembrano ormai concordi nel ritenere, sulla base dell’attuale legislazione, che il farmacista non possa prescrivere nè elaborare diete, limitando il suo intervento al consiglio di integratori per il controllo del peso corporeo e all’educazione alimentare- evitando perciò i calcoli ponderali di grammi e calorie. Come si può ovviare a questo ostacolo legale?

Gli unici professionisti abilitati alla prescrizione di diete sono i medici, mentre i dietisti- professionisti sanitari con laurea triennale- possono elaborare diete solamente sotto prescrizione diretta del medico. Certamente un farmacista che volesse ottenere l’abilitazione alla prescrizione di diete potrebbe laurearsi in medicina, ma una volta laureato- dopo altri cinque o sei lunghi anni di università- dovrebbe scegliere se continuare a fare il farmacista o svolgere attività come medico, in quanto l’articolo 102 del TULS sancisce l’incompatibilità tra i due ruoli. Esiste però una figura che può elaborare diete in totale autonomia e il cui lavoro è compatibile con quello del farmacista, anche in farmacia: parliamo del biologo nutrizionista. Secondo l’ordine nazionale dei biologi, il biologo nutrizionista può infatti “elaborare diete ottimali, rivolte a tutta l’utenza in condizioni fisiologiche”, oppure dopo accertamento medico “se il cliente presume di essere affetto da una qualche patologia”. Alla luce di quanto detto ci chiediamo: quanto sarebbe qualificante, per un farmacista, esercitare la propria professione dopo aver conseguito anche il titolo di biologo nutrizionista? Quanto sarebbe prezioso, per una farmacia, arruolare una risorsa con queste competenze espanse? Farmacisti Al Lavoro, il blog per i farmacisti che non si accontentano, ha voluto rispondere a questa domanda intervistando la dottoressa Elena Tuan, che a meno di trent’anni è già laureata in farmacia e in scienze della nutrizione umana, ed esercita come nutrizionista.

Ciao Elena. Innanzitutto, raccontaci: quando e perché hai deciso che avresti voluto fare la seconda laurea? <Partiamo dal fatto che non sono mai stata una farmacista soddisfatta. Faccio parte di quella schiera di studenti che all’inizio della carriera accademica non passò l’esame per medicina e poi ripiegò su farmacia. La secondo laurea è stata una questione si sopravvivenza. Mi sentivo limitata nel mio lavoro al banco. La farmacia negli anni è passata sempre più dall’etico al commerciale. Al banco servono venditori, non dottori. Molte volte ci si ritrova a consigliare prodotti in cui non si crede semplicemente perché a monte c’è un titolare che ha deciso per questa o quella linea. Il tempo a disposizione è poco, quindi al banco si è sempre più commessi frettolosi e sempre meno dispensatori attenti. Ho optato per la seconda laurea perché mi avrebbe dato la possibilità di esercitare la libera professione, e di creare qualcosa solo di mio>.

Hai avuto difficoltà a laurearti in tempo? <Laurearmi in tempo, ovvero in due anni, mi ha richiesto diversi sacrifici. Lavoravo part-time e per mia fortuna era un part time verticale su tre giorni, eccetto quando c’erano i turni durante i quali svolgevo un full time. Quando non lavoravo, studiavo. Inoltre, a biologia è richiesta obbligatoriamente una tesi sperimentale per cui ho usato tutte le ferie e i permessi accumulati per scrivere la tesi>.

Ti mantenevi facilmente durante la seconda laurea? <Diciamo che sopravvivevo, e mi sarebbe stato impossibile farlo vivendo da sola. Nei due anni della seconda laurea vivevo ancora con i miei, quindi non avevo affitti da pagare. Ma credo che uno stipendio part-time non mi sarebbe stato sufficiente>. Su questo punto siamo d’accordo con Elena, e per questo Farmacisti Al Lavoro suggerisce di utilizzare, durante gli studi, un regime di lavoro libero-professionale oppure misto dipendente / partita IVA, per mantenere il reddito riducendo il carico di lavoro. Ne abbiamo parlato approfonditamente in un precedente approfondimento, “Il farmacista da duemila euro al mese”.

Che cosa fai attualmente? <Attualmente svolgo solo la libera professione in ambulatori polispecialistici, e a volte faccio consulenze per le farmacie o per le palestre>.

Come ti regoli da professionista che svolge due mestieri contemporaneamente? Hai problemi con i due ordini e gli enti previdenziali? <Attualmente ho fatto la scelta di esercitare unicamente come biologa nutrizionista, ma sto pensando di rimettere piede in farmacia, almeno part-time. I due ordini non cozzano tra loro, quindi posso essere regolarmente iscritta ad entrambi. Riguardo agli enti previdenziali la questione è più complicata: se decido di svolgere entrambe le professioni da libera professionista sarei schiacciata dai contributi, perché dovrei pagare l’ammontare intero per entrambe, per un totale di circa 5800 € l’anno. Diverso sarebbe se riuscissi a svolgere il lavoro da dipendente in farmacia e mantenessi la libera professione solo come biologa, in questo caso la questione contributi mi darebbe più respiro>.

Sei più soddisfatta di prima? Guadagni di più? <Non guadagno di più, anzi qualche mese guadagno addirittura di meno. Ma sono decisamente più soddisfatta. Il rapporto con i pazienti è diverso. La stima, il rispetto e la fiducia che si instaurano per me sono fondamentali. Collaboro a stretto contatto con molti medici, con cui creo dei percorsi integrati in cui il paziente possa essere seguito a 360 gradi>.

Il lavoro è difficile, o impegnativo? <E’ un lavoro difficile ed impegnativo, ma lo è anche fare il farmacista. Mi spiego meglio: per stare dietro al banco, al giorno d’oggi, ci vorrebbero una pazienza immane e corsi di training autogeno intensivi. Molti clienti sono maleducati, impazienti e si credono informati perchè hanno letto qualcosa su internet, quindi pretendono invece di chiedere. Poi anche per il farmacista sono obbligatori i corsi ECM quindi l’impegno richiesto oltre l’orario lavorativo è importante. Ma dal mio punto di vista c’è una differenza. Il lavoro al banco, come gli aggiornamenti ma soprattutto come la pratica formano il farmacista. I più ambiziosi continuano il percorso universitario con master ad hoc, specializzandosi in fitoterapia, in cosmetica o altro. Ma è un “di più”, è qualcosa che fanno per distinguersi, per essere scelti. Ci sono farmacisti masterizzati e farmacisti che non lo sono, ma entrambi lavorano, e per assurdo a volte guadagnano uguale. Invece il lavoro di biologo è uno stile di vita. Almeno il mio di biologa nutrizionista lo è diventato. Devo ritagliarmi ogni settimana almeno un giorno per lo studio, e almeno uno o due week end al mese per gli aggiornamenti (ovviamente tutti i corsi sono fuori regione). Richiede davvero molti sacrifici, sopratutto nei primi anni in cui c’è l’avviamento della professione. Se non si studia non si lavora. Le ore lavorative giornaliere sono molto più di otto. Si lavora per se stessi, e come tutte le libere professioni non c’è orario. La responsabilità è tutta sulle proprie spalle. Senza contare che non è un lavoro che da sicurezza. Qualcuno mi potrebbe chiedere chi me l’ha fatto fare, e a volte me lo chiedo pure io. Credo che il merito sia della passione: adoro questo lavoro, mi piace il rapporto che si instaura con i pazienti, mi piace studiare ogni giorno casi diversi. Mi piace iniziare insieme ai pazienti nuove sfide e raggiungere con loro i traguardi prefissati>.

Ringraziamo la dottoressa Elena Tuan per il suo preziosissimo tempo. Ci auguriamo che altri colleghi, giovani e motivati, seguano il suo esempio in futuro.

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33 pensieri riguardo “Il farmacista nutrizionista”

  1. Complimenti alla dottoressa per il piacere di conoscere e di fare le cose! Come vedo siamo in molti d’accordo che bisogna allargare le attività professionali su “carta” del Farmacista. Speriamo in futuro. Vorrei ricordare che nel in un tempo non tantissimo lontano da noi in molti ospedali italiani insieme ai medici formulavano diete sia Farmacisti che Infermieri. Vedasi il caso di Santa Maria Nuova di Firenze nel bel lontano medioevo!

  2. Complimenti alla dottoressa. anche io ho fatto il suo stesso percorso e da farmacista dopo una seconda laurea in scienze della nutrizione umana sono diventato biologo nutrizionista è una soddisfazione e un importante sbocco lavorativo

    1. Buongiorno, non mi è chiaro un passaggio.. si deve prima entrare a biologia e poi fare la specialistica in scienza dell alimentazione? Quanto tempo servirebbe? Grazie

      1. No, si può fare direttamente la specialistica con la laurea in farmacia, e poi bisogna superare l’esame di stato per biologi. Servono due anni.

  3. Ciao Io ho fatto alla statale di milano gli ultimi 2 anni della laurea magistrale in scienze dell alimentazione e nutrizione umana (lm 61) che da la possibilità di sostenere l esame da biologo sezione A
    La magistrale dura 2 anni al momento dell iscrizione con la laurea in farmacia ti passano anche alcuni esami , lavorando part time 28 ore la settimana e abitando lontano (abito in liguria) in 2 anni e mezzo sono riuscito a finirla….
    Al mio anno di corso la percentuale di chi aveva gia la laurea in farmacia era del 10/15%….

        1. Buongiorno Elena,
          io sarei interessata al tuo stesso percorso, tuttavia gestire lavoro e università a distanza mi lascia perplessa.
          Come gestivi le frequenze?Sono obbligatorie? i laboratori?

          1. ciao
            fortunatamente ne le frequenze ne i laboratori sono obbligatori se no sarebbe stato molto difficile far combaciare il tutto.
            poi grazie al gruppo di facebbok fatto dagli studenti iscritti al tuo stesso anno di corso si hanno sempre le info per prepararsi ai vari appelli e anche dove reperire gli appunti.
            In piu alla Statale di milano c’e anche il portale Ariel dove quasi tutti i prof caricano il materiale visto a lezione.

  4. Mi associo ai complimenti dei colleghi per Elena, della quale condivido ampliamente gran parte degli aspetti emotivi e professionali di una ricerca per una maggiore identità professionale come farmacista, quale professionista sanitario, anche se in questo caso ha dovuto significare una nuova laurea e nuova iscrizione ad un altro ordine professionale. Mi dispiace che abbia optato solo per la strada da biologa, perché è impossibile che non si sia accorta di quanto la sua laurea e la sua esperienza come farmacista sia un valore aggiunto in campo nutrizionale.
    Anche io sono farmacista e biologo nutrizionista, capisco quanto sacrificio sia costato e quanto costa! A tale proposito vorrei portare la mia esperienza diretta per diventare “Farmacista e biologo nutrizionista” con il solo scopo di occuparmi di elaborazione delle diete.
    Ho conseguito la laurea in Scienza della Nutrizione Umana (LM-61) che prevede 120 CFU in due anni all’Università di Tor Vergata (Roma). Comunque, se, lavorando, riesci a finire la magistrale (nel mio caso con obbligo di frequenza), entro i due anni di corso previsto, devi sperare di laurearti poco prima dell’esame di stato da biologo, altrimenti, come è successo a me, devi aspettare altri sei mesi (ci sono 2 esami all’anno). Poi devi sperare che le prove di esame di stato siano vicine ed accorpate e che non si prolunghino troppo (1-2 mesi).
    Per l’esame di stato da biologo ho studiato quasi una terza laurea perché l’esame è aspecifico, tenuto conto della disomogeneità della professione del biologo, ma nessuno mi ha chiesto di parlare di argomenti inerenti la nutrizione o elaborare una dieta, unico motivo per il quale ho sostenuto l’esame. Per curiosità l’altra settimana, in una libreria scientifica, ho sfogliato l’indice di un paio di volumi di recente pubblicazione per la preparazione all’esame di stato da biologo e, neanche questa volta ho trovato qualcosa che riguardasse l’elaborazione di diete. Comunque, superato l’esame di stato mi sono potuto iscrivere all’ordine dei biologi. Infatti, solo l’iscrizione all’Ordine dei Biologi abilita all’autonoma elaborazione delle diete, in soggetti sani e malati (purché con diagnosi medica accertata), a prescindere dal percorso di studi. In pratica, un biologo marino, un biologo ambientale, un biologo entomologo, un biotecnologo agrario, un biotecnologo industriale, ecc. sono tutti autorizzati ad elaborare diete senza che nessuno appuri la loro preparazione e competenza in ambito nutrizionale e dietetico. Non esistono in Europa e negli stati più evoluti situazioni paragonabili a questa. Pertanto, a priori, viene riconosciuta una competenza in campo sanitario, senza preparazione specifica e mirata, lasciando indiscriminatamente libertà di auto-formazione senza alcuna tutela da parte delle istituzioni per i clienti/pazienti che richiederanno la loro consulenza professionale. Nel migliore dei casi, il Biologo che non ha studiato Scienza della Nutrizione (LM-61), che non ha un indirizzo in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (LM-9) ma, che ha un percorso completamente diverso e non sanitario, deve la sua preparazione, in scienza e coscienza, solo a corsi post-universitari. Allora, per quale motivo o per quale recondita elucubrazione un farmacista non potrebbe fare la stessa cosa?
    Sicuramente ho realizzato che, in Italia, nel caso dell’elaborazione delle diete, non esiste il concetto di pari opportunità che dovrebbero essere tanto caro alla nostra repubblica fondata sul lavoro. Un laureato in biologia, senza percorso nutrizionale/sanitario, dopo 3+2 anni di laurea accede direttamente all’esame di stato da Biologo e solo iscrivendosi all’ONB può già fare diete. Il Farmacista, invece, è costretto ad un percorso che lo penalizza di ulteriori 3-4 anni pur avendo una preparazione ed un profilo sanitario, anche nel caso in cui sia in possesso di specializzazioni, master o corsi di perfezionamento in alimentazione e nutrizione. Per questo vorrei che le cose cambiassero, anche se a me fondamentalmente non dovrebbe interessare più nulla, ma abbiamo il dovere di provare a cambiare il sistema se vogliamo un’evoluzione verso un sistema più coerente, una maggiore professionalità e verso una reale tutela della salute pubblica.
    Infatti, la prevenzione delle malattie e la tutela della salute pubblica passano proprio per l’alimentazione e la nutrizione, mi domando quindi come il legislatore pensa di tutelare la salute pubblica se non è richiesto agli operatori del settore un profilo sanitario e di studi specifico in alimentazione e nutrizione ai fini dell’elaborazione di una dieta. L’elaborazione delle diete in Italia, visto che non esiste un “ordine dei nutrizionisti” (figura giuridicamente assente in Italia) dovrebbe essere una competenza trasversale alle professioni sanitarie, riservato a chi dimostra un curriculum di studi, esami abilitanti e certificazioni inerenti in maniera specifica l’elaborazione di diete e la nutrizione in genere e un’esperienza professionale specifica. A mio parere un farmacista già abilitato alla sua professione sanitaria, che ottiene la laurea in Scienza della Nutrizione o una specializzazione o dei master o corsi di perfezionamento o un cumulo di questi titoli è già competente a fare diete. Non vedo il motivo per cui uno come me abbia dovuto ristudiare determinate materie, o perdere tempo su argomenti e/o materie tipicamente da biologo che non servono alla mia professione di nutrizionista, ed ora sono obbligato a pagare due ordini, pagare doppia cassa previdenziale, doppia assicurazione, partecipare e pagare doppi ecm (infatti i crediti di corsi ECM validi per entrambe le professioni possono essere utilizzati solo per una delle due). Io credo che il motivo di tutto ciò sia principalmente economico e corporativistico, nulla ha a che fare con il buon senso.

  5. I farmacisti facciano i farmacisti; conoscere i farmaci è molto diverso dal fare diete cosa che un biologo nutrizionista conosce molto bene.

  6. Bisogna essere chiari e scientifici. Il Farmacista studia i farmaci e non le diete. Il Biologo Nutrizionista la biologia e la nutrizione umana e le diete specifiche; un farmacista lo troviamo in farmacia mentre un biologo in laboratorio o ambulatorio sia privato che ospedaliero. Punto. Fisiologicamente ognuno deve fare il suo lavoro!!! Se studi i farmaci 5 anni sei super esperto di farmaci ma fa ridere che il tuo ordine ti dica : adesso dopo 5 anni di farmacia potrai elaborare diete……..ma quando le hai studiate ste diete? Per elaborare diete devi studiare: i biologi hanno un curriculum biomedico e nutrizionistico e fan tirocinio in ambulatori di dietologia, diabetologia, ginecologia, endocrinologia, patologia clinica, microbiologia. Ma scherziamo; il Biologo Nutrizionista tutela la salute anche da un punto di vista dell’igiene della nutrizione che necessita competenze di microbiologia molto avanzate tipiche di un biologo. Dunque la verità è che nell’era della crisi economica i farmacisti vogliono fare diete e analisi del sangue ( gravissimo errore) a tutto gas lavoro appartenete ad un Biologo Clinico e Nutrizionista. Ognuno deve fare il lavoro per cui ha studiato soprattutto per la salute dei nostri pazienti. Una terapia farmacologica la deve dare un farmacista, una dieta il biologo nutrizionista, un referto di analisi cliniche un biologo clinico.

    1. amedeo, sei serio in quello che dici? sai cosa studia e quanto studia un farmacista o un ctf? lo sai che nel loro piano di studi ci stanno anche esami di chimica degli alimenti, igiene ecc? E invece un biologo che esce da un curriculum di biologia vegetale ed ecologia che competenze ha nel campo della nutrizione? Come fai a sostenere che gli esami del sangue appartengono alle competenze del biologo clinico (???)?

      1. Lorenzo, l’articolo è scritto molto bene e spiega perfettamente quello che è abituato a fare e come è abituato a lavorare un farmacista al giorno d’oggi (purtroppo) e per quanto il percorso di studi possa dargli qualche nozione a riguardo la situazione è sempre la stessa, per fare il nutrizionista ci vuole ben altro, se uno è disposto a fare quel qualcosa in più e quindi non è mosso solo da fini economici (perchè come le statistiche dimostrano guadagna più un farmacista di un biologo -in media) quel qualcosa in più lo fa, se non c’è questa forte passione/interesse il farmacista deve rimanere tale. Una dieta non va confusa con le caramelline per il mal di gola, non è un farmaco in più da aggiungere tra le offerte del banco, non è un discorso puramente commerciale. Fare il nutrizionista come diceva Elena è una scelta di vita, scegliere di fare il farmacista è una scelta diversa. Ammiro chi come Elena ha fatto il percorso doppio, chi dimostra un interesse sincero in quello che fa e decide di fare, scegliere di fare delle diete non deve essere confuso per un “ampliamento degli orizzonti commerciali”, i pazienti necessitano una cura particolare, oltre alla formulazione della dieta, devono essere seguiti, il mondo della nutrizione deve essere gestito con grande etica e fare tutto senza la giusta preparazione mi sembra molto poco etico.

  7. Lorenzo carissimo il Biologo Clinico referta in ospedale le analisi cliniche in UOC di Patologia Clinica. Alcuni sono Patologi Clinici, altri Microbiologi e Virologi altri Genetisti. Molti di essi sono PRIMARI di siffatti reparti! Ovviamente non hai mai frequentato un laboratorio clinico!!!!!! Non basta fare un esame e tutto si può fare!!!! Fare un esame è diverso dall’avere una laurea con abilitazione. Ti rispondo pacatamente perchè tra professionisti dobbiamo essere innanzitutto pacati e chiari. Un Biologo che si specializza nello Studio della Nutrizione Umana è un Biologo Nutrizionista. Lavora in centri medici, ospedalieri e in privato. Un Farmacista in farmacia. Ciò non impedisce nè all’uno nè all’altro di acquisire un’altra laurea, abilitarsi all’ordine specifico ed esercitare, qualora possibile, le due interessanti professioni sanitarie. La crisi economica c’è però non inventiamo stupidaggini! Il primo rispetto va a tutti coloro, noi compresi, che studiano o che hanno studiato per anni e anni, sono abilitati e fanno ciò per cui sono stati proclamati dalle leggi dello stato italiano, del loro ordine professionale e rispettano siffatte leggi. Dunque Lorenzo siamo seri!

    1. Perfettamente d’ accordo con Amedeo! Le analisi in farmacia : prelievo capillare senza essere abilitati a fare prelievi , analisi senza alcun controllo di qualita’ ne’ interno ne’ interlaboratori! Ma quanto ne sanno i farmacisti di biochimica clinica? Sicuramente sanno di farmacologia e cinetica dei farmaci ma ognuno deve fare il lavoro per cui ha acquisito le competenze!

  8. Caro Lorenzo sono una Biologa clinica specializzata in citogenetica e biologia molecolare clinica. Ma cosa dici? Il lavoro che faccio da anni è refertare ed essere responsabile nel laboratorio clinico del settore citogenetica e biologia molecolare. Osservare vetrini sui quali capire se un tessuto e tumorale o meno servono anni e anni di esperienza e ci sono Biologi specializzati per anni al referto. E’ il nostro lavoro !

  9. Ciao a tutti!
    Innanzitutto complimenti per l’articolo, molto interessante! Poi volevo chiedere se qualcuno sa se anche per un laureato in CTF (come sarò io tra 2 anni) è possibile fare questo percorso di studi per diventare nutrizionista. Quindi laurea in CTF, laurea specialistica in scienze della nutrizione umana, iscrizione all’albo dei biologi bastano?
    Qualcuno ha fatto questo tipo di percorso?
    Grazie mille 🙂

  10. Come Sofia anche io sono al terzo anno di CTF e da poco ho scoperto in me una grande passione per l alimentazione! Mi chiedevo pero se bastano quei due anni di laurea magistrale in scienza della nutrizione per saper poi elaborare diete a tutti gli effetti.. ho letto il piano di studi e non mi sembra ci siano esami di dietologia/dietoterapia , come invece ci sono nel corso di studi di dietistica, il quale mi sembra molto piu idoneo per imparare a elaborare le diete ( hanno corsi specifici in cui insegnano come elaborare diete in persone affette da patologie, donne in gravidanza, in allattamento, età evolutiva ecc e moltissime ore di tirocinio in ospedale durante i 3 anni che li preparano proprio a lavorare in ospedale dopo la triennale). Mi rivolgo quindi a chi ha fatto la magistrale in scienza della nutrizione : questi due anni danno tutte le competenze di una laurea in dietistica ?
    Inoltre, per iscriversi all albo dei biologi oltre a prove scritte/orali servono prove pratiche in laboratorio? Se si, come puo cavarsela un laureato in ctf/farmacia?
    Scusate per i miei mille dubbi ma sto valutando se rimanere a ctf ed eventualmente fare scienze della nutrizione umana dopo aver finito o seguire questa mia passione e passare direttamente a dietistica, avendo cosi anche la possibilita di lavorare in ospedale.

    1. Ciao Sabrina!
      Sono anch’io iscritta a CTF, mi sembra siamo un po’ tutte nella stessa situazione 😀
      Mi sono informata un po’, avevo anch’io pensato di passare a dietistica, ma c’è una differenza fondamentale: al dietista serve che il medico prescriva la dieta, non può farlo liberamente, mentre al biologo serve la diagnosi del medico ma poi può elaborare in autonomia la dieta. Al di là degli esami del corso di laurea, chi poi può effettivamente elaborare diete sono solo medici o biologi. Il vantaggio dei dietisti è che possono concorrere a concorsi pubblici preclusi ai biologi.

  11. Buongiorno sono una collega interessata. Per caso qualcuno sa dirmi se la frequenza alla facoltà di biologia nutrizionale nella sede di Milano prevede la frequenza obbligatoria ai corsi ? Grazie M. Grazia

      1. Grazie mille Giorgio . Ti chiedo anche se hai il nome di un testo in particolare che hai usato per preparare il test d’ingresso. Mariagrazia

        1. Ciao testo avevo comperato Microbiologia degli alimenti della casa editrice ambrosiansa
          Poi avevo recuperato delle slide specifiche ma non ricordo dove le avevo recuperate….
          Cmq se cerchi su Facebook i gruppi fatti ogni anno per il corso di studio di alimentazione e nutrizione umana per la facolta di Milano penso si riescano a trovare….
          Ciao

    1. Ciao a tutti..sono una collega della provincia di Milano che come molti e insoddisfatto del semplice lavoro al banco come dipendente che non da nessun a soddisfazione..ora sono in maternità e sto riflettendo su come migliorare e rimettere in attività il mio cervello…pensavo a un corso di alimentazione ma voi mi state facendo venir voglia di fare di piu:Come devo fare? dove posso trovare tutte le info anche su quali esami tengono validi?(Io mi sono laureata nel 2003)…grazie a tutti

  12. Ciao a tutti, sono una collega farmacista, vorrei intraprendere anch’io la seconda laurea in scienze della Nutrizione Umana presso l’Università telematica San Raffaele di Milano.
    Vorrei sapere se qualcuno conosce questo ateneo, grazie mille.

  13. Salve a tutti. Sono farmacista, titolare di farmacia ed ho anche una laurea triennale in scienze biologiche. Per i troppi impegni di lavoro non sono riuscita a frequentare e studiare per finire anche i due anni di specialistica in biologia. Se mi iscrivessi all’ordine dei biologi sez b (junior) ed eventualmente seguissi un master in nutrizione, cosa che é già la mia passione, potrei esercitare regolarmente come nutrizionista? Grazie e complimenti per il sito!

    1. Ciao Valentina, per esercitare come nutrizionista è necessario essere iscritti alla sezione A dell’albo dei Biologi, quindi la risposta purtroppo è no: per esercitare come nutrizionista dovrai completare il percorso con una specialistica biennale, come per esempio Scienze della Nutrizione Umana. Un saluto!

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