Le cose da sapere sul farmacista in Inghilterra.

Che i farmacisti inglesi siano ben pagati è un fatto noto, ma che cosa significa dal punto di vista professionale esercitare come farmacista in Inghilterra? Ve lo raccontiamo in questa lunga intervista con Michele, un collega italiano che oltremanica ha scoperto un diverso modo di essere farmacisti.

Il Regno Unito è da sempre una delle mete più ambite dai farmacisti italiani che scelgono di emigrare.

Il Regno Unito è da sempre una delle mete più ambite dagli emigranti italiani, vuoi per le ampie possibilità di occupazione vuoi per le maggiori retribuzioni. In un approfondimento che analizzava, dal punto di vista economico, la situazione dei farmacisti europei, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo confermato questo dato anche per i nostri colleghi: i farmacisti inglesi se la passano piuttosto bene, sia in termini assoluti che in rapporto al costo della vita d’Oltremanica. Un aspetto che invece è stato affrontato poco, almeno fino ad ora, è quello organizzativo e gestionale: qual è il ruolo del farmacista nella farmacia inglese? E qual è la sua posizione nella società? Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Michele, un farmacista che dopo aver lavorato per oltre dieci anni in Italia si è trasferito nel Nord Est dell’Inghilterra. In questa prima parte Michele ci racconterà gli aspetti pratici del lavoro in una farmacia inglese, mentre nella seconda parte proporremo un confronto tra i due modelli, quello italiano e quello inglese, per capire cosa possiamo prendere per migliorare l’attuale situazione economica, sociale e occupazionale che grava sui farmacisti italiani.

Ciao Michele. Innanzitutto, lavori per una farmacia privata o per una catena di farmacie? Lavoro per entrambi. Devi sapere che il farmacista in Inghilterra puo’ esercitare in tre modi: come titolare o collaboratore di una farmacia indipendente, come relief pharmacist cioè dipendente di una catena oppure come locum pharmacist, che è un po’ l’equivalente del libero professionista italiano anche se qui è una figura molto più diffusa. Io ho scelto di lavorare come locum. Faccio riferimento a cinque agenzie, le quali periodicamente mi inviano i dati delle farmacie che cercano, indicandomi data della sostituzione, ore di lavoro richieste e retribuzione oraria. Mi capita quindi di lavorare sia per farmacie private che per catene di farmacie.

Elenco di farmacie che cercano un locum, con data, ore richieste e retribuzione.

Quante ore lavora un farmacista inglese? In termini di ore giornaliere, tendenzialmente lavora di più, anche nove o dieci ore al giorno. Per quanto riguarda le ore settimanali, questo dipende molto dalle scelte del singolo. La figura del locum è molto richiesta perché i farmacisti inglesi lavorano poco, tre o quattro giorni a settimana. Il locum, poi, è libero di lavorare quanto vuole: per esempio, io a febbraio ho fatto centosessanta ore e a marzo centoquaranta. Conosco però colleghi che scelgono di lavorare per tre settimane di fila e poi se ne tornano una settimana in Italia.

Parliamo dell’aspetto economico. Allora, un locum pharmacist viene pagato dai 21 ai 26 £ l’ora, quindi può arrivare a guadagnare anche quattromila sterline al mese. Un dipendente ha un lordo più o meno uguale, e considera che qui le tasse sono più basse, attorno al 20%. Inoltre puoi scaricare tutto, dalla benzina ai pasti al vestiario. E non esiste un equivalente dell’ENPAF da cui guardarsi le spalle.

Com’è organizzato il personale in una farmacia inglese? Intanto, devi sapere che nel 90% delle farmacie c’è un solo farmacista, che è civilmente e penalmente responsabile di tutto ciò che viene fatto in sua presenza. Il cliente al banco viene servito dal dispenser, che è un diplomato in possesso di un’abilitazione. Una volta raccolte le prescrizioni, queste vengono controllate e siglate dal farmacista con un’operazione che viene chiamata checking. Oltre al farmacista e al dispenser, all’interno delle farmacie è presente anche lo store manager, ovvero il direttore commerciale. Lo store manager e i dispenser indossano una divisa, mentre il farmacista si veste abitualmente in giacca e cravatta. Questo rimarca il ruolo sociale del farmacista. In Inghilterra, quando dici che di mestiere fai il farmacista vieni molto rispettato.

Quali sono i principali compiti del farmacista? Oltre al cheking delle prescrizioni, che comprende anche la valutazione delle interazioni farmacologiche, il farmacista è a disposizione per rispondere alle domande dei clienti e per dare consigli sul farmaco OTC. Il processo di dispensazione è piuttosto lungo, perchè la terapia viene personalizzata: il numero di unità posologiche consegnate al cliente è esattamente quello prescritto dal medico, inoltre viene stampata un’etichetta contenente nome del paziente, modalità di assunzione con eventuali accorgimenti, data di dispensazione e sigla autografa del farmacista responsabile.

Esempio di confezione personalizzata con sigla del farmacista.

Quali farmaci sono rimborsarti dalla mutua? Potenzialmente qualunque farmaco etico viene rimborsato dall’NHS, che è il SSN inglese. I pazienti sotto i sedici anni, quelli sopra i sessanta o con patologia cronica e tutta una serie di altri soggetti sono considerati esenti, altrimenti sulla prescrizione si paga un ticket. Naturalmente esiste anche la ricetta bianca privata, ma la gran parte dei farmaci viene erogata gratuitamente, e questo rende conto di un massiccio utilizzo di denaro pubblico da parte dell’NHS. Sembra l’Italia degli anni Sessanta.

E se il cliente non ha la ricetta? In Inghilterra non esistono discussioni: se vendi un farmaco etico senza ricetta rischi di perdere la licenza, quindi non lo fa nessuno e non esiste che un cliente protesti per avere un farmaco: al massimo, qua si lamentano per l’attesa. Esiste però l’emergency prescription: se la persona che hai di fronte è cliente della tua farmacia, e quindi c’è uno storico che documenta l’utilizzo di una certa terapia, puoi erogare sotto la tua responsabilità una terapia di tre giorni, entro i quali il cliente deve portarti la nuova prescrizione. A mio parere, l’abitudine a vendere farmaci senza ricetta è uno degli elementi che ha compromesso la professionalità di molti farmacisti italiani, con pesanti ricadute sull’immagine del farmacista di fronte alla società.

Esiste anche, per i farmacisti, la possibilità di diventare prescrittori? Si, e la figura del farmacista prescrittore sta prendendo piede, tanto che l’NHS ha appena assunto millecinquecento farmacisti, per affiancarli ai general practitioners, cioè i medici di base, nei loro studi medici. Esistono poi le PGD, o patient groups directions: queste sono delle specifiche abilitazioni che consentono al farmacista di erogare, in regime privato, specifici presidi terapeutici in assenza di prescrizione. In questo caso esistono delle linee guida alle quali il farmacista si deve attenere, e la responsabilità è sua. Come vedi, nel Regno Unito il farmacista è caricato di parecchie responsabilità, tanto che tutti i farmacisti devono avere un’assicurazione per la responsabilità civile.

Esempio di Weekly Medication preparata dal farmacista.

Quali altri servizi svolgono i farmacisti nelle farmacie inglesi? Sono davvero tanti, molti di più che in Italia. La consegna domiciliare dei farmaci è svolta dalla quasi totalità delle farmacie, inoltre il farmacista puo’ preparare la weekly medication, ovvero il portapillole settimanale personalizzato. Se il farmacista ha conseguito la relativa abilitazione, è autorizzato a praticare vaccinazioni o iniezioni intramuscolari, e considera che per il vaccino e il servizio di somministrazione l’NHS rimborsa alla farmacia 165 £. Ci sono poi una serie di nuovi servizi, dei quali te ne citerò due. Il primo è l’NMS, o new medicine service: se il paziente riceve per la prima volta un farmaco di difficile assunzione, pensiamo al salbutamolo, il farmacista lo accompagna nella consultation room e gli spiega come usarlo: questo servizio è pagato dall’NHS circa 26 £. C’è poi il MUR, o medicine use review. Il farmacista controlla periodicamente, diciamo una volta l’anno, i farmaci che il cliente sta prendendo, per verificarne la compliance. Questa prestazione viene pagata 28 £, ed è sempre un servizio offerto dall’NHS. C’è poi un programma nazionale di contrasto alla tossicodipendenza, per cui metadone e buprenorfina sono erogati direttamente dalle farmacie, con responsabilità come sempre a carico del farmacista.

Consultation room, dove il farmacista eroga una serie di servizi sanitari.

Ti manca qualcosa della farmacia italiana? Mi mancano tanti medicinali da banco, che qua non posso consigliare perché non esistono.

E che cosa non rimpiangi affatto? La rispettabilità che ho trovato qui. Perchè in Inghilterra il farmacista ha un ruolo prettamente sanitario. Della parte commerciale sono altri ad occuparsene.

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35 pensieri riguardo “Le cose da sapere sul farmacista in Inghilterra.”

  1. Una meraviglia!Ottimo sito e ottimi articoli!!!In Austria invece?!Sto studiando tedesco e vorrei trasferirimi a Vienna e fare la farmacista li.grazie

    1. Grazie dei complimenti! Se troviamo un collega italiano che lavora in Austria lo intervisteremo sicuramente!

      1. Ciao,mi associo ai complimenti anch’io! Sì l’Austria è una meta anche per me conosco un po ‘il tedesco è ho la tessera europea per esercitare anche lì ma non ho contatti pratici a livello di Apotheke. Sarebbe interessante conoscere qualche collega italiano che operi già lì. Grazie

    2. INTERESSANTISSIMO! BELLO SAREBBE INTERVISTARE TUTTE LE FIGURE PROFESSIONALI IN AMBITO MONDIALE….E CAPIRE COME FUNZIONANO GLI ALTRI SERVIZI SANITARI…

  2. Io sono un neolaureato del mese di giugno 2016 e dal mese di settembre fino ad oggi sto cercando in tutte le farmacie e tutte le soluzioni l’ho sentite e fatte.
    Non so più cosa fare e non so più come faccio l’unica cosa che voglio fare e di andare in Inghilterra xké tutti i miei amici e compagni di farmacia sono in Inghilterra e mi dicono solo questo il farmacista oltre essere rispettato nella società , ma sei certo che fai il tuo lavoro; cioè nn ti ripieghi a fare il magazziniere se ti trovi in una piccola farmacia oppure il proprietario durante il periodo di prova ti licenza dopo 4 gg , vuoi perché la legge gli garantisce questo..
    Una cosa voglio farla, se un domani farò il farmacista preferisco farlo in Inghilterra oppure in Germania o ancor di più nel nord d’Europa mai poi mai in Italia
    Se mi date una mano come muovermi per le procedure vi sarei grato tutta la vita e nn dimenticherò che un gg grazie a voi sarò in grado di lavorare con il mio titolo di studio che ho sudato x averlo.

    1. Ciao Omar, intanto iscriviti al gruppo FB farmacista in inghilterra. Troverai confronto con colleghi che operano lì e che ti potranno dare consigli utili. Non escludo che in futuro scriveremo un piccolo vademecum per chi vuole trasferirsi.

      1. Voglio farvi davvero i complimenti per quest’articolo interessantissimo e più in generale per il blog.
        Tra un po’ dovrei laurearmi in farmacia e vorrei avere qualche linea guida per capire come muovermi se volessi esercitare oltremanica.Soprattutto qualche delucidazione post-brexit.
        Grazie di tutto!

        1. Ciao Marion, sicuramente possono darti molte delucidazioni i membri del gruppo FB Farmacista in Inghilterra, che sono indubbiamente i più aggiornati in merito!

  3. Bellissimo articolo complimenti.Fa piacere conoscere altre realta che siano migliori o peggiori non importa ma apre la mente…bravo

  4. Ciao…. anche io mi sono laureata da poco in farmacia…. bello, bello scoprire cose nuove e posti che sembrano “dell’altro mondo” rispetto al nostro……a me piacerebbe fare un’esperienza di lavoro in Spagna invece, sull’isola di Tenerife…. avete già conoscenze di come funzioni sul posto?
    Graziee

    1. Ciao Miriam, se riusciremo a contattare qualche collega italiano che lavora in Spagna approfondiremo volentieri la questione. Tuttavia, per quanto mi risulta, non ci sono grosse differenze in termini professionali e retributivi tra i farmacisti italiani e quelli spagnoli.

  5. Salve,io ho 38 anni e 13 anni di servizio svolto in farmacia. Pensate che sia troppo grande per pensare ad un trasferimento in UK? Ci sono limiti di età per l’ingresso alla professione?

    1. Ciao Stefano, se sei insoddisfatto di quello che hai o fai, non è mai troppo tardi per cambiare strada. Non credo esistano limiti di età, ma per questo magari puoi chiedere ai colleghi del gruppo FB farmacista in inghilterra.

  6. Vi seguo sempre volentieri. Trovo i temi interessanti e di rilievo, trattati in modo completo, competente, esaustivo. Articoli ben scritti, tra l’altro. Domina l'”ottica razionale”, e il “senso del servizio” è ben presente.
    Posso dire bravo/i?

    1. Puoi dirlo, commenti come questo ci danno fiducia perchè vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro! Grazie Anna!

  7. complimenti…Dott Michele è possibile avere un indirizzo e.mail per poter chiedere ulteriori informazioni?? Grazie

    1. Il dottor Michele ci ha chiesto di restare anonimo, per cui temo di non poterti accontentare. Oggi però ci ha contattato un altro collega che lavora in Inghilterra dando la sua disponibilità a dare info. Se vuoi gli do la tua mail. Grazie dei complimenti!

  8. Ottimo articolo!!! Siete fantastici
    Io suggerisco, dopo l’esperienza europea, un salto nella realtà australiana e in quella canadese…

    Matteo

  9. Oltre l’aspetto economico quello che colpisce favorevolmente è la figura professionale del farmacista che svolge realmente il suo ruolo sanitario e educativo nei confronti sia del cittadino sia del ssn inglese

  10. Vorrei fare i complimenti per la qualità del sito e degli articoli che contiene,l’ho scoperto da poco meno di un mese e lo consulto quasi quotidianamente. Mi piacerebbe avere informazioni su quali siano le condizioni del farmacista in USA, sono simili a quelle appena riscritte in UK? Non so se qualcuno ha mai affrontato questo argomento.

  11. Sembrerebbe tutto rosa e fiori. C’è da dire che il GPHC sono molto scontrosi con gli stranieri da quando è iniziata la Brexit. Ora vogliono lo IELTS 7 level di Inglese e nonostante avessi la EPC European Professional Card, cioè tutti i miei titoli equiparati mi hanno richiesto di nuovo tutti i documenti tradotti, certificati da Notaio e farmacisti conoscenti. Il GPHC è un’organo di tortura dei farmacisti e di difesa dei cittadini. Quindi in sostanza rema contro i farmacisti, ancor di più contro i farmacisti stranieri. Lasciate stare l’UK sono diventati eccessivamente complicati e chiusi, per non dire un pò razzisti oltre quanto lo erano già. Se in passato hanno accettato stranieri era solo perchè ci sono dei lavori che i mi lord non vogliono fare.

  12. Vorrei ulteriori chiarimenti Dott. Michele. Sono un neolaureato e neoabilitato ed ho l’intensione di trasferirmi, anche per un breve periodo, in Inghilterra.

  13. I più sinceri complimenti per l’articolo, molto interessante e soprattutto non potevo non leggerlo in quanto ho seriamente intenzione di trasferirmi in Inghilterra per continuare a praticare la mia professione di Farmacista. Vi scrivo questo messaggio per chiedere se fosse possibile parlare con qualche collega che già lavora in Inghilterra, per sapere quali passi seguire, e le concrete possibilità lavorative. Mi chiamo Paolo e lavoro da 11 anni come farmacista a Lecce, e nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato, ho deciso di fare il salto di qualità, in quanto mi sono un po’ stancato di essere paragonato ad un semplice commesso. Vi ringrazio in anticipo per una eventuale risposta, cordiali saluti, e complimenti ancora.

  14. Ciao .. sono andato da tesco e ho provato a prendere 4 confezioni di paracetamolo ma il commesso mi ha detto di prenderne massimo due.. c’è qualche regolamento a riguardo ?

  15. Ho 60 anni, sono stato titolare di due farmacie : la prima per 10 anni ad Avellino, la seconda per 20 anni sull’isola di Capri. Ora ho venduto. Parlo ilnglese e un po’ di francese. Che possibilita’ avrei desiderando vivere verso il nord dell’inghilterra ( scozia) o all’estremo sud ( cornovaglia) ? Grazie per suggerimenti e risposte.
    Dr Giovanni Battista Villa

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