Medico, farmacista e farmacista ospedaliero: carriere a confronto.

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro presenta un confronto temporale ed economico fra tre diverse possibilità di carriera nel mondo della sanità. Informazioni utili per gli studenti, ma anche per i professionisti che intendono valutare opzioni alternative.

Come si sviluppano la carriera di un farmacista territoriale, ospedaliero e di un medico negli anni?

Molti studenti del liceo, al termine degli studi superiori, si domandano se sia meglio intraprendere una carriera come medico o come farmacista. Inoltre molti giovani farmacisti territoriali, poco soddisfatti della propria posizione economica, ci interpellano per avere informazioni su possibili carriere alternative. Su Farmacisti Al Lavoro ci siamo già occupati degli aspetti economici del farmacista territoriale e del farmacista ospedaliero, tuttavia abbiamo ritenuto utile proporre anche un confronto tra i diversi percorsi di carriera nel mondo della sanità. Come si sviluppano la carriera di un farmacista territoriale, di un farmacista ospedaliero e di un medico nel corso degli anni?

La carriera del farmacista territoriale è veloce, ma alla lunga porta poche soddisfazioni economiche se non si investe in una propria farmacia.

Farmacista territoriale. La carriera del farmacista territoriale è piuttosto veloce, ma è anche quella che alla lunga dà meno soddisfazioni dal punto di vista economico, come sanno bene molti farmacisti collaboratori di vecchia data. Il primo contratto di un farmacista, indipendentemente che sia come apprendista o come collaboratore di primo livello, è di tutto rispetto: 1350 € a soli 24 anni (18900 € netti all’anno), che crescono a 1410 € dopo due anni di lavoro grazie all’indennità speciale quadri. Gli scatti di anzianità ammontano a circa 15-20 € mensili in più ogni due anni, senza ulteriori prospettive di crescita tranne quando, dopo 12 anni, l’aumento dell’indennità speciale quadri rinforza lo stipendio di circa 280 € netti l’anno. A parte questo, è chiaro che il farmacista territoriale che abbia ambizioni economiche dovrà mettere in conto di acquistare una sua farmacia, prima o poi. Oppure, cambiare strada.

Evoluzione della retribuzione di farmacisti e medici negli anni, in € netti / anno.

Il medico fa qualche sacrificio all’inizio, ma viene ripagato ben presto e senza necessità di grossi investimenti.

Medico. Quando il giovane farmacista inizia a lavorare, l’aspirante medico non ha ancora finito gli studi. Il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dura infatti sei anni, contro i cinque di Farmacia o CTF, e un ulteriore anno viene perso tra esame di stato e concorso per l’ingresso nella scuola di specializzazione. Una volta entrato in specialità, un medico guadagna esattamente come un farmacista territoriale a inizio carriera: circa 19000 € netti all’anno. Le borse di studio sono infatti di 25000 € per i primi due anni, quindi salgono a 26000 € gli ultimi tre anni, ma il 24% viene trattenuto e versato in contributi alla gestione separata INPS. Il medico fa il salto di qualità una volta specializzato, quando il primo contratto gli porta un netto di circa 2250 € al mese, che salgono a 2700 € dopo cinque anni di lavoro e a 2850 € dopo quindici anni. A questo punto, il suo collega che aveva scelto farmacia e non è diventato titolare guadagna appena 21280 € netti all’anno, ovvero solo 2000 € in più rispetto a quando aveva cominciato.

Stipendio dei medici del SSN.

La strada del farmacista ospedaliero è in salita, per l’assenza di borse di studio.

Farmacista ospedaliero. La carriera del farmacista ospedaliero è la più lenta di tutte. Infatti, a causa di una legge ingiusta, gli specializzandi di farmacia ospedaliera non percepiscono alcuna borsa di studio, a differenza degli specializzandi medici. Va detto che alcune università, come quella di Padova, attivano borse di studio proprie, inoltre il recente Ddl Mandelli-Lettieri si propone di annullare questa disparità. Tuttavia, ad oggi la prospettiva di un aspirante farmacista ospedaliero è quella di rimanere senza stipendio per i cinque anni di durata della specializzazione. Se in qualche modo riesce a mantenersi in questi anni, le soddisfazioni non tardano ad arrivare: il primo stipendio da farmacista ospedaliero è di 2250 €, che sale a 2550 € dopo cinque anni e a 2850 € dopo quindici anni. Con la prospettiva, se diventa direttore di farmacia ospedaliera, di arrivare a quasi 3500 € al mese, praticamente lo stipendio di un primario.

La scelta fra le tre carriere dipende da diversi fattori, non ultimo il conto in banca.

Abbiamo visto come si sviluppano le carriere di medici, farmacisti territoriali e farmacisti ospedalieri dal punto di vista economico e temporale. Quale scegliere? È chiaro che dipende dalle necessità, dalle aspirazioni e dalle preferenze. Il farmacista territoriale è quello che impone meno sacrifici: meno studio e uno stipendio dignitoso fin da subito. Purtroppo, è anche quello con le minori prospettive, quindi il farmacista territoriale con ambizioni economiche dovrà cercare di imparare il più possibile nei primi anni, nell’ottica di acquistare una farmacia sua. Questo potrebbe essere un problema per chi non ha soldi da parte, nel qual caso una carriera come medico è sicuramente preferibile in quanto consente di avere una buona crescita economica senza necessità di grossi investimenti. Infine, la carriera come farmacista ospedaliero è allettante ma si scontra con due problemi: il primo è l’attuale indisponibilità di borse di studio, che costringe gli specializzandi a farsi mantenere dai genitori oppure a fare un secondo lavoro, l’altro sono i pochi posti a concorso, sia per l’accesso alle scuole di specialità sia per le posizioni come dirigenti nel Servizio Sanitario Nazionale.

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10 pensieri riguardo “Medico, farmacista e farmacista ospedaliero: carriere a confronto.”

  1. Buon giorno vorrei porre una domanda,all’incirca quanto può guadagnare netto al mese esclusi gli 80 euro un farmacista territoriale impiegato in una farmacia rurale dopo 15 anni di anzianita’
    grazie

  2. Grazie era per confrontare il guadagno mensile dopo un po di cariera rispetto al mondo dell’insegnamento
    Il quale può anche essere un alternativa lavorativa anche per i farmacisti.
    Dato che un insegnante dopo 15
    Di cariera percepisce netti dai 1650 /1700
    Quindi l ‘insegnamento Potrebbe essere un percorso un poco piu remunerativo rispetto al farmacista territoriale considerando anche il fatto che l ‘impegno orario settimanale orario è inferiore alle 40 ore

    1. scusate l intromissione, sono una studentessa di ctf al 3 °anno.
      Mi chiedevo, in che istituti può insegnare un laureato in farmacia/ctf?

      1. Ciao Sabrina. La normativa attuale consente ai laureati in farmacia e Ctf di partecipare ai concorsi per le classi A15 (discipline sanitarie), A31 (scienze degli alimenti), A34 (scienze e tecnologie chimiche) e A60 (educazione tecnica nelle scuole medie).

  3. Buongiorno,ho una domanda tecnica: sono conciliabili secondo voi le due figure di farmacista ospedaliero e titolare di farmacia privata in un unica persona??

    1. Questo quesito è stato posto in una recente consulenza apparsa sull’ottima testata online FarmaciaVirtuale.it, e la risposta dell’esperto era negativa.

  4. Salve, sono uno laureando in CTF e vorrei fare la scuola specialistica in farmacia. A termine dei 4 anni della scuola specialistica, per svolgere la mansione di farmacista ospedaliere si accede tramite concorso posto sulla gazzetta ufficiale oppure si accede consegnando un “curriculum vitae”?? Grazie

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