Farmacie: come funziona il servizio notturno?

Quando è dovuto il diritto di chiamata? In quali casi il farmacista può rifiutarsi di intervenire? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento ai cittadini, che spesso in buonafede ignorano i meccanismi di funzionamento del servizio notturno.

L’obbligo di intervento del farmacista di turno è un argomento che talvolta genera incomprensioni tra il cittadino che ha bisogno di un farmaco durante l’orario di chiusura della farmacia e il farmacista reperibile. In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento su questo tema controverso, delineando quali siano gli effettivi doveri del farmacista responsabile del servizio notturno. In particolare vogliamo focalizzare la nostra attenzione su due aspetti, spesso in buonafede ignorati dal cittadino: il diritto di chiamata e l’obbligo di ricetta medica urgente.

Il diritto di chiamata è obbligatorio, e data l’esiguità dell’importo non si capiscono le ragioni di chi lo contesta.

Diritto di chiamata.

Il diritto di chiamata è un costo che la farmacia di turno addebita al cittadino che si rivolge al farmacista durante l’orario di chiusura della farmacia. Ha un importo di 7.50 € durante la chiusura notturna (10.00 € per le farmacie rurali sussidiate). Il diritto di chiamata è una voce dello scontrino fiscale che il farmacista è tenuto ad esigere, e l’unico caso in cui questo importo viene omesso è quando il cittadino presenta una ricetta rossa mutualistica redatta dalla guardia medica o dal pronto soccorso, in quanto in questo caso il diritto di chiamata viene rimborsato alla farmacia direttamente dall’azienda sanitaria, assieme al costo del farmaco dedotto di eventuali ticket e quote stabilite su base regionale. In tutti gli altri casi il diritto di chiamata deve essere applicato: sbaglia quindi il farmacista che non lo richiede e sbaglia il cittadino che insiste per non pagarlo. Da notare che il medico non ha alcun potere di imporre alla farmacia di non far pagare questo diritto di chiamata, e il diritto di chiamata è dovuto anche dal medico che si voglia approvigionare in prima persona di farmaci urgenti, per sè o per un proprio paziente. Aldilà di tutto, questi numeri sono talmente esigui che non si capisce quale sia la ragione delle controversie che spesso il diritto di chiamata genera: basti pensare che questi importi fanno riferimento ad una convenzione stipulata nel 1993 e solo recentemente aggiornata, dalle 7500 lire a cui è stata ferma per oltre vent’anni. Se pensate che 7.50 € per un farmaco urgente siano troppi, sperate di non avere un tubo che perde perchè chiamare un idraulico alle 4 di mattina vi costerebbe almeno sei volte tanto.

Il farmacista deve intervenire solo in presenza di una ricetta urgente, o in situazioni di urgenza da lui ritenute tali.

Obbligo di intervento.

I casi in cui il farmacista è tenuto a rispondere alla chiamata non sono chiaramente specificati da una legge nazionale, anche perché il servizio notturno è regolato da apposite leggi regionali. Esistono tuttavia alcuni elementi comuni alle varie leggi regionali, che delineano essenzialmente due casi di obbligo di intervento:

  • Ricetta medica urgente, dichiarata tale dal medico prescrittore. In linea del tutto teorica, anche il medico della guardia medica o del pronto soccorso dovrebbero specificare la natura dell’urgenza. Tuttavia, per prassi, in presenza di una ricetta della guardia medica o del pronto soccorso il farmacista sceglie di intervenire in ogni caso, perchè presume che le ricette redatte da queste strutture abbiano di per sè carattere di urgenza.
  • Situazione di urgenza, riconosciuta tale dal farmacista. Per i farmaci che non richiedono prescrizione medica, il farmacista può scegliere di intervenire anche in assenza della stessa se ritiene che la richiesta del cittadino sia effettivamente urgente. Il classico esempio è quello della Tachipirina, un farmaco che viene usato come antipiretico: non richiede prescrizione medica, ma è chiaro che se voi o vostro figlio avete la febbre a trentanove sussiste per voi l’effettiva necessità di assumerla. Il fatto che il farmacista in questo caso possa scegliere se intervenire o meno non lo esenta dalla responsabilità di eventuali conseguenze del suo mancato intervento, e infatti un collega è stato condannato per essersi rifiutato di dispensare proprio una Tachipirina. Esistono però pochi altri casi di farmaci da banco che siano indicati in condizioni di effettiva urgenza, quindi per la maggior parte delle situazioni l’obbligo di chiamata fa riferimento al punto precedente. Ed è ovvio che se il farmaco di cui avete bisogno richiede prescrizione medica e voi non siete in possesso della stessa non c’è alcuna ragione per la quale il farmacista dovrebbe intervenire.

Il latte in polvere può forse costituire un’urgenza sanitaria, non di certo gli assorbenti o i ciucci.

In virtù di quanto detto, ora sappiamo che il farmacista non solo può, ma deve esigere il diritto di chiamata, ed è effettivamente obbligato ad intervenire solo in presenza di una ricetta medica urgente oppure in situazioni da lui ritenute urgenti, limitatamente a farmaci da banco o prodotti senza obbligo di prescrizione. Anche un latte in polvere può ricadere in queste situazioni, perché il digiuno prolungato è una condizione potenzialmente pericolosa nel lattante. Non ricadono sicuramente in questa casistica due prodotti che vengono frequentemente richiesti durante il servizio notturno: gli assorbenti e i ciucci, che peraltro non devono obbligatoriamente essere detenuti dalle farmacie. Infatti, un bambino che piange tutta la notte e tiene svegli i genitori configura sicuramente una situazione spiacevole e forse anche un’urgenza, ma non di tipo sanitario: l’unica per il quale il farmacista è tenuto ad intervenire. Da notare che, in particolare nei piccoli paesi, il farmacista potrebbe non essere fisicamente in farmacia al momento della chiamata: nessun problema, basta chiamare e lui accorrerà prontamente, per garantire il servizio.

Il cittadino spesso ignora che il farmacista notturno ha lavorato il giorno prima e di solito lavorerà anche il giorno dopo.

<Lei è di turno quindi mi deve dare quello che le chiedo> è una frase che per fortuna non mi è mai capitato di sentire in oltre 150 servizi notturni svolti negli ultimi cinque anni, ma so di alcuni colleghi a cui è capitato.  Questo nasce sicuramente da un equivoco di cui il cittadino è ovviamente ignaro in quanto non conosce il funzionamento del servizio farmaceutico: ma è importante tenere sempre presente che il farmacista difficilmente lavora di notte e il giorno dopo riposa: di solito, soprattutto se è il titolare, ha lavorato il giorno prima e lavorerà anche il giorno dopo. Ed è questa la ragione per cui il servizio farmaceutico notturno, come ogni servizio emergenziale, deve essere sfruttato nei casi di effettiva necessità.

52 pensieri riguardo “Farmacie: come funziona il servizio notturno?”

  1. Articolo molto equilibrato. Ma due punti vanno precisati:
    -la ricetta del P.S., ammesso che abbia il ricettario della mutua, e della Guardia Medica sono redatte da due servizi deputati all’emergenza, quindi per definizione URGENTI.
    Anche il medico di famiglia può prescrivere ricette urgenti, ma deve precisare di suo pugno sulla ricetta il carattere di urgenza, e soprattutto l’ora nella quale ha scritto la ricetta. L’ora deve essere posteriore all’orario di chiusura delle farmacie (che di questi tempi è piuttosto elastico).

    1. Scusi ma è obbligatorio che il medico metta l’ora di compilazione della ricetta? Non basta la dicitura “urgente “con la firma? Se la scrivesse nelle ore di apertura non ci sarebbe bisogno di mettere urgente.

  2. Grazie per i chiarimenti, tutto ciò andrebbe spiegato ai cittadini che ci chiamano la notte non per effettive necessità , infatti quasi sempre ci richiedono prodotti non urgenti, pretendendoli da noi a qualunque ora!!

  3. Due cose ci sarebbero da precisare.., tachipirina 1000 cp ci vuole la ricetta… il diritto di chiamata non è per tutti uguale ….noi per le urgenze siamo obbligati a non prenderla … per il numero di abitanti

    1. Ciao Rossana. Si, la Tachipirina 1000 richiede prescrizione ma è un analgesico, nell’articolo ci riferivamo alla Tachipirina 500 che invece si usa come antipiretico. Per quanto riguarda la tua seconda affermazione, spiace ma non ci risulta affatto che sia così.

      1. ottimo per cui da ora in poi chiederò l urgenza anche io …. i miei colleghi mi hanno sempre detto che noi del comune di cecina ,non possiamo prendere l urgenza, perché siamo una farmacia sola la notte, con 30000 abitanti per cui l urgenza non deve essere chiesta……..

        1. Anche a Siena non vine preo il diritto addizionale notturno in quanto unica farmacia con un comune di 30,000 abitanti..lo stò facendo ora il notturno….quello che però è strano che in un paese qui vicino con tre farmacie, quella che è di turno, nell’orario dalle 13 alle 15,30, quindi di turno diurno a battenti aperti, prende il diritto di chiamata…io sono un farmacista e secondo me non va bene…una cosa è prendere la chiamata qundosiamo a battenti chiusi e un’altra cosa è prenderlo a battenti aperti…non lo trovo giusto verso il cliente

  4. Secondo voi Nei casi di ricetta mutualistica-ssn redatta da guardia medica o pronto soccorso, il diritto addizionale non va mai richiesto? Oppure è necessario che anche queste ricette riportino l’orario di prescrizione? Mi capita spesso di ricevere / spedire ricette di guardia medica in data successiva alla prescrizione (elastico bisogno di “urgenza” da parte di certi pazienti), caso in cui considero la ricetta normale ed esigo il DA.

    1. Ciao Michele, diciamo che su questo specifico punto a mio modesto avviso sta al farmacista valutare se esigerlo o meno. Anche in base alle indicazioni dell’ASL locale, cioè cosa prevede per rimborsare le ricette.

  5. Sarebbe opportuno aggiornare il diritto di chiamata ad una cifra che onori il professionista che presta la propria opera durante le ore notturne (20.00 – 30.00 €)(si eviterebbero di conseguenza le chiamate di “comodo”) e poi legiferare a livello nazionale le modalità di intervento in modo da evitare inutili contenziosi. Inoltre in merito alla richiesta di latte durante le ore notturne non lo ritengo accettabile, in quanto un genitore attento e premuroso dovrebbe accertarsi dapprima che non manchi nulla al suo bambino.

  6. Caro collega, ma il diritto addizionale di chiamata dobbiamo chiederlo anche sui presidi ,latte e dispositivi? Mi capita ,infatti , di notte di ricevere richieste anche di contenitori per urine o test di gravidanza. Il dubbio mi viene anche perché nella nuova legge appena pubblicata si parla di diritto addizionale dovuto per la richiesta di medicinali.

    1. È una bella domanda. La legge non ha previsto il caso in cui durante l’orario di chiusura della farmacia si dispensino prodotti non farmaceutici, e per questo probabilmente fa riferimento ai soli medicinali. Tuttavia, per analogia a mio parere la tariffa può (ma non deve) essere ugualmente applicata. Questo perché il prezzo sui prodotti non farmaceutici è completamente libero, e quindi volendo potresti chiedere anche 50€ per un contenitore urine.

  7. Domande probabilmente stupide da neo-farmacista. Come si fattura il diritto di chiamata in ricetta ssn urgente? Come funziona quindi il rimborso da parte della asl? nello scontrino deve comparire in questo caso la voce “diritto di chiamata”?

    1. Ciao Sara, su ricetta SSN va inserito in basso a destra della ricetta alla
      voce diritto addizionale e al cliente non va fatto pagare nulla, si chiede il
      rimborso all’ASL in distinta contabile.

  8. Buongiorno.
    Ho diversi quesiti da porre.Confido nella sua disponibilità.
    Il contratto collettivo nazionale per farmacie private non è esaustivo in merito alla remunerazione sulla reperibilità a battenti chiusi.Vorrei sapere quanto spetta ad un collaboratore che effettua la reperibilità di venerdì sabato e domenica . Inoltre, in passato era previsto un diritto fisso per ogni chiamata stabilito dalla tariffa nazionale.A quanto ammonta il diritto fisso secondo la nuova tariffazione nazionale?
    Per quanto concerne l’apprendistato, il contratto collettivo prevede la maturazione di scatti di anzianità per apprendisti inquadrati come farmacisti di primo livello? Non ho trovato nulla in merito.
    Grazie per l’attenzione
    Distinti saluti

    1. Ciao Alessandro. La reperibilità fuori farmacia purtroppo è pagata molto poco, un decimo della paga oraria base più il
      diritto di chiamata che in caso di reperibilità spetta al farmacista reperibile e non alla farmacia. Ad oggi ammonta ad euro 7.50 per chiamata. Infine, lo scatto di anzianità non spetta all’apprendista che però dopo due anni matura L’indennità quadri. Un saluto.

      1. Gentile dottor Cabas, forse lei intende dire che il diritto addizionale in caso di reperibilità fuori farmacia spetta al farmacista e non alla farmacia nel caso in cui il farmacista presti la sua collaborazione tramite partita Iva, giusto?
        Invece, Nel caso di rapporto subordinato tramite ccnl, io ritengo che, purtroppo, il DA sia dovuto alla farmacia (salvo “generosità” del titolare).

        1. Se la notte è svolta da un libero professionista, non si fa riferimento al CCNL: il farmacista pratica quindi la tariffa che preferisce alla farmacia. Invece nel caso di un dipendente, a mio parere l’addizionale andrebbe girata al farmacista reperibile, almeno così sembrerebbe leggendo l’articolo che parla della reperibilità; ma questa è una mia interpretazione.

  9. E’ giusto che il diritto di chiamata sia stato aumentato.
    Verificate quante chiamate inutili vengono fatte di notte .
    Per espoerienza solo nelle farmacie vino agli ospedali di fanno un tot di chiamate per post P.S. con prescrizioni che in moltissimi casi non sono conformi dal punto di vista formale.

    Inoltre pensando a quello che viene richiesto a volte di notte, dal contenitore delle urine, al profilattico, alle salviettine autoabbronzanti alle tre di notte mi sembra il minimo che paghino e se brontolano tornino il giorno dopo.
    In questi casi la mala educazione regna sovrana

  10. Non è assolutamente vero che siccome la ricetta è redatta dal pronto soccorso, allora sia urgente. Se uno al pronto soccorso ci va alle 18..poi va la bar e alle 22 si presenta in farmacia, spetta al cliente pagare di tasca sua il diritto addizionale.Il pronto soccorso deve riportare ora e dicitura Urgente.
    Solo la guardia medica,essendo aperta solo in orari di chiusura, può omettere dicitura Urgente.

  11. Ho letto anche che il farmacista può omettere di aprire in caso di ciucci etc..perchè non obbligatori, mentre si configurerebbe un’omissione in caso di mancata apertura per il Latte essendo necessario per il neonato.
    Da quando in qua il Latte è obbligatorio in farmacia?

    1. Ciao Jacopo, grazie per il tuo intervento che merita sicuramente una risposta.
      L’impostazione dell’articolo vuole soprattutto chiarire quelle che sono le responsabilità del farmacista di turno. Il punto è che le persone sono sempre pronte a fare denuncia quando ritengono di aver subito un torto, e dal momento che il legislatore non ha mai chiarito in termini specifici che cosa possa essere considerato un’urgenza conviene adottare un atteggiamento prudente ovvero nel dubbio (dubbio che per ciucci e assorbenti non si pone) procedere alla dispensazione. Hai sicuramente ragione sul fatto che il latte in polvere non è un prodotto da detenere obbligatoriamente in farmacia, ma visto che un lattante senza cibo potrebbe andare incontro ad uno scompenso biochimico, se ce l’hai in farmacia perché rischiare di finire davanti a un giudice solo per una questione di principio? Lo stesso concetto si applica anche alla ricetta del pronto soccorso: sinceramente tu ti rifiuteresti di spedire un antibiotico per una ferita da trauma solo perché il medico non ha specificato l’orario della prescrizione? Sono convinto che nella pratica quotidiana nessun collega si sognerebbe di farlo. Ecco, a noi di Farmacisti Al Lavoro piace offrire soprattutto punti di vista pratici. Grazie in ogni caso per il confronto.

      1. Non è il legislatore che decide l’urgenza della prescrizione ma il medico.L’etica è un conto la legge è un’altra.Non creiamo confusione.
        Cordialmente.

      2. Ma come ci si dovrebbe comportare nei confronti di uno che suona alle 6 di sabato notte/domenica mattina per un collirio antibiotico prescritto alle 7 del mattino precendente dal pronto soccorso? Se la farmacia resta aperta tutto il sabato ed il paziente ha di meglio da fare che venire in farmacia, il farmacista che si rifiuta di consegnare il farmaco vista l’assenza di urgenza (aveva ben 23 ore per venire prima) può essere perseguito penalmente?
        Lei in casi come questo cosa farebbe? Consegnerebbe il farmaco o no?
        Grazie infinite

  12. Ma siamo sicuri che I termini “DIRITTO DI CHIAMATA” usato nell’articolo del Collega Cabas e “DIRITTO ADDIZIONALE” usato nel D.M.22.09.17 all’Art. 9 commi1,2,3 e 4 siano coincidenti?

    1. Ciao Fabio. È opportuno chiarire un punto: la farmacia deve essere remunerata per il servizio notturno (ed è giusto che sia così perchè nessuno lavora gratis a questo mondo), quindi ad ogni chiamata, indipendentemente dal motivo, deve incassare 7.50€. Solo nel caso in cui il cliente abbia una ricetta rossa mutualistica urgente non deve pagare la chiamata, perchè in quel caso il diritto addizionale è rimborsato direttamente dalla mutua.

          1. Accerta meglio. Il diritto di chiamata è dovuto solo in presenza di ricetta medica con la dicitura urgente, o di guardia medica o P:S . Se è SSN viene addebitato a quest’ultimo, se ricetta bianca paga il cittadino. Se non c’è Ricetta, ma Urgenza: Tachipirina, Anauran ecc. non si può far pagare il Notturno che è un diritto addizionale alla spedizione della ricetta.

      1. Credo che i 7.50 siano un extra e che il farmacista abbia un’altra entrata oltre ai 7.50 x ogni cittadino bisognoso di farmaci….vergogna italiana.

        1. Ciao Katia, vedi quando faccio le notti in farmacie che non sono mie il costo del farmaco va alla farmacia mentre i 7,50€ servono a pagare me (comunque una perdita per le farmacie, che se potessero scegliere preferirebbero non fare i turni). Come le altre categorie professionali, nemmeno ai farmacisti (dipendenti o liberi professionisti) piace lavorare gratis.

  13. Ma siete sicuri che si possa richiedere il diritto di chiamata per i non farmaci ?
    La nuova tariffa parla solo di farmaci…e con ricetta medica.

  14. C’è obbligo di rispondere al telefono o solo alla chiamata durante l’intervallo pomeridiano e la chiusura notturna?

    1. Ciao Francesca,
      La tua è una bella domanda ma non ci risulta legislazione in merito. Se sei reperibile fuori farmacia secondo me questo obbligo non c’è, mentre se sei in farmacia conviene rispondere nel dubbio.

  15. Personalmente, oltre alle indicazioni di legge, uso il buonsenso. Lo facciamo pagare a tutti se non è urgente (farmaco o no), dato che in teoria il servizio notturno nasce per le urgenze sanitarie e quindi se rispondo a una chiamata per un parafarmaco alle 2 di notte dal mio punto di vista già ti faccio un piacere a dispensartelo invece di mandarti a quel paese.
    Poi vien da se che essere troppo pignoli con le urgenze è inutile e controproducente: se un cliente suona e ha solo il verbale di pronto soccorso con prescritto un otc o magari un parafarmaco non paga niente indipendentemente che il diritto di chiamata possa essere rimborsato in ricetta o no.
    E comunque il diritto notturno è a discrezione della farmacia e del farmacista, nessuno lo può imporre. Inoltre il carattere di urgenza è a giudizio del farmacista eccetto per i casi previsti dalla legge.

  16. Salve a tutti…sto facendo questa settimana il notturno di una farmacia rurale sussidiata(meno di 2000 abitanti) e posso affermare che:
    – il farmacista (almeno io) lavora il giorno prima, quello dopo e quello dopo ancora per una settimana di seguito!!!!
    – il diritto di chiamata si puo richiedere solo sui medicinali, per cui se chi fa il turno decide di intervenire puó far pagre 10,00 euro solo su i farmaci…se uno decide di intervenire per il latte NON puo far pagare niente!!! (Assurdo).
    – se il paziente chiama con ricetta rossa devi intervenire per forza e non fai pagare diritto chiamata…se con ricetta bianca si.
    – che il paziente abbia o no la ricetta questo ti chiama lo stesso e ti svegli, per cui non capisco come possa il farmacista esercitare la sua professione la mattina dopo in una condizione psicofisica lucida!!!!

    È possibile che questo aspetto non sua regolamentato?

    1. Giorgio, hai proprio ragione. Se applichi il diritto sulla vendita di un parafarmaco, e ciò ovviamente risulta nello scontrino, commetti un illecito. L’unico escamotage è applicare un prezzo maggiorato su tutto il parafarmaco durante l’orario notturno. Resta da risolvere il nodo farmaco mutuabile (diritto a carico del ssn) e non mutuabile (diritto a carico del cittadino), che possono avere entrambi carattere di urgenza! Mai una legge fatta bene.

  17. Salve collega. Spesso mi capita di restare in farmacia (a porte chiuse) per completare il lavoro e puntualmente c’ è chi mi chiede di aprire. Ma quando NON sono di turno, sono obbligato a farlo? Grazie.

  18. Una precisazione: se a casa non ho garze e il bimbo manifesta segni di congiuntivite che se presi in tempo evitano un evolversi spiacevole, e chiedo durante il turno notturno le apposite garze sterili e imbevute di soluzione per la pulizia dell’occhio, il farmacista non me le darà poiché non ritenute urgenti. E io lo avrò disturbato per niente. È corretto?

  19. Una curiosità, se si fa il turno notturno con reperibilità presso il proprio domicilio
    – il luogo in cui si fa la reperibilità deve essere nel comune in cui ha sede la farmacia?
    – entro quanto bisogna presentarsi in farmacia per rispondere alla chiamata?

    1. 1) non necessariamente, purché la distanza consenta di rispondere alla chiamata in tempo utile.
      2) nel minor tempo possibile, idealmente entro 20 minuti.

  20. Ho 62 anni da circa 33 anni faccio notturni.
    Io personalmente a chi arriva con ricetta medica del giorno..non faccio pagare niente…gli altri pagano a meno che richiedano prodotti NON farmaceutici per i quali il d.d.c. NON può essere fatto pagare (assurdità italiana).

  21. Avrei un paio di domande:
    1) La reperibilità notturna è un obbligo da parte del farmacista oppure è da considerarsi un atto volontario?
    2) Cosa accade se il farmacista reperibile subisce un danno al telefono senza rendersene conto, il telefono non ha campo o si scarica, oppure la reperibilità telefonica si interrompe per un problema telecom e non è quindi in grado di ricevere telefonate per una notte?
    A quali rischi va incontro?
    Grazie

    1. 1) È facoltà del datore di lavoro chiedere al dipendente di effettuare la reperibilità.
      2) Dubito che il farmacista possa essere perseguito se il guasto non dipende da lui o da sua negligenza (es. non aveva caricato il telefono), a patto che abbia verificato il funzionamento prima del turno e abbia intrapreso ogni azione possibile per rendersi reperibile a seguito della conoscenza del guasto.

  22. Perche’ un medico di Guardia Medica dovrebbe fare la ricetta per la TACHIPIRINA,di notte,essendo un farmaco da banco e NON urgente,sopperibile con altri metodi,fino all’apertura della farmacia?Perche’ non mettere un distributore automatico dove si dispensa anche la tachipirina?
    Il medico di Guardia e’ tenuto a ricettare farmaci dispensati dal SSN,del tipo Cortisonici ad es.,ritenuti urgenti,IN BASE ALLA VISITA EFFETTUATA e non per un puro adempimento burocratico,come spesso avviene,altrimenti diventa l’ennesimo motivo di scontro degli uni contro gli altri,per aumentare la conflittualita’ sociale e deteriorare il gia’ critico rapporto medico/paziente.

    1. Infatti non deve necessariamente farlo. Se il farmacista ritiene che la tachipirina sia urgente (il sottoscritto la ritiene urgente a prescindere) può procedere anche senza prescrizione del medico. Un saluto.

  23. In Lombardia la convenzione regola anche la somministrazione di latti, alimenti speciali e presidi protesici e per diabetici, obbligando il farmacista a consegnarli nel turno a battenti chiusi. Il diritto di chiamata vale solo per farmaci non urgenti, ma l’urgenza non l’ha decide il farmacista tanto per l’applicazione del diritto quanto per aprire la porta o no. Per tutti i non farmaci il farmacista può chiedere il prezzo che vuole..

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