L’opinione dei medici sul rapporto con i farmacisti.

Da medico, ti è mai capitato di avere delle incomprensioni con un farmacista? E in quali casi? Qual è la tua opinione sul ruolo del farmacista territoriale, e come potrebbero i farmacisti supportarti nella tua attività clinica? Su Farmacisti Al Lavoro i risultati di un sondaggio esclusivo condotto sui medici di continuità assistenziale.

Il rapporto tra medici e farmacisti non è sempre idilliaco, ma quando funziona porta notevoli benefici al paziente.

Sia il codice deontologico dei medici che quello dei farmacisti invitano i propri iscritti ad un rapporto costruttivo con le altre professioni sanitarie, ma come sappiamo nel quotidiano il rapporto tra farmacisti e medici non è sempre idilliaco. Eppure nelle realtà che hanno saputo costruire un buon rapporto con la classe medica sono stati ottenuti notevoli benefici, soprattutto dal punto di vista del paziente. Che cosa possiamo fare allora, come farmacisti, per riuscire a migliorare questo rapporto? Il primo passo è sicuramente quello di conoscere l’opinione che la classe medica ha di noi e del nostro operato, e per questa ragione Farmacisti Al Lavoro ha realizzato un sondaggio inedito. Ecco i risultati.

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Farmacisti: siete d’accordo con il DDL Lorenzin sui vaccini obbligatori?

Cosa ne pensate, come farmacisti, del DDL Lorenzin? Qual è la vostra opinione scientifica riguardo ai vaccini? E che cosa fate se un cliente vi chiede consiglio perché il pediatra ha sconsigliato le vaccinazioni? Il sondaggio di Farmacisti Al Lavoro.

Ufficialmente la FOFI appoggia il DDL Lorenzin, ma sui social le opinioni dei farmacisti appaiono contrastanti.

Il dibattito sulle vaccinazioni è recentemente ritornato in auge con il DDL Lorenzin, che impone l’obbligatorietà di alcune vaccinazioni a tutti i bambini che non presentino controindicazioni di natura medica. La posizione istituzionale dei farmacisti è apparentemente favorevole, con Andrea Mandelli che nel suo doppio ruolo di presidente FOFI e di senatore ha apertamente appoggiato il disegno di legge, proponendo peraltro che alcune vaccinazioni possano essere effettuate direttamente in farmacia. D’altra parte, la posizione dei singoli professionisti è tutt’altro che scontata, e va da posizioni prudenti ad altre apertamente antivacciniste, fino al caso estremo del collega che sui social ha minacciato di morte il professor Burioni, uno dei maggiori sostenitori della pratica e dell’obbligo vaccinale. In questo sondaggio, Farmacisti Al Lavoro vuole cercare di pesare le varie opinioni all’interno della nostra categoria. Ecco le domande che rivolgiamo ai colleghi farmacisti.

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Farmacista prescrittore: lo vorreste anche in Italia?

La figura del farmacista prescrittore si è fatta largo in questi anni nei paesi anglosassoni. Come farmacisti ritenete che la nostra Federazione dovrebbe iniziare ad occuparsi di questo argomento? E quale dovrebbe essere il percorso accademico del farmacista prescrittore, secondo voi? Il sondaggio di Farmacisti Al Lavoro.

Nell’articolo recentemente pubblicato sul farmacista clinico, per il quale Farmacisti Al Lavoro ha intervistato la direttrice del Master in Farmacia Clinica prof.ssa Paola Minghetti, abbiamo voluto introdurre il tema del farmacista prescrittore, soprattutto nell’ottica della gestione della cronicità e come alternativa ad un delisting di farmaci come la Tachipirina 1000 o il Tobral, che la maggior parte dei farmacisti vorrebbe diventassero SOP. Vogliamo continuare a occuparci di questo argomento, e proprio per questo ci piacerebbe conoscere l’opinione dei farmacisti italiani. Come farmacisti, ritenete che la FOFI dovrebbe avviare un processo che porti all’introduzione, come in Inghilterra e in altri paesi anglosassoni, della figura del farmacista prescrittore? I risultati saranno pubblicati nei prossimi giorni, su farmacistiallavoro.it e sulla pagina Facebook di Farmacisti Al Lavoro.

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Farmacista nutrizionista: siamo abbastanza competenti?

I farmacisti italiani sono favorevoli o contrari all’introduzione della figura del farmacista nutrizionista, alla luce della proposta contenuta del Ddl sulle competenze del farmacista e dopo la dura reazione dei biologi? Farmacisti Al Lavoro chiede la vostra opinione in questo sondaggio.

L’ampliamento delle competenze dei farmacisti è un tema centrale nell’attuale dibattito della nostra categoria, tanto che viene proposto da molte voci come una delle possibili soluzioni alla grave disoccupazione.  Una possibilità sarebbe l’introduzione della figura del farmacista nutrizionista, proposta formalizzata proprio in questi giorni nel Ddl Mandelli-D’Ambrosio Lettieri sull’ampliamento delle competenze dei farmacisti, e che ha scatenato le ire dei biologi. Cosi ha dichiarato Ermanno Calcatelli, presidente dell’ONB: <Lo store della sanità. In alcune farmacie si vendono uova fresche e ora analisi e profili nutrizionali. Competenze e professionalità zero dei farmacisti in questo settore poco importa. Noi ci opporremo>.

In questo sondaggio vogliamo quindi chiedere ai farmacisti italiani che cosa pensino a riguardo: ha ragione Calcatelli a dire che non siamo competenti in materia di nutrizione, o piuttosto il Ddl di riconoscerebbe una competenza che finora ci è stato impedito di utilizzare?

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Mandelli, fiducia dei farmacisti ma con riserva.

Tramite Farmacista33 il rappresentante delle parafarmacie, Gullotta, sembra mettere in dubbio l’imparzialità del presidente dei farmacisti italiani. I colleghi sembrano mantenere però una tiepida fiducia nei suoi confronti, almeno secondo il nostro sondaggio.

Solo la settimana scorsa, il presidente della FOFI Mandelli e il presidente della FNPI Gullotta avevano sostenuto due tesi opposte riguardo alla disoccupazione nella categoria: farmacia dei servizi e numero chiuso nelle università per il primo, valorizzazione delle parafarmacie per il secondo. Ebbene, in un sondaggio di Farmacisti Al Lavoro che ha coinvolto oltre cento colleghi, la maggior parte dei farmacisti ha dato ragione a Mandelli, con venti punti percentuali di scarto. Oggi però, sulle colonne di Farmacista 33, Gullotta afferma che Mandelli <ha il dovere statutario> di tutelare l’intera categoria dei farmacisti, mettendo così in dubbio l’imparzialità del nostro più alto rappresentante. Qualche dubbio, che speriamo di poter fugare quanto prima, è venuto anche a noi di Farmacisti Al Lavoro perché, nonostante la quasi totalità dei colleghi si sia dichiarata contraria e nonostante una nostra lettera aperta, il presidente non ha ancora preso una posizione ufficiale contro la proposta di Annarosa Racca di togliere l’obbligatorietà della presenza del farmacista per la vendita dell’OTC. D’altra parte, lo stesso Mandelli ha appena dichiarato la disponibilità della FOFI a intercedere con Federfarma per il rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori, scaduto ormai da quattro anni, portando alcune proposte equilibrate e pienamente condivisibili. Alla luce delle notizie pervenuteci, ma anche dello storico, abbiamo chiesto ai nostri lettori se secondo loro Mandelli si stia comportando in maniera imparziale nella tutela della nostra categoria, oppure stia privilegiando alcuni membri rispetto ad altri.

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Soluzioni alla disoccupazione: i farmacisti danno ragione a Mandelli.

Botta e risposta fra Gullotta e Mandelli: secondo il rappresentante della FNPI gli esercizi di vicinato possono essere una risposta alla disoccupazione, mentre secondo il presidente FOFI la risposta è la farmacia dei servizi. Chi ha ragione secondo i farmacisti italiani?

Davide Gullotta, presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, ha sottolineato in un comunicato stampa il ruolo delle parafarmacie come antidoto al precariato. Non ha tardato ad arrivare la replica del presidente dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, secondo il quale l’ antidoto alla grave disoccupazione nella categoria passa attraverso la farmacia dei servizi, oltre alla riprogrammazione dei corsi universitari.

Su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati, in passato, di studiare gli annunci comparsi su Farmalavoro per valutare chi, tra farmacie, parafarmacie e GDO, tendesse ad offrire più lavoro e quindi avesse un ruolo maggiore nella lotta alla disoccupazione. In questo sondaggio abbiamo invece chiesto ai nostri lettori chi, a loro avviso, avesse ragione in questo botta e risposta: Mandelli quando sostiene che la soluzione alla disoccupazione sia la farmacia dei servizi, o Gullotta quando sostiene la necessità di valorizzare le parafarmacie?

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Abusivismo in farmacia: come comportarsi se si assiste al reato?

Nonostante l’abusivismo professionale sia un problema diffuso, molti colleghi ritengono che ci siano pochi controlli. Come mai? E soprattutto, che cosa fare se si assiste al reato di abuso di professione?

Assumere un commesso non è solo un rischio per la salute pubblica, ma anche un danno per i titolari onesti e i collaboratori senza lavoro.

Nel precedente approfondimento ci siamo occupati dell’annoso problema dell’abusivismo professionale in farmacia. Assumere un commesso e fargli fare il lavoro di un farmacista non costituisce solo un reato penale e un grave rischio per salute pubblica, ma rovina anche il già fragile mercato del lavoro dei farmacisti e danneggia i titolari onesti, che non tagliano illegalmente sui costi. Dopo la pubblicazione, in molti fra collaboratori e titolari ci hanno scritto per chiederci come mai non si facciano abbastanza controlli e che cosa si possa fare per risolvere questo problema. Partiamo quindi dalla domanda più importante: chi deve fare i contolli? E quindi: che cosa potete fare voi farmacisti se come colleghi o come clienti assistete al reato di abuso di professione?

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Tachipirina 1000, Gentalyn, Tobral: ecco i farmaci che i farmacisti vorrebbero SOP.

Tachipirina 1000, Oki, Monuril: quali farmaci attualmente sottoposti a obbligo di ricetta dovrebbero essere resi disponibili senza obbligo di prescrizione secondo i farmacisti italiani?

Nonostante le ampie competenze in farmacologia, spesso superiori a quelle degli stessi medici, i farmacisti non sono autorizzati dalla legge italiana alla prescrizione di medicinali. Fra l’altro le istituzioni di categoria non si sono mai mostrate ansiose di ottenere questa facoltà, ragion per cui l’introduzione della figura del prescribing pharmacist nel nostro paese sembra ancora molto lontana. Nel frattempo, le uniche circostanze in cui è ammesso procedere all’erogazione di un farmaco di tabella 4 o 5 senza la prescrizione medica sono quelle previste dal DM 31/03/08, relativa alla dispensazione in caso di urgenza. Le possibilità operative del farmacista però possono essere aumentate in maniera molto più rapida tramite un delisting. Si intende, con questo termine, il passaggio di un farmaco dalla tabella 4 o 5 alla classificazione di SOP, ovvero di medicinale senza obbligo di prescrizione.

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Il farmaco senza il farmacista: l’89% dei colleghi dice di no.

Federfarma, nella sua battaglia contro le parafarmacie, propone di abolire l’obbligatorietà del farmacista per la vendita dell’OTC. Che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

La battaglia tra farmacie e parafarmacie rischia di mietere una vittima illustre: il farmacista, che si ritroverebbe privato dell’esclusività del farmaco. La presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha dichiarato testualmente che è allo studio ” la possibilità di poter vendere specifici farmaci da banco di uso comune, anche al di fuori delle farmacie, senza la presenza obbligatoria di un farmacista”. Ma che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

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Liberalizzazioni: la parola ai farmacisti

Nessuno ha mai chiesto ai farmacisti italiani che cosa pensino della discussa liberalizzazione del settore. Ci ha pensato Farmacisti Al Lavoro, in questo sondaggio che ha coinvolto quasi trecento colleghi.

La posizione delle associazioni di categoria è nota, ma che cosa pensano delle liberalizzazioni i singoli professionisti del farmaco?

Liberalizzare: questa è la ricetta che governi di colori diversi hanno proposto e continuano a proporre ad intervalli regolari come soluzione per risolvere la perpetua crisi economica di questo paese. E agli occhi di questi governi, le farmacie hanno sempre costituito un bersaglio naturale in quanto la legge impone che il titolare sia un professionista iscritto all’ordine e fissa il numero di esercizi sul territorio in base ad una pianta organica. È nota in merito la posizione delle varie associazioni professionali e sindacali dei farmacisti. Le liberalizzazioni sarebbero <Un rischio per le garanzie dei cittadini> secondo il presidente della FOFI Andrea Mandelli, sulla stessa linea d’onda della presidente di Federfarma Annarosa Racca che ritiene che le liberalizzazioni potrebbero minare <l’indipendenza del ruolo del farmacista>. La contrarietà al capitale unisce per una volta titolari di farmacia e di parafarmacia, anch’essi contrari per il pericolo che si creino <pericolosi oligopoli>. Solo i rappresentanti dei non titolari, tramite il sindacato Sinasfa, sembrano favorevoli. Ma che cosa ne pensano i singoli professionisti? Farmacisti Al Lavoro ha coinvolto quasi trecento colleghi in un sondaggio sull’argomento, ed ecco i risultati.

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