Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?

Una circolare ENPAF recentemente diramata sembrerebbe aprire la strada alle collaborazioni occasionali in ritenuta d’acconto. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

La circolare non fa riferimento alla prestazione occasionale in ritenuta d’acconto, ma ai nuovi voucher.

Con la circolare numero 18 di settembre 2017 l’ENPAF ha informato i suoi iscritti che, pur non essendo configurabile rispetto ai professionisti iscritti ad un albo, qualora venga comunque attivato “nonostante l’affermata incompatibilità, il lavoro occasionale, ai fini Enpaf, consente di beneficiare della riduzione contributiva o dell’applicazione del contributo di solidarietà”.  Sulle prime anche noi di Farmacisti Al Lavoro siamo rimasti stupiti: che si trattasse di una prima apertura da parte dell’ente nei confronti della cosiddetta “prestazione occasionale”, detta anche impropriamente “prestazione con ritenuta d’acconto”?  Infatti a causa delle normative sempre più restrittive era diventato ormai praticamente impossibile per un farmacista senza partita Iva effettuare prestazioni occasionali. Ecco però quanto risultato da una più attenta disamina della circolare.

Leggendo bene l’informativa, si vede un riferimento all’articolo 59 bis della legge 96/2017. Attenzione, quindi: questa legge non si occupa di riformare la prestazione occasionale, bensì affronta il tema dei nuovi voucher, di cui ci siamo già occupati in un precedente articolo. La confusione nasce dal fatto che i nuovi voucher sono stati definiti anche come “contratti di prestazione occasionale”, creando così una sorta di omonimia rispetto alle prestazioni occasionali propriamente dette. Nulla è cambiato, ma per semplificare la vita ai nostri lettori vogliamo comunque riepilogare l’attuale stato dell’arte per quanto riguarda le collaborazioni occasionali:

  • Se la farmacia ha fino a cinque dipendenti a tempo indeterminato, compresi anche i non farmacisti, è possibile attivare una collaborazione occasionale con i cosiddetti “nuovi voucher”.
  • Una collaborazione resa tramite voucher dà diritto ad ottenere la riduzione dell’85% o il versamento del contributo di solidarietà.
  • Oltre certi limiti, una collaborazione resa tramite voucher riduce l’importo dell’assegno di disoccupazione eventualmente percepito.
  • Se la farmacia ha più di cinque dipendenti, non è possibile attivare una collaborazione tramite voucher. L’unica soluzione in questo caso è la partita Iva, salvo che il titolare della farmacia non sia disposto ad attivare un contratto a tempo determinato.
  • In nessun caso, ai farmacisti è consentito di operare in ritenuta d’acconto se non si possiede una partita Iva. Infatti l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare l’occasionalità della prestazione, essendo il farmacista un professionista iscritto ad un albo, e costringerlo all’apertura della partita Iva. Come immediata conseguenza, l’ENPAF richiederebbe il contributo in misura intera, pari a 4500 € l’anno. Confermiamo quindi quanto abbiamo detto in un nostro precedente approfondimento: i rischi che si corrono ad accettare di lavorare in ritenuta d’acconto sono di gran lunga superiori ai benefici, e sono tutti a carico del collaboratore.

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