Guida ai farmaci in DPC.

Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati sui farmaci innovativi, nasce su FarmaciaNews una rubrica sui farmaci in DPC, organizzata per patologia. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’anteprima esclusiva, con i farmaci utilizzati nell’acromegalia. E voi, quanto vi sentite aggiornati sui farmaci innovativi?

Con l’avvento della DPC e della diretta, i farmacisti hanno perso confidenza con i farmaci innovativi. Su FarmaciaNews nasce una rubrica di aggiornamento professionale.

Con l’avvento della distribuzione per conto e della distribuzione diretta molti farmaci innovativi sono scomparsi dalle farmacie italiane, o comunque la loro dispensazione da parte del farmacista è diventata così infrequente da rendere difficile alla nostra professione un aggiornamento continuo e costante su questi presidi terapeutici. Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati, grazie ad una collaborazione con il nostro blog, la rivista FarmaciaNews pubblicherà nei prossimi mesi una rubrica dal titolo “Guida ai farmaci in DPC”, che parlerà dei diversi farmaci erogati in distribuzione per conto affrontando la trattazione per patologia. In questa anteprima esclusiva, Farmacisti Al Lavoro vi offrirà una breve panoramica sui tre farmaci utilizzati nel trattamento dell’acromegalia: lanreotide (Ipstyl), pasireotide (Signifor) e pegvisomant (Somavert). Nella prima puntata, che sarà pubblicata solo in cartaceo sul numero di settembre di FarmaciaNews, si parlerà invece dei farmaci in DPC utilizzati nella malattia renale cronica: sevelamer (Renvela, Renagel), lantanio (Foznol), paracalcitolo (Zemplar) e cinacalcet (Mimpara).

Paziente con acromegalia

In questa anteprima esclusiva, vi parliamo dei farmaci usati nell’acromegalia, una malattia causata da un eccesso di ormone della crescita.

L’acromegalia è una malattia endocrina caratterizzata da una aumentata e patologica produzione di ormone della crescita, o GH. Nella maggior parte dei casi questa produzione patologica va attribuita ad un tumore benigno della ghiandola ipofisi, mentre meno frequentemente è legata ad una produzione ectopica di GH da parte di tumori extra-ipofisari, perlopiù maligni. L’aumentata produzione di ormone della crescita si traduce clinicamente in alcune manifestazioni caratteristiche: aumento di dimensione di mani, piedi, naso e orecchie (le porzioni acrali del corpo, da cui il termine di acromegalia), macroglossia, malocclusione dentaria e prognatismo, cardiomegalia, oltre che in alcune complicanze metaboliche come il diabete e l’ipertensione. Inoltre, la crescita patologica del tumore ipofisario può comprimere il nervo ottico, causando disturbi della vista.

Adenoma ipofisario GH secernenete in risonanza magnetica

Gli analoghi della somatostatina, come lanreotide e pasireotide, sono in grado in alcuni casi di ridurre le dimensioni del tumore che causa la malattia.

La migliore opzione terapeutica per il trattamento dell’acromegalia, dopo l’identificazione del tumore, è la rimozione chirurgica. Qualora però la chirurgia non fosse possibile, si dovrà optare per una terapia medica. La prima linea di trattamento è rappresentata dalla somatostatina e dai suoi analoghi: octreotide, lanreotide e pasireotide. Le cellule del tumore ipofisario esprimono infatti il recettore per la somatostatina e la loro attivazione ne rallenta la crescita, riuscendo talora anche a ridurne le dimensioni. Con lo stesso meccanismo, questi stessi farmaci trovano anche utilità in altri tumori che esprimono il recettore per la somatostatina, come i carcinoidi del tratto gastrointestinale. Il principale effetto indesiderato di questi farmaci è l’aumentato rischio di sviluppare calcoli alla cistifellea. È quindi importante raccomandare al paziente di rivolgersi al medico qualora gli capitasse di avvertire dolore addominale.

In seconda linea si utilizza pegvisomant, un antagonista del recettore del GH.

In caso di fallimento o intolleranza agli analoghi della somatostatina, la seconda linea di trattamento è rappresentata dal pegvisomant. Questo farmaco agisce come antagonista del recettore del GH: non interviene quindi sul tumore, ma sugli effetti periferici della malattia. Oltre al dolore articolare, disturbo comunemente associato a questo farmaco ma anche all’acromegalia stessa, è importante prestare attenzione al rischio di ipoglicemia.

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