In viaggio verso Formamico.

Questo fine settimana a Perugia ripartono i lavori di Formamico, evento formativo dove si parlerà della “farmacia delle persone”, da contrapporre a quella “farmacia dei prodotti” destinata a perdere la sfida con il capitale. Farmacisti Al Lavoro sarà presente: ecco di cosa si parlerà.

Venerdì a Perugia si terranno i lavori di Formamico. Tra i relatori Marinelli, Labrozzi, Ranaudo e Robin Good.

Questo venerdì a Perugia partiranno i lavori di Formamico, evento da molti definito il più importante corso di formazione per titolari in Italia. Fra i relatori ci saranno Damiano Marinelli, che abbiamo già incontrato in passato in un’intervista sui principali errori compiuti dalle farmacie e dai farmacisti, Angelo Labrozzi, farmacista di San Salvo noto per avere la farmacia più seguita sul web in Italia, il professor Carlo Ranaudo e Robin Good, che terrà lo speech finale. Quest’anno, anche Farmacisti Al Lavoro sarà presente, ed in questo articolo vogliamo anticipare ai nostri lettori che cosa ci aspetta.

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Il vero problema della ricetta medica.

La necessità di una prescrizione cartacea, originale e autografa, è talmente assoluta da non lasciare spazio alle eccezioni. Perchè non rendere valide, in alcuni specifici casi, le prescrizioni telefoniche, via e-mail o via fax? L’analisi, ed un sondaggio per raccogliere il parere dei colleghi, in questo editoriale di Farmacisti Al Lavoro.

Esistono alcune situazioni in cui il paziente ha delle reali difficoltà logistiche a procurarsi in tempo utile una prescrizione cartacea.

In un nostro recente editoriale, abbiamo visto come il problema della richiesta di farmaci in assenza della prevista prescrizione medica sia, in molti casi, sopravvalutato: molte problematiche comuni possono essere tranquillamente gestite con farmaci da banco, mentre per quanto riguarda il paziente cronico la legge autorizza il farmacista a dispensare alcuni farmaci in caso di urgenza. Esistono invece alcune situazioni in cui un farmaco etico è necessario, ma il paziente per ragioni logistiche ha delle reali difficoltà a procurarsi una prescrizione in tempo utile: ed è proprio di questo problema che ci vogliamo occupare in questo editoriale. In particolare, vogliamo cercare di capire come mai, ancora nel 2017, con la sola eccezione della ricetta dematerializzata, l’unica prescrizione medica valida sia quella autografa e redatta in originale dal medico curante.

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La guerra ai farmacisti del dottor De Felice.

Da qualche anno il blogger de Il Fatto Quotidiano Domenico De Felice, di professione oculista, conduce una solitaria battaglia contro i farmacisti e i farmaci generici. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi espone ed analizza alcune delle sue tesi.

Il rispetto reciproco tra professionisti sanitari  ha come fine ultimo la tutela della salute del paziente.

I rapporti tra professionisti sanitari dovrebbero essere condotti, come recitano sia il codice deontologico del farmacista che quello del medico, sulla base del rispetto reciproco e degli altrui ruoli. Di questi tempi la nostra categoria stenta spesso a dialogare in maniera costruttiva con la classe medica, almeno a livello istituzionale perché a livello locale spesso i singoli professionisti riescono a stabilire rapporti di reciproca stima, basati sul riconoscimento delle competenze dell’interlocutore. Questa necessità, il cui ultimo fine è la tutela della salute del paziente, sembra però sfuggire a Domenico De Felice, oculista milanese nonchè blogger de ilfattoquotidiano.it, che da qualche anno pare averci preso in antipatia. Le sue opinioni potrebbero tranquillamente passare sotto silenzio, se non venissero esposte dalle colonne di uno dei principali quotidiani online: ragione per cui si rende indispensabile, a nostro avviso, una risposta articolata.

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Il falso problema della ricetta medica.

“Servirebbe la ricetta”, una delle frasi più pronunciate ogni giorno nelle farmacie italiane e che spesso genera discussioni e lamentele da parte dei clienti. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi racconta perchè- al netto di alcune inevitabili situazioni- quello della ricetta medica è un problema che non si pone.

Il cliente entra in farmacia e chiede una scatola di Oki. Il farmacista sospira, corruga la fronte e pronuncia la fatidica frase.

La scena è una di quelle che si vedono ogni giorno, in molte farmacie italiane: <Buongiorno>, chiede il cliente, <Potrei avere una scatola di Oki bustine?>. Il farmacista corruga la fronte, sospira e pronuncia la fatidica frase: <Per l’Oki servirebbe la ricetta>. Badate bene che, ai fini di quanto voglio dire, è indifferente che poi l’Oki venga esitato o meno. Personalmente, ci ho sempre visto qualcosa di molto brutto, quasi degradante in questa frase così apparentemente innocua, <Servirebbe la ricetta>. Negli anni ci ho riflettuto molto, e in questo editoriale mi piacerebbe esporvi il risultato delle mie riflessioni, sperando di riuscire a sensibilizzare quanti più colleghi possibile sull’importanza di esordire, alla richiesta di un farmaco etico da parte di un cliente sprovvisto di prescrizione, con un approccio diverso. Perchè, a rifletterci bene, quello della ricetta medica potrebbe essere un problema molto più piccolo di quanto noi lo facciamo.

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Meno lagne e più idee: nasce il gruppo “Farmacisti In Carriera”.

Dall’esperienza di FarmaciaVirtuale.it, Farmacisti Al Lavoro, ASFI e Sinasfa nasce il gruppo Facebook Farmacisti In Carriera. Un gruppo che offre la possibilità di confrontarsi sui temi del lavoro, della professione e anche sul futuro del farmacista, con spirito costruttivo, iniziativa e la giusta dose di ottimismo.

La figura del farmacista non sembra passarsela bene, ma continuare a lamentarsi non risolverà nulla.

Come tutti gli strumenti, anche i social network possono essere usati più o meno bene. Gli articoli di opinione, le notizie di settore e i post possono diventare ottimi strumenti per un sano dibattito all’interno della categoria, ma spesso diventano un mero esercizio di sfogo delle frustrazioni di pochi chiassosi elementi, con il risultato di oscurare il dialogo tra chi, invece, vorrebbe parlare di idee. Sia chiaro, il farmacista oggi non se la passa granchè bene: non se la passano bene quei titolari di farmacia che hanno investito tutti i propri risparmi nella loro attività e devono fare i conti con un continuo calo della redditività, in particolar modo di quella legata al SSN, e ancora meno bene se la passano i collaboratori, legati a un contratto scaduto da quattro anni. Soprattutto se la passa male la figura del farmacista, che ancora non sembra riuscire a scrollarsi di dosso la dicotomia tra professionista sanitario e commesso/ commerciante, o comunque non è ancora riuscito a risolverla. Una cosa è sicura: continuare a lamentarsi non ci porterà da nessuna parte.

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I farmacisti e la paura del capitale.

La recente approvazione in Senato del Ddl Concorrenza ha portato Mandelli e Lettieri a fare dichiarazioni basate sulla paura. In questo editoriale, vi spieghiamo perchè a nostro parere la reazione della FOFI è esagerata e probabilmente controproducente, e come mai le migliori farmacie non devono temere il capitale.

La FOFI, tramite i suoi più alti rappresentanti, paventa una catastrofe se il Ddl Concorrenza diventasse legge.

Se il presidente della FOFI Mandelli dovesse fare un film sul Ddl Concorrenza, probabilmente chiederebbe in prestito la sceneggiatura di “Indipendence Day”, “Ultimatum alla terra” o di qualche altro copione del genere catastrofico. Solo la scorsa settimana infatti, tramite il suo profilo Facebook, lo stesso parlava di un’emergenza fallimenti tra le farmacie, paventando l’idea che l’ingresso del capitale avrebbe potuto rendere ancora più fragile il SSN e aggravare la situazione occupazionale dei farmacisti collaboratori. Anche D’Ambrosio Lettieri, senatore di Forza Italia con Mandelli e suo vicepresidente nella FOFI, ha parlato di “un passo verso il baratro”. Insomma, se non fosse chiaro, l’ipotesi di liberalizzare le società titolari di farmacia non piace all’associazione che riunisce gli Ordini dei Farmacisti Italiani. In questo articolo d’opinione, analizzerò la posizione delle principali associazioni di farmacisti in materia di liberalizzazioni, quindi vi proporrò una riflessione, non tanto nel merito quanto nell’atteggiamento: perchè abbiamo così tanta paura?

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Cosmofarma: quando la tecnologia corre più veloce dei farmacisti.

L’editoriale di Farmacisti Al Lavoro raccoglie le impressioni di una giornata trascorsa nella principale fiera del nostro settore, dove le nuove tecnologie si scontrano con la scarsa propensione al cambiamento dei farmacisti italiani.

Quando facevo il farmacista collaboratore, ritenevo a torto che Cosmofarma non mi riguardasse.

La mia trasferta giornaliera a Cosmofarma comincia presto. Sveglia alle 6.30, doccia, barba e in meno di mezz’ora sono già al casello dell’Autostrada. Non faccio molti chilometri, perchè appena entrato in Veneto mi fermo per un caffè volante. Oltrepasso il Po attorno alle 8.30, e varco i cancelli della principale fiera del nostro settore poco dopo l’apertura al pubblico. Nonostante i diversi anni di lavoro alle spalle, è la mia prima volta a Cosmofarma. Prima, quando lavoravo come farmacista collaboratore, ritenevo a torto che le tematiche della fiera non mi riguardassero molto, poi negli anni da libero professionista l’evento si è sempre svolto in un periodo di intensa attività lavorativa, quindi finora avevo sempre rimandato. In questo editoriale, mi piacerebbe raccontarvi quelle che sono state le mie impressioni di questa prima volta.

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I vantaggi di diventare un farmacista libero professionista.

Maggiori possibilità di impiego, gestione del proprio tempo, progetti per il futuro: in questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi spiega perché potreste valutare di lasciare il vostro lavoro come dipendenti per intraprendere la libera professione.

Avete mai pensato a quali vantaggi vi potrebbe offrire la libera professione?

L’argomento “libera professione” è stato affrontato più volte da Farmacisti Al Lavoro. Nell’approfondimento dal titolo “Il farmacista da duemila euro al mese” ve ne abbiamo descritto gli aspetti economici e fiscali, e nell’approfondimento dal titolo “Farmacista con partita IVA: come iniziare?” vi abbiamo dato qualche dritta su come avviare l’attività. In questo editoriale vogliamo invece spiegarvi perchè dovreste sul serio considerare l’opzione di abbandonare la vita del farmacista collaboratore e diventare degli autonomi. Quali sono i vantaggi del lavoro di farmacista svolto in libera professione, rispetto a quello del farmacista collaboratore?

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La lezione dei farmacisti inglesi.

L’intervista a Michele, farmacista italiano in Inghilterra, ci ha mostrato un sistema dove il farmacista è una figura centrale nel servizio sanitario, rendendoci più consapevoli del nostro isolamento dagli altri professionisti sanitari e del progressivo allontanamento dal nostro ruolo originario. Cause ma soprattutto possibili soluzioni in questo editoriale di Farmacisti Al Lavoro.

Il farmacista inglese è centrale nell’NHS, mentre il farmacista italiano è isolato dal SSN.

L’intervista recentemente realizzata da Farmacisti Al Lavoro a Michele, farmacista italiano che si è trasferito in Inghilterra, ha riscosso molto interesse nella categoria, tanto da essere letto da oltre settemila farmacisti nei primi due giorni. Del suo racconto ci ha colpito soprattutto la centralità del farmacista nell’NHS, il servizio sanitario inglese. In questo editoriale analizzeremo le principali differenze tra i due modelli- quello italiano e quello inglese- per cercare di capire che cosa, come farmacisti italiani, possiamo imparare dai nostri colleghi d’oltremanica, con l’obiettivo ambizioso di riguadagnare la posizione che ci spetta, nella società e nel SSN.

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Il farmacista e l’effetto Dunning Kruger.

Ne avete mai sentito parlare? Questo fenomeno colpisce molti settori professionali, ed è responsabile di alcune delle situazioni spiacevoli che si verificano ogni giorno nelle farmacie italiane.

I farmacisti sono spesso vittime, più o meno inconsapevoli, dell’effetto Dunning Kruger.

Esiste una potenza malefica contro la quale nulla possono tutti gli anni di studio che i farmacisti hanno alle spalle. La più famosa enciclopedia online lo definisce come una “distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti”. Stiamo parlando dell’effetto Dunning Kruger. Questo fenomeno è estremamente diffuso in Italia, dove il 47% della popolazione è analfabeta funzionale. I farmacisti si trovano purtroppo ad essere spesso soggetto passivo di questo effetto, in quanto per ragioni oscure la salute umana è uno di quegli argomenti in cui tutti si sentono un po’ competenti. Come si spiega altrimenti il proliferare di “Io sono contro le medicine”, “La mia estetista mi ha consigliato di metterci l’Aureomicina” e “Dottore, lei si sbaglia, non ci vuole la ricetta”?

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