Farmacie: come funziona il servizio notturno?

Quando è dovuto il diritto di chiamata? In quali casi il farmacista può rifiutarsi di intervenire? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento ai cittadini, che spesso in buonafede ignorano i meccanismi di funzionamento del servizio notturno.

L’obbligo di intervento del farmacista di turno è un argomento che talvolta genera incomprensioni tra il cittadino che ha bisogno di un farmaco durante l’orario di chiusura della farmacia e il farmacista reperibile. In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento su questo tema controverso, delineando quali siano gli effettivi doveri del farmacista responsabile del servizio notturno. In particolare vogliamo focalizzare la nostra attenzione su due aspetti, spesso in buonafede ignorati dal cittadino: il diritto di chiamata e l’obbligo di ricetta medica urgente.

Il diritto di chiamata è obbligatorio, e data l’esiguità dell’importo non si capiscono le ragioni di chi lo contesta.

Diritto di chiamata.

Il diritto di chiamata è un costo che la farmacia di turno addebita al cittadino che si rivolge al farmacista durante l’orario di chiusura della farmacia. Ha un importo di 7.50 € durante la chiusura notturna (10.00 € per le farmacie rurali sussidiate). Il diritto di chiamata è una voce dello scontrino fiscale che il farmacista è tenuto ad esigere, e l’unico caso in cui questo importo viene omesso è quando il cittadino presenta una ricetta rossa mutualistica redatta dalla guardia medica o dal pronto soccorso, in quanto in questo caso il diritto di chiamata viene rimborsato alla farmacia direttamente dall’azienda sanitaria, assieme al costo del farmaco dedotto di eventuali ticket e quote stabilite su base regionale. In tutti gli altri casi il diritto di chiamata deve essere applicato: sbaglia quindi il farmacista che non lo richiede e sbaglia il cittadino che insiste per non pagarlo. Da notare che il medico non ha alcun potere di imporre alla farmacia di non far pagare questo diritto di chiamata, e il diritto di chiamata è dovuto anche dal medico che si voglia approvigionare in prima persona di farmaci urgenti, per sè o per un proprio paziente. Aldilà di tutto, questi numeri sono talmente esigui che non si capisce quale sia la ragione delle controversie che spesso il diritto di chiamata genera: basti pensare che questi importi fanno riferimento ad una convenzione stipulata nel 1993 e solo recentemente aggiornata, dalle 7500 lire a cui è stata ferma per oltre vent’anni. Se pensate che 7.50 € per un farmaco urgente siano troppi, sperate di non avere un tubo che perde perchè chiamare un idraulico alle 4 di mattina vi costerebbe almeno sei volte tanto.

Il farmacista deve intervenire solo in presenza di una ricetta urgente, o in situazioni di urgenza da lui ritenute tali.

Obbligo di intervento.

I casi in cui il farmacista è tenuto a rispondere alla chiamata non sono chiaramente specificati da una legge nazionale, anche perché il servizio notturno è regolato da apposite leggi regionali. Esistono tuttavia alcuni elementi comuni alle varie leggi regionali, che delineano essenzialmente due casi di obbligo di intervento:

  • Ricetta medica urgente, dichiarata tale dal medico prescrittore. In linea del tutto teorica, anche il medico della guardia medica o del pronto soccorso dovrebbero specificare la natura dell’urgenza. Tuttavia, per prassi, in presenza di una ricetta della guardia medica o del pronto soccorso il farmacista sceglie di intervenire in ogni caso, perchè presume che le ricette redatte da queste strutture abbiano di per sè carattere di urgenza.
  • Situazione di urgenza, riconosciuta tale dal farmacista. Per i farmaci che non richiedono prescrizione medica, il farmacista può scegliere di intervenire anche in assenza della stessa se ritiene che la richiesta del cittadino sia effettivamente urgente. Il classico esempio è quello della Tachipirina, un farmaco che viene usato come antipiretico: non richiede prescrizione medica, ma è chiaro che se voi o vostro figlio avete la febbre a trentanove sussiste per voi l’effettiva necessità di assumerla. Il fatto che il farmacista in questo caso possa scegliere se intervenire o meno non lo esenta dalla responsabilità di eventuali conseguenze del suo mancato intervento, e infatti un collega è stato condannato per essersi rifiutato di dispensare proprio una Tachipirina. Esistono però pochi altri casi di farmaci da banco che siano indicati in condizioni di effettiva urgenza, quindi per la maggior parte delle situazioni l’obbligo di chiamata fa riferimento al punto precedente. Ed è ovvio che se il farmaco di cui avete bisogno richiede prescrizione medica e voi non siete in possesso della stessa non c’è alcuna ragione per la quale il farmacista dovrebbe intervenire.

Il latte in polvere può forse costituire un’urgenza sanitaria, non di certo gli assorbenti o i ciucci.

In virtù di quanto detto, ora sappiamo che il farmacista non solo può, ma deve esigere il diritto di chiamata, ed è effettivamente obbligato ad intervenire solo in presenza di una ricetta medica urgente oppure in situazioni da lui ritenute urgenti, limitatamente a farmaci da banco o prodotti senza obbligo di prescrizione. Anche un latte in polvere può ricadere in queste situazioni, perché il digiuno prolungato è una condizione potenzialmente pericolosa nel lattante. Non ricadono sicuramente in questa casistica due prodotti che vengono frequentemente richiesti durante il servizio notturno: gli assorbenti e i ciucci, che peraltro non devono obbligatoriamente essere detenuti dalle farmacie. Infatti, un bambino che piange tutta la notte e tiene svegli i genitori configura sicuramente una situazione spiacevole e forse anche un’urgenza, ma non di tipo sanitario: l’unica per il quale il farmacista è tenuto ad intervenire. Da notare che, in particolare nei piccoli paesi, il farmacista potrebbe non essere fisicamente in farmacia al momento della chiamata: nessun problema, basta chiamare e lui accorrerà prontamente, per garantire il servizio.

Il cittadino spesso ignora che il farmacista notturno ha lavorato il giorno prima e di solito lavorerà anche il giorno dopo.

<Lei è di turno quindi mi deve dare quello che le chiedo> è una frase che per fortuna non mi è mai capitato di sentire in oltre 150 servizi notturni svolti negli ultimi cinque anni, ma so di alcuni colleghi a cui è capitato.  Questo nasce sicuramente da un equivoco di cui il cittadino è ovviamente ignaro in quanto non conosce il funzionamento del servizio farmaceutico: ma è importante tenere sempre presente che il farmacista difficilmente lavora di notte e il giorno dopo riposa: di solito, soprattutto se è il titolare, ha lavorato il giorno prima e lavorerà anche il giorno dopo. Ed è questa la ragione per cui il servizio farmaceutico notturno, come ogni servizio emergenziale, deve essere sfruttato nei casi di effettiva necessità.

17 pensieri riguardo “Farmacie: come funziona il servizio notturno?”

  1. Articolo molto equilibrato. Ma due punti vanno precisati:
    -la ricetta del P.S., ammesso che abbia il ricettario della mutua, e della Guardia Medica sono redatte da due servizi deputati all’emergenza, quindi per definizione URGENTI.
    Anche il medico di famiglia può prescrivere ricette urgenti, ma deve precisare di suo pugno sulla ricetta il carattere di urgenza, e soprattutto l’ora nella quale ha scritto la ricetta. L’ora deve essere posteriore all’orario di chiusura delle farmacie (che di questi tempi è piuttosto elastico).

  2. Grazie per i chiarimenti, tutto ciò andrebbe spiegato ai cittadini che ci chiamano la notte non per effettive necessità , infatti quasi sempre ci richiedono prodotti non urgenti, pretendendoli da noi a qualunque ora!!

  3. Due cose ci sarebbero da precisare.., tachipirina 1000 cp ci vuole la ricetta… il diritto di chiamata non è per tutti uguale ….noi per le urgenze siamo obbligati a non prenderla … per il numero di abitanti

    1. Ciao Rossana. Si, la Tachipirina 1000 richiede prescrizione ma è un analgesico, nell’articolo ci riferivamo alla Tachipirina 500 che invece si usa come antipiretico. Per quanto riguarda la tua seconda affermazione, spiace ma non ci risulta affatto che sia così.

  4. Secondo voi Nei casi di ricetta mutualistica-ssn redatta da guardia medica o pronto soccorso, il diritto addizionale non va mai richiesto? Oppure è necessario che anche queste ricette riportino l’orario di prescrizione? Mi capita spesso di ricevere / spedire ricette di guardia medica in data successiva alla prescrizione (elastico bisogno di “urgenza” da parte di certi pazienti), caso in cui considero la ricetta normale ed esigo il DA.

    1. Ciao Michele, diciamo che su questo specifico punto a mio modesto avviso sta al farmacista valutare se esigerlo o meno. Anche in base alle indicazioni dell’ASL locale, cioè cosa prevede per rimborsare le ricette.

  5. Sarebbe opportuno aggiornare il diritto di chiamata ad una cifra che onori il professionista che presta la propria opera durante le ore notturne (20.00 – 30.00 €)(si eviterebbero di conseguenza le chiamate di “comodo”) e poi legiferare a livello nazionale le modalità di intervento in modo da evitare inutili contenziosi. Inoltre in merito alla richiesta di latte durante le ore notturne non lo ritengo accettabile, in quanto un genitore attento e premuroso dovrebbe accertarsi dapprima che non manchi nulla al suo bambino.

  6. Caro collega, ma il diritto addizionale di chiamata dobbiamo chiederlo anche sui presidi ,latte e dispositivi? Mi capita ,infatti , di notte di ricevere richieste anche di contenitori per urine o test di gravidanza. Il dubbio mi viene anche perché nella nuova legge appena pubblicata si parla di diritto addizionale dovuto per la richiesta di medicinali.

    1. È una bella domanda. La legge non ha previsto il caso in cui durante l’orario di chiusura della farmacia si dispensino prodotti non farmaceutici, e per questo probabilmente fa riferimento ai soli medicinali. Tuttavia, per analogia a mio parere la tariffa può (ma non deve) essere ugualmente applicata. Questo perché il prezzo sui prodotti non farmaceutici è completamente libero, e quindi volendo potresti chiedere anche 50€ per un contenitore urine.

  7. Domande probabilmente stupide da neo-farmacista. Come si fattura il diritto di chiamata in ricetta ssn urgente? Come funziona quindi il rimborso da parte della asl? nello scontrino deve comparire in questo caso la voce “diritto di chiamata”?

    1. Ciao Sara, su ricetta SSN va inserito in basso a destra della ricetta alla
      voce diritto addizionale e al cliente non va fatto pagare nulla, si chiede il
      rimborso all’ASL in distinta contabile.

  8. Buongiorno.
    Ho diversi quesiti da porre.Confido nella sua disponibilità.
    Il contratto collettivo nazionale per farmacie private non è esaustivo in merito alla remunerazione sulla reperibilità a battenti chiusi.Vorrei sapere quanto spetta ad un collaboratore che effettua la reperibilità di venerdì sabato e domenica . Inoltre, in passato era previsto un diritto fisso per ogni chiamata stabilito dalla tariffa nazionale.A quanto ammonta il diritto fisso secondo la nuova tariffazione nazionale?
    Per quanto concerne l’apprendistato, il contratto collettivo prevede la maturazione di scatti di anzianità per apprendisti inquadrati come farmacisti di primo livello? Non ho trovato nulla in merito.
    Grazie per l’attenzione
    Distinti saluti

    1. Ciao Alessandro. La reperibilità fuori farmacia purtroppo è pagata molto poco, un decimo della paga oraria base più il
      diritto di chiamata che in caso di reperibilità spetta al farmacista reperibile e non alla farmacia. Ad oggi ammonta ad euro 7.50 per chiamata. Infine, lo scatto di anzianità non spetta all’apprendista che però dopo due anni matura L’indennità quadri. Un saluto.

      1. Gentile dottor Cabas, forse lei intende dire che il diritto addizionale in caso di reperibilità fuori farmacia spetta al farmacista e non alla farmacia nel caso in cui il farmacista presti la sua collaborazione tramite partita Iva, giusto?
        Invece, Nel caso di rapporto subordinato tramite ccnl, io ritengo che, purtroppo, il DA sia dovuto alla farmacia (salvo “generosità” del titolare).

        1. Se la notte è svolta da un libero professionista, non si fa riferimento al CCNL: il farmacista pratica quindi la tariffa che preferisce alla farmacia. Invece nel caso di un dipendente, a mio parere l’addizionale andrebbe girata al farmacista reperibile, almeno così sembrerebbe leggendo l’articolo che parla della reperibilità; ma questa è una mia interpretazione.

  9. E’ giusto che il diritto di chiamata sia stato aumentato.
    Verificate quante chiamate inutili vengono fatte di notte .
    Per espoerienza solo nelle farmacie vino agli ospedali di fanno un tot di chiamate per post P.S. con prescrizioni che in moltissimi casi non sono conformi dal punto di vista formale.

    Inoltre pensando a quello che viene richiesto a volte di notte, dal contenitore delle urine, al profilattico, alle salviettine autoabbronzanti alle tre di notte mi sembra il minimo che paghino e se brontolano tornino il giorno dopo.
    In questi casi la mala educazione regna sovrana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *