Formamico: “Le catene ci fanno una pippa”.

Dall’evento perugino emerge finalmente l’immagine di una farmacia che non ha paura dell’avvento delle catene. Moderna, efficiente, ma capace di riscoprire il ruolo sociale del farmacista. Il resoconto dell’evento di Farmacisti Al Lavoro.

<I professionisti che vogliono distinguersi dalla massa devono andare oltre la mera logica del profitto>.

<Il guadagno non è un obiettivo, ma è la conseguenza dei nostri obiettivi>. A suon di sconti, offerte e promozioni raccontate da espositori talmente ingombranti da nascondere il farmacista al banco, la farmacia  italiana dell’ultimo decennio è finita per assomigliare sempre di più ad una bottega, relegando il farmacista ad un ruolo di commesso. Ma nel momento più difficile, quello appena successivo all’approvazione del Ddl Concorrenza, arriva finalmente una boccata d’aria fresca. Ho partecipato con entusiasmo al corso di formazione tenuto a Perugia lo scorso weekend e organizzato da Damiano Marinelli, ed in questo approfondimento mi piacerebbe fare un resoconto delle idee più interessanti fra quelle che sono emerse.

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Obiezione respinta: la mappa dei farmacisti obiettori.

Nella vostra farmacia si fa obiezione di coscienza? Nato da un’iniziativa di femministe pisane, il progetto Obiezione Respinta si propone di mappare le farmacie e gli ospedali dove viene praticata l’obiezione di coscienza sul territorio nazionale. Farmacisti Al Lavoro ha intervistato le promotrici dell’iniziativa, scoprendo di che si tratta e come nascono le segnalazioni.

Nonostante la possibilità di libera vendita a donne maggiorenni, nel 2015 ancora due farmacie su dieci negavano la pillola del giorno dopo a chi ne faceva richiesta.

Periodicamente, fra un servizio delle Iene e un altro, torna alla ribalta il dibattito sull’obiezione di coscienza per i farmacisti, oggetto peraltro di una proposta di legge formulata nel 2016 dagli onorevoli Gigli e Sberna. Come i colleghi sanno bene, dall’8 maggio 2015 i farmaci per la contraccezione d’emergenza possono essere erogati anche senza prescrizione medica, purchè a donne maggiorenni. Nonostante questa possibilità, l’associazione Vitadidonna nel 2015 segnalava come in due farmacie su dieci venisse comunque praticata un’obiezione di coscienza non ammessa dall’attuale legislazione, tanto da indurre la FOFI a diramare una circolare per specificare le nuove modalità di dispensazione di EllaOne e Norlevo. Per aiutare le giovani donne ad esercitare il loro diritto, spesso negato, un gruppo di femministe pisane ha recentemente sviluppato un progetto dal nome Obiezione Respinta, con l’obiettivo di creare una mappatura del territorio nazionale con le farmacie e le strutture ospedaliere dove viene praticata l’obiezione di coscienza. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’intervista alle promotrici del progetto.

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La farmacia come presidio sanitario: quando dalle parole si passa ai fatti.

Propagandata come soluzione alla crisi strutturale delle farmacie, la farmacia dei servizi è rimasta in molti casi un’utopia. Tuttavia, esistono delle realtà virtuose dove il farmacista collabora davvero con i medici per la gestione del paziente cronico, si occupa attivamente di aderenza terapeutica e opera sulla base di criteri di evidenza scientifica. In questa intervista alla dottoressa Bianca Peretti, Farmacisti Al Lavoro vi parlerà di una farmacia che ha saputo trasformare l’utopia in realtà.

L’immagine delle farmacie come presidio sanitario è pura illusione, se è vero che solo il 10% degli italiani si rivolge al farmacista per questioni di salute.

La farmacia italiana si trova ad un bivio. Da un lato, a livello istituzionale, continua ad essere descritta come primo presidio sanitario sul territorio. Dall’altro, però, viene spesso percepita dal pubblico come un negozio- e il farmacista come un commesso–  tanto che una recente quanto deludente statistica ha rivelato come solo nel 10% dei casi gli italiani si rivolgano alla nostra categoria per ottenere informazioni sulla salute. Tanto per dire, amici e parenti ci danno venti punti percentuali di distacco, per non parlare del dottor Google. La farmacia dei servizi, un modello di farmacia che avrebbe dovuto traghettarci nel nuovo millennio e risolvere la nostra crisi strutturale, è rimasta in molti casi un’utopia e in molte farmacie si continua a lavorare esattamente come si lavorava dieci anni fa. E il divario con modelli di farmacia dove il farmacista è massimamente valorizzato dal punto di vista professionale, pensiamo per esempio al sistema inglese, continua ad aumentare.

Nonostante questa crisi strutturale, esistono realtà virtuose che si sono mosse senza aspettare che le soluzioni piovessero dall’alto.

Per fortuna, in questo non felice contesto storico esistono dei colleghi che hanno saputo reinterpretare al meglio la nostra professione, riappropriandosi delle nostre prerogative come consulenti di salute senza aspettare che le soluzioni piovessero dall’alto. In questa intervista, Farmacisti Al Lavoro vi porterà l’esempio di una di queste realtà virtuose: la farmacia Peretti di Villafranca, frazione di Verona. Vi racconteremo in particolare di come la sua titolare, la dottoressa Bianca Peretti, abbia saputo nei fatti trasformare la sua farmacia in un centro di riferimento per la salute pubblica sul suo territorio. E siamo convinti di riuscire a stupirvi, mostrandovi quanto questa dottoressa e i suoi collaboratori siano stati in grado di creare.

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Il farmacista nelle aziende sanitarie.

Chi sono e di cosa si occupano i farmacisti impiegati nell’Assistenza Farmaceutica Territoriale? Come possono i farmacisti entrare a far parte delle ASL? Lo raccontano in questa intervista a Farmacisti Al Lavoro un dirigente farmacista e una giovane collega che sta avviando in questi anni la sua carriera nelle ASL.

La Farmacia Ospedaliera non è l’unica alternativa a disposizione dei farmacisti che vorrebbero abbandonare il proprio lavoro in farmacia privata, pur continuando ad esercitare la professione. Poco nota ma sicuramente interessante dal punto di vista del percorso lavorativo- e anche remunerativo, avendo un profilo pari a quello del farmacista ospedaliero– è quella del farmacista impiegato nell’azienda sanitaria, ed in particolare nella cosiddetta Assistenza Farmaceutica Territoriale. Ma di che cosa si occupano esattamente i farmacisti assunti come dirigenti in forza all’azienda sanitaria? Ve lo rivela Farmacisti Al Lavoro in questa esclusiva intervista doppia: dapprima conosceremo il punto di vista del dottor Stefano Palcic, dirigente farmacista referente dell’Assistenza Farmaceutica Territoriale, quindi ascolteremo la dottoressa Sara Sottosanti, giovane collega che sta avviando proprio in questi anni la sua carriera come farmacista nel Servizio Farmaceutico.

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“Farmacisti, non promuovete l’omeopatia”. Intervista esclusiva a Salvo Di Grazia.

Medico e divulgatore scientifico, dalle colonne del suo blog Medbunker e con i suoi due libri ha passato gli ultimi otto anni a smascherare i ciarlatani della salute. Ecco il pensiero del più famoso debunker italiano sul rapporto tra i farmacisti e l’omeopatia.


Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico, fondatore del blog MedBunker e autore di “Salute e Bugie” e “Medicine e Bugie”, ci racconta come vede il rapporto tra farmacisti e omeopatia.

Sono in pochi, nel campo della salute, a non conoscere il nome del dottor Salvo Di Grazia. Medico ginecologo, divulgatore scientifico, nel 2009 fonda Medbunker, blog dal quale inizia a smascherare una serie di ciarlatani della medicina, a partire da Tullio Simoncini- l’uomo che voleva curare il cancro col bicarbonato- per arrivare a Davide Vannoni, quello del metodo Stamina. Nel 2014 esce il suo primo libro, “Salute e Bugie”, seguito nel 2017 da “Medicine e Bugie”, entrambi sottotitolati “Come difendersi da truffe e ciarlatani”. In questi anni si è occupato molto anche di omeopatia, tanto che uno dei suoi post più letti di sempre riguarda proprio il più noto preparato antinfluenzale omeopatico. Da parte nostra, dopo avervi raccontato dell’iniziativa #farmaciesenzaomeopatia, abbiamo voluto conoscere il parere del dottor Di Grazia, che pur avendo espresso in diverse occasioni il suo pensiero sull’omeopatia non si era ancora mai espresso riguardo a chi, l’omeopatia, la vende: i farmacisti. Ecco quindi l’intervista esclusiva, a tutto tondo, di Farmacisti Al Lavoro.

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Ddl concorrenza: dal capitale grandi vantaggi per i farmacisti collaboratori.

Francesco Imperadrice, presidente del sindacato dei farmacisti collaboratori, spiega in questa intervista esclusiva a Farmacisti Al Lavoro perchè i quarantamila farmacisti non titolari italiani dovrebbero guardare con favore all’avvento del capitale.

In un nostro recente editoriale, ci siamo occupati delle dichiarazioni fataliste che Mandelli e D’Ambrosio Lettieri avrebbero inteso a nome dell’intera categoria nei confronti del Ddl Concorrenza, ed in particolare della norma che consentirebbe alle società di capitale di entrare nel controllo delle farmacie. In questo articolo avevamo definito i rappresentanti dei farmacisti collaboratori “possibilisti, benché non entusiasti” del Ddl. Tuttavia, siamo stati contattati dal dottor Francesco Imperadrice, presidente di SINASFA, che ci ha dato un’ampia disponibilità ad esporci il suo pensiero, ed in particolare a spiegarci perchè invece, secondo il principale sindacato dei farmacisti non titolari italiani, dall’avvento del capitale in farmacia deriverebbero solo vantaggi per i farmacisti collaboratori. Vi presentiamo quindi questa intervista esclusiva, che spiega di quali vantaggi si tratti.

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Farmacie senza omeopatia: nasce la petizione.

Un gruppo di cittadini, riuniti sotto il nome di #farmaciesenzaomeopatia, sta portando avanti una proposta di legge per escludere l’omeopatia dalla sanità pubblica e convenzionata. Chi sono, quali sono le loro richieste e, soprattutto, che cosa vogliono da noi farmacisti?

In un momento storico dove la farmacia italiana gode di poca simpatia, il comitato promotore di #farmaciesenzaomeopatia sta portando avanti una proposta di legge per una sanità senza omeopatia.

Nell’attuale contesto storico la farmacia italiana non sembra godere della simpatia dell’opinione pubblica, come testimoniato da una lunga serie di attacchi alla nostra categoria provenienti dal mondo dei media e della televisione. Gli stessi media tendono poi a dipingere i farmacisti più come dei commercianti o dei commessi che come dei professionisti sanitari, e di questo doloroso aspetto ci siamo occupati, non senza la necessaria dose di autocritica, in un nostro recente approfondimento. Arriva però, da un altro fronte, un’altra novità potenzialmente pericolosa: una petizione, recentemente promossa online, per una sanità senza omeopatia. Nonostante l’omeopatia sia ormai stata riconosciuta dalla medicina ufficiale come una pseudoscienza, il 50% dei farmacisti italiani dichiara di consigliarla ancora, spesso o solamente in alcune occasioni, come strumento per la risoluzione di piccole patologie. Incuriositi dall’iniziativa, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo voluto saperne qualcosa di più, e abbiamo intervistato il dottor Riccardo Gallina, promotore e portavoce del gruppo #farmaciesenzaomeopatia che comprende anche medici e farmacisti. Di che cosa si tratta? È un’iniziativa la cui diffusione potrebbe nuocere alle farmacie italiane, o potrebbe tornare utile come strumento di sensibilizzazione per riguadagnare il ruolo di professionisti sanitari che ci spetta nella sanità pubblica?

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I farmacisti esperti in nutrizione rispondono ai biologi.

Dopo le polemiche sollevate dai biologi sulla proposta di introdurre la figura del farmacista nutrizionista, Farmacisti Al Lavoro vi propone un’intervista esclusiva al presidente AFEN. Di che si occupa l’associazione? Appoggia la proposta di legge Mandelli-Lettieri? E come risponde ad Ermanno Calcatelli, presidente dei biologi?

Abbiamo visto come il percorso di studi dei farmacisti non sia inferiore a quello dei biologi per quanto riguarda la nutrizione. Ma che cosa ne pensa l’associazione dei farmacisti esperti in nutrizione?

La proposta di legge Mandelli-D’Ambrosio Lettieri, che introdurrebbe la possibilità per i farmacisti di elaborare diete ponderali, ha destato l’indignazione dell’ordine dei biologi, che per voce del loro presidente Ermanno Calcatelli hanno scritto una lettera al ministero chiedendo di ritirare la proposta. Tuttavia, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo visto come in realtà il percorso di studi dei farmacisti non sia  inferiore a quello dei biologi per quanto riguarda la nutrizione umana, e quindi la proposta, oltre ad incontrare il favore della nostra categoria, appare ragionevole. Abbiamo voluto chiedere un parere a chi, da anni, si batte per l’introduzione della figura del farmacista nutrizionista. Ecco la nostra intervista esclusiva al dottor Francesco Maria D’Amore, presidente dell’Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione.

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Dieta Lemme: quando la moda puo’ essere pericolosa.

Una dieta senza nulla di geniale, la cui fama sembra dovuta più al personaggio che al background scientifico. Alcuni elementi positivi, ma anche dei seri rischi per la salute. In questo intervento esclusivo la dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta il metodo Lemme.

La dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta la dieta Lemme dal punto di vista scientifico.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati spesso dell’argomento “farmacista nutrizionista”. Abbiamo chiesto ai colleghi se si sentano abbastanza competenti per fare i nutrizionisti, abbiamo confrontato il percorso formativo dei farmacisti con quello dei biologi e abbiamo pure intervistato una collega che esercita entrambe le professioni. Chi invece, fra i nostri colleghi, sembra non essersi fatto particolari scrupoli a presentarsi come nutrizionista è il dottor Alberico Lemme. Aldilà delle considerazioni etiche sul fatto che questo collega svolga un’attività che ai farmacisti non è ancora pienamente consentita dalla legge, da un po’ di tempo molti di noi si chiedono: la sua dieta funziona? Oppure è pericolosa per la salute? Non essendo competenti in materia abbiamo intervistato un’esperta, la dottoressa Valentina Suerz, che esercita sia come farmacista che come biologa nutrizionista in libera professione, e inoltre cura tematiche nutrizionali con grande attenzione e rigore scientifico sul suo blog, Alimentazione su Misura. Ecco dunque che cosa ci ha raccontato Valentina, con le sue esatte parole.

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Le cose da sapere sul farmacista in Germania.

La Germania è una meta molto ambita dagli italiani, ma com’è per i farmacisti? Ce lo racconta in questa intervista Giovanni, farmacista italiano in Germania, mettendoci in guardia: qua si vive e si guadagna bene, ma bisogna sapersi adattare ed essere disposti a fare sacrifici.

Giovanni ha raccontato la sua esperienza di farmacista italiano in Germania nel suo blog. Oggi risponde alle domande di Farmacisti Al Lavoro.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati delle prospettive occupazionali dei farmacisti in Inghilterra e abbiamo commentato le principali differenze tra il sistema inglese e quello italiano, avanzando anche qualche proposta per cercare di cogliere quanto di meglio il mondo anglosassone ha da offrire alla farmacia italiana. Un’altra meta ambita dai farmacisti italiani è la Germania, sulla quale però sappiamo molto meno. Come si fa a diventare farmacisti in Germania? E quanto questa scelta puo’ risultare vincente? A tal proposito abbiamo intervistato il dottor Giovanni Scancariello, che per primo ha raccontato la vita del farmacista in Germania nel suo blog.

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