Il rinnovo del contratto dei farmacisti

Aumento di stipendio, prolungamento del congedo per malattia, indennità di rischio, aumento della retribuzione delle ore straordinarie: in questa intervista esclusiva, Farmacisti Al Lavoro anticipa le novità che il principale sindacato dei non titolari italiani vorrebbe introdurre nel prossimo rinnovo del CCNL.

Sinasfa è il principale sindaato italiano dei farmacisti collaboratori. In questa intervista esclusiva facciamo a Francesco Imperadrice, presidente del sindacato, una serie di domande di sicura utilità per tutti quei colleghi che da oltre quattro anni attendono un rinnovo del loro contratto.

Il contratto è scaduto da oltre quattro anni. Per cui quando sentiamo Federfarma dire “siamo tutti un’unica famiglia” capiamo quale sia la loro considerazione per alcuni membri di questa famiglia.

Buongiorno dott. Imperadrice. Quando possiamo aspettarci che Federfarma accetti di sedersi al tavolo? Non credo che Federfarma darà la disponibilità in tempi brevi di sedersi al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto delle farmacie private scaduto da quattro anni e precisamente da gennaio 2013. Leggendo le loro dichiarazioni a mezzo stampa devono essere risolti prima una serie di problemi dal ddl liberalizzazioni alla nuova convenzione, dalla remunerazione alla farmacia dei servizi affinché possano valutare le “proposte più giuste” da mettere sul tavolo. Ovviamente questa di Federfarma è una posizione che anche se potrebbe sembrare logica non è assolutamente condivisibile. Convenzione, remunerazione. farmacia dei servizi e ddl liberalizzazioni sono tematiche che devono essere risolte a livello parlamentare e se non erro, tanto per fare qualche esempio, la convenzione mi sembra sia scaduta da almeno una quindicina d’anni, della nuova remunerazione se ne discute da almeno cinque e il ddl liberalizzazioni sembrava dovesse già essere approvato nel 2015. Come si può pensare che con i tempi biblici della politica italiana si possa subordinare l’apertura del tavolo delle trattative con la risoluzione di questi problemi? Personalmente ritengo la scelta di Federfarma un errore macroscopico, errore che ha contribuito ad acuire una profonda spaccatura nella categoria proprio in anni in cui serviva coesione e massima collaborazione tra tutte le componenti. Lasciare i farmacisti collaboratori, che sono l’asse portante della farmacia italiana, nel bel mezzo di una delle più dure crisi economiche della storia moderna, senza un adeguamento economico dal 2011 ha significato mettere in ginocchio un intera categoria e creare seri problemi a migliaia di famiglie. E’ mancata completamente la solidarietà e la comprensione delle nostre difficoltà da parte della componente economicamente più stabile della categoria, e questo in particolare quando sentiamo discorsi tipo ” siamo un unica famiglia” per i farmacisti collaboratori ha avuto una lettura molto chiara e precisa su quale possa essere la considerazione verso alcuni membri di questa “famiglia”.

Riterremmo adeguato un aumento da 7.20 a 9 € netti l’ora, considerato che alcune figure non laureate, fra cui gli impiegati del settore metalmeccanico, guadagnano più di noi.

Quale offerta economica o aumento Sinasfa riterrebbe adeguata per i farmacisti collaboratori? Oggi un farmacista guadagna 7,20 euro netti l’ora, come da ultimo rinnovo del 2011. Per rispondere alla domanda, abbiamo consultato una serie di contratti, di figure dove in alcuni casi non è richiesta la laurea, e abbiamo notato che molte paghe orarie sono simili se non superiori alla nostra. (Commercio: impiegato con funzione di responsabile € 12,60/ora; Metalmeccanici: impiegato € 11,80/ora; industria chimico-farmaceutica € 12,10/ora; farmacie private: € 10,90 lordi). Merito indubbio dei sindacati che sono riusciti a far siglare questi contratti, dove spesso ci sono anche benefit ed indennità che fanno aumentare sensibilmente lo stipendio. Ci chiediamo quindi, se consideriamo i costi che affrontiamo per diventare dottore in Farmacia, le responsabilità professionali , la perdita del potere d’acquisto subita in questi anni, il ruolo fondamentale che il farmacista svolge nel SSN, i tanti compiti e competenze che ogni giorno di più ci vengono chiesti, la flessibilità degli orari che a volte raggiunge livelli insostenibili per le famiglie, quale dovrebbe essere la nostra paga oraria? Se aggiungiamo anche i costi per gli aggiornamenti professionali, le quote che dobbiamo versare ad Ordine/Fofi ( una quota di circa 50 euro che noi versiamo al nostro Ordine professionale viene girata alla Fofi) ed Enpaf ed il volume d’affari che i farmacisti collaboratori contribuiscono a produrre stimato complessivamente in svariati miliardi di euro l’anno di fatturato, diremmo che passare da 7,20 quanto meno a 9,00 netti l’ora non ci sembrerebbe inadeguato, bensì quanto mai opportuno.

Riteniamo che bisognerebbe prolungare il periodo di conservazione del posto per malattia oltre 180 giorni, ridiscutere le percentuali sul lavoro straordinario, introdurre un’indennità di rischio.

Quali altri benefit Sinasfa ritiene che andrebbero aggiunti o allargati nel prossimo rinnovo del ccnl? La prima proposta sarebbe quella di riscrivere completamente il contratto e renderlo comprensibile a tutti i colleghi, troppe volte le norme devono essere interpretate perchè non sono chiare.
Ecco un elenco dei punti che Sinasfa su sollecitazione dei colleghi ritiene che andrebbero introdotti o modificati: 1) Sinasfa ritiene che debba essere modificato l’articolo 47 del CCNL che prevede in caso di malattia la conservazione del posto di lavoro solo per 180 giorni. Per fare un esempio, se mi ammalo di cancro, devo subire un intervento e fare dei cicli di chemio, ho solo 180 giorni per “guarire” e tornare al lavoro, perché a differenza della quasi totalità degli altri contratti, il nostro non prevede nemmeno la sospensione di questo conteggio in caso di ospedalizzazione o di cicli di chemioterapia. Sinasfa chiede che venga sostituito integralmente e possibilmente migliorato con quanto previsto dal contratto Assofarm, tanto per restare nell’ambito delle farmacie, che prevede la conservazione del posto di lavoro per 16 mesi o per 24 mesi se si è impiegati da più di tre anni (Art.38). Scaduti i termini, il CCNL delle farmacie private consente ulteriori 120 giorni di aspettativa non retribuita mentre il CCNL Assofarm prevede che l’azienda su richiesta del lavoratore ancora ammalato possa soprassedere al licenziamento per un ulteriore periodo di tempo, durante il quale nulla è dovuto al lavoratore, ma tale periodo in caso di rientro sarà considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio. Anche da un punto di vista economico ci sono delle differenze visto che i collaboratori con contratto Assofarm percepiranno per i primi 8 mesi il 100% della retribuzione e per ulteriori 4 mesi il 50% a differenza dei colleghi delle farmacie private che percepiranno lo stipendio intero per soli sei mesi;
2) Sinasfa anche alla luce della liberalizzazione degli orari, ritiene che si dovrebbero ridiscutere le percentuali dello straordinario in particolare notturno e festivo, nonché le quote della reperibilità; 3) Sinasfa riterrebbe utile anche l’introduzione dell’indennità di rischio in quanto le farmacie sono diventate veri e propri bancomat della malavita e di un indennità di “trasporto” per quei colleghi che per raggiungere il posto di lavoro devono percorrere distanze considerevoli con relativi costi aggiuntivi; 4) Sinasfa ritiene che dovrebbe essere eliminata la differenza di retribuzione tra i colleghi delle farmacie urbane e quelle rurali sussidiate, o quanto meno andrebbero rivisti i parametri non solo in funzione del fatturato SSN;
5) Per ultimo, al momento riteniamo che un collega che intende specializzarsi o acquisire competenze attraverso corsi o master dovrebbe poter avere la possibilità di ottenere una maggiore flessibilità di orario.

Sinasfa è il principale sindacato dei farmacisti collaboratori. Ritiene che sarà presente al tavolo delle trattative? Sinasfa è anche il primo sindacato di categoria dei farmacisti non titolari che sia mai nato in Italia, è un sindacato giovane che ha pochi anni di vita e che purtroppo gran parte dei farmacisti collaboratori ancora non conoscono. Da quando Sinasfa è nato, non sono stati aperti tavoli per cui onestamente non sappiamo quale sarà il comportamento di Federfarma, riteniamo comunque che avere al tavolo un sindacato di categoria, formato da farmacisti come lo sono i colleghi di Federfarma, e quindi dai diretti fruitori del contratto, sarebbe di sicuro una cosa molto importante.

Iscriversi a Sinasfa, per aiutarci ad ottenere il miglior risultato, costa 75 € l’anno, 30 € per disoccupati o neolaureati. Si fa tutto online.

Come è possibile iscriversi a Sinasfa? E quanto costa? E’ doverosa una premessa, Sinasfa è un sindacato il cui gruppo dirigente è formato esclusivamente da farmacisti collaboratori che dedicano gratuitamente il loro tempo al sindacato. Conoscendo ovviamente le dinamiche e le problematiche dei farmacisti collaboratori, il sindacato è stato strutturato con una modalità on line, come alcune banche ed assicurazioni. Non c’è bisogno che il collega iscritto vada fisicamente in una sede per chiarirsi un dubbio o esporre un problema, perchè può fare tutto questo tranquillamente da casa sua interagendo negli orari in cui è disponibile, con qualsiasi membro del consiglio direttivo o con gli esperti, nella massima e totale discrezione, via e-mail o telefonica. Ovviamente qualora ci fossero problematiche particolari si concorda insieme di volta in volta la cosa migliore da fare. Sinasfa ha iscritti in quasi tutte le regioni d’Italia e riteniamo che il grado di soddisfazione per le consulenze ottenute sia particolarmente elevato, ma questo non sta a noi dirlo.
L’iscrizione si fa direttamente dal sito, si compila e si invia il modulo elettronico presente su tutte le pagine del sito http://www.sinasfa.it/ , il segretario una volta ricevuta la richiesta di pre iscrizione, provvederà ad inviare via mail i documenti da compilare. Il collega una volta compilati ed inviati i documenti deve solo provvedere ad effettuare il bonifico sul conto del sindacato. L’iscrizione dura un anno dalla data di accredito del bonifico in banca e costa 75 euro. Sinasfa ha poi previsto delle agevolazioni per i neolaureati che potranno pagare per i primi due anni una quota di trenta euro, e per i disoccupati che potranno iscriversi versando anch’essi trenta euro. Ovviamente sia i neo laureati che i colleghi disoccupati potranno accedere a tutti i servizi forniti dal sindacato.

4 pensieri riguardo “Il rinnovo del contratto dei farmacisti”

  1. Io dico che per il momento é solo pubblicità affinché si iscrivano più persone al sindacato, prima vediamo la loro forza al tavolo delle trattative (già portare federfarma al tavolo è una forza) e se abbiamo la metà dei soldi che vengono dichiarati in questo articolo devolvo i primi 75 euro a sinasfa…

    1. Questo è il pensiero che ci porta oggi a trovarci (come categoria) in questa situazione, aspettiamo di vedere che fanno, poi farò.
      Io ti invito a contattare il presidente di Sinasfa e dirgli di farti diventare partecipe in prima linea.
      Il tuo e nostro futuro ha bisogno del contributo umano di tutti, ora non domani, dobbiamo essere rappresentativi questa è la vera forza per la contrattazione.

  2. Mi piacciono le richieste di sinasfa e penso sia una giusta ricompensa per i ”collaboratori che lavorano con professionalità e responsabilità”… vista la disponibilità di giovani farmacisti mi porrei un tantino il problema dei collaboratori’ ‘obsoleti” i quali rischiano di restare senza lavoro e suggerirti a sinasfa una sorta di scuola serale per far si che si possa cercare di aggiornare i colleghi in questa situazione (non trascurare la cosa perché non credo sia poco importante).

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