Farmacisti: guida ai nuovi voucher.

I nuovi voucher possono essere utilizzati anche dalle farmacie, ma con diverse limitazioni. Quali sono le modalità di utilizzo dei nuovi voucher per i farmacisti? Ve lo raccontiamo in questo approfondimento.

Si chiamano PrestO e sono lo strumento che ha sostituito i vecchi voucher.

Si chiamano PrestO e sono la nuova modalità con cui le aziende, tra cui le farmacie, possono avvalersi di collaboratori occasionali. Dopo l’abolizione dei voucher si era infatti creato un vuoto normativo per cui alle farmacie che avevano bisogno di un aiuto per coprire un periodo di ferie di un dipendente o una malattia dell’ultimo minuto non restava che avvalersi di un farmacista libero professionista o, soluzione certamente più scomoda, stipulare un contratto di lavoro subordinato a termine. Il problema è che i farmacisti liberi professionisti sono ancora molto pochi, sicuramente inadeguati per numero a coprire una domanda che invece è in crescita. L’Inps, con la circolare 107/2017, ha reso note le modalità di utilizzo dei nuovi voucher, che Farmacisti Al Lavoro ha sintetizzato per i suoi lettori.

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La consulenza del farmacista: è possibile farla pagare?

Molti colleghi si chiedono se il farmacista debba essere retribuito per la prestazione professionale associata alla vendita. L’argomento presenta notevoli criticità, ma per quanto riguarda la consulenza pagata ci sono ampi margini di manovra, anche se non nei termini in cui viene comunemente presentata.

Molti colleghi ritengono che l’assistenza alla vendita del farmaco dovrebbe essere retribuita.

In diverse occasioni, a Farmacisti Al Lavoro sono pervenute domande riguardo alla possibilità, per il farmacista, di far pagare ai clienti la propria consulenza. Molti colleghi ritengono infatti che, aldilà della mera vendita del prodotto, l’assistenza prestata dal farmacista al cliente sull’acquisto di un farmaco dovrebbe essere retribuita. In questo approfondimento vogliamo analizzare le criticità di questo tipo di soluzione, e capire invece quali siano i possibili margini di manovra per un farmacista che voglia vedersi retribuita la propria conoscenza scientifica, indipendentemente dalla vendita del farmaco.

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Il falso problema della ricetta medica.

“Servirebbe la ricetta”, una delle frasi più pronunciate ogni giorno nelle farmacie italiane e che spesso genera discussioni e lamentele da parte dei clienti. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi racconta perchè- al netto di alcune inevitabili situazioni- quello della ricetta medica è un problema che non si pone.

Il cliente entra in farmacia e chiede una scatola di Oki. Il farmacista sospira, corruga la fronte e pronuncia la fatidica frase.

La scena è una di quelle che si vedono ogni giorno, in molte farmacie italiane: <Buongiorno>, chiede il cliente, <Potrei avere una scatola di Oki bustine?>. Il farmacista corruga la fronte, sospira e pronuncia la fatidica frase: <Per l’Oki servirebbe la ricetta>. Badate bene che, ai fini di quanto voglio dire, è indifferente che poi l’Oki venga esitato o meno. Personalmente, ci ho sempre visto qualcosa di molto brutto, quasi degradante in questa frase così apparentemente innocua, <Servirebbe la ricetta>. Negli anni ci ho riflettuto molto, e in questo editoriale mi piacerebbe esporvi il risultato delle mie riflessioni, sperando di riuscire a sensibilizzare quanti più colleghi possibile sull’importanza di esordire, alla richiesta di un farmaco etico da parte di un cliente sprovvisto di prescrizione, con un approccio diverso. Perchè, a rifletterci bene, quello della ricetta medica potrebbe essere un problema molto più piccolo di quanto noi lo facciamo.

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Obiezione respinta: la mappa dei farmacisti obiettori.

Nella vostra farmacia si fa obiezione di coscienza? Nato da un’iniziativa di femministe pisane, il progetto Obiezione Respinta si propone di mappare le farmacie e gli ospedali dove viene praticata l’obiezione di coscienza sul territorio nazionale. Farmacisti Al Lavoro ha intervistato le promotrici dell’iniziativa, scoprendo di che si tratta e come nascono le segnalazioni.

Nonostante la possibilità di libera vendita a donne maggiorenni, nel 2015 ancora due farmacie su dieci negavano la pillola del giorno dopo a chi ne faceva richiesta.

Periodicamente, fra un servizio delle Iene e un altro, torna alla ribalta il dibattito sull’obiezione di coscienza per i farmacisti, oggetto peraltro di una proposta di legge formulata nel 2016 dagli onorevoli Gigli e Sberna. Come i colleghi sanno bene, dall’8 maggio 2015 i farmaci per la contraccezione d’emergenza possono essere erogati anche senza prescrizione medica, purchè a donne maggiorenni. Nonostante questa possibilità, l’associazione Vitadidonna nel 2015 segnalava come in due farmacie su dieci venisse comunque praticata un’obiezione di coscienza non ammessa dall’attuale legislazione, tanto da indurre la FOFI a diramare una circolare per specificare le nuove modalità di dispensazione di EllaOne e Norlevo. Per aiutare le giovani donne ad esercitare il loro diritto, spesso negato, un gruppo di femministe pisane ha recentemente sviluppato un progetto dal nome Obiezione Respinta, con l’obiettivo di creare una mappatura del territorio nazionale con le farmacie e le strutture ospedaliere dove viene praticata l’obiezione di coscienza. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’intervista alle promotrici del progetto.

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Farmacisti: siete d’accordo con il DDL Lorenzin sui vaccini obbligatori?

Cosa ne pensate, come farmacisti, del DDL Lorenzin? Qual è la vostra opinione scientifica riguardo ai vaccini? E che cosa fate se un cliente vi chiede consiglio perché il pediatra ha sconsigliato le vaccinazioni? Il sondaggio di Farmacisti Al Lavoro.

Ufficialmente la FOFI appoggia il DDL Lorenzin, ma sui social le opinioni dei farmacisti appaiono contrastanti.

Il dibattito sulle vaccinazioni è recentemente ritornato in auge con il DDL Lorenzin, che impone l’obbligatorietà di alcune vaccinazioni a tutti i bambini che non presentino controindicazioni di natura medica. La posizione istituzionale dei farmacisti è apparentemente favorevole, con Andrea Mandelli che nel suo doppio ruolo di presidente FOFI e di senatore ha apertamente appoggiato il disegno di legge, proponendo peraltro che alcune vaccinazioni possano essere effettuate direttamente in farmacia. D’altra parte, la posizione dei singoli professionisti è tutt’altro che scontata, e va da posizioni prudenti ad altre apertamente antivacciniste, fino al caso estremo del collega che sui social ha minacciato di morte il professor Burioni, uno dei maggiori sostenitori della pratica e dell’obbligo vaccinale. In questo sondaggio, Farmacisti Al Lavoro vuole cercare di pesare le varie opinioni all’interno della nostra categoria. Ecco le domande che rivolgiamo ai colleghi farmacisti.

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La farmacia come presidio sanitario: quando dalle parole si passa ai fatti.

Propagandata come soluzione alla crisi strutturale delle farmacie, la farmacia dei servizi è rimasta in molti casi un’utopia. Tuttavia, esistono delle realtà virtuose dove il farmacista collabora davvero con i medici per la gestione del paziente cronico, si occupa attivamente di aderenza terapeutica e opera sulla base di criteri di evidenza scientifica. In questa intervista alla dottoressa Bianca Peretti, Farmacisti Al Lavoro vi parlerà di una farmacia che ha saputo trasformare l’utopia in realtà.

L’immagine delle farmacie come presidio sanitario è pura illusione, se è vero che solo il 10% degli italiani si rivolge al farmacista per questioni di salute.

La farmacia italiana si trova ad un bivio. Da un lato, a livello istituzionale, continua ad essere descritta come primo presidio sanitario sul territorio. Dall’altro, però, viene spesso percepita dal pubblico come un negozio- e il farmacista come un commesso–  tanto che una recente quanto deludente statistica ha rivelato come solo nel 10% dei casi gli italiani si rivolgano alla nostra categoria per ottenere informazioni sulla salute. Tanto per dire, amici e parenti ci danno venti punti percentuali di distacco, per non parlare del dottor Google. La farmacia dei servizi, un modello di farmacia che avrebbe dovuto traghettarci nel nuovo millennio e risolvere la nostra crisi strutturale, è rimasta in molti casi un’utopia e in molte farmacie si continua a lavorare esattamente come si lavorava dieci anni fa. E il divario con modelli di farmacia dove il farmacista è massimamente valorizzato dal punto di vista professionale, pensiamo per esempio al sistema inglese, continua ad aumentare.

Nonostante questa crisi strutturale, esistono realtà virtuose che si sono mosse senza aspettare che le soluzioni piovessero dall’alto.

Per fortuna, in questo non felice contesto storico esistono dei colleghi che hanno saputo reinterpretare al meglio la nostra professione, riappropriandosi delle nostre prerogative come consulenti di salute senza aspettare che le soluzioni piovessero dall’alto. In questa intervista, Farmacisti Al Lavoro vi porterà l’esempio di una di queste realtà virtuose: la farmacia Peretti di Villafranca, frazione di Verona. Vi racconteremo in particolare di come la sua titolare, la dottoressa Bianca Peretti, abbia saputo nei fatti trasformare la sua farmacia in un centro di riferimento per la salute pubblica sul suo territorio. E siamo convinti di riuscire a stupirvi, mostrandovi quanto questa dottoressa e i suoi collaboratori siano stati in grado di creare.

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Meno lagne e più idee: nasce il gruppo “Farmacisti In Carriera”.

Dall’esperienza di FarmaciaVirtuale.it, Farmacisti Al Lavoro, ASFI e Sinasfa nasce il gruppo Facebook Farmacisti In Carriera. Un gruppo che offre la possibilità di confrontarsi sui temi del lavoro, della professione e anche sul futuro del farmacista, con spirito costruttivo, iniziativa e la giusta dose di ottimismo.

La figura del farmacista non sembra passarsela bene, ma continuare a lamentarsi non risolverà nulla.

Come tutti gli strumenti, anche i social network possono essere usati più o meno bene. Gli articoli di opinione, le notizie di settore e i post possono diventare ottimi strumenti per un sano dibattito all’interno della categoria, ma spesso diventano un mero esercizio di sfogo delle frustrazioni di pochi chiassosi elementi, con il risultato di oscurare il dialogo tra chi, invece, vorrebbe parlare di idee. Sia chiaro, il farmacista oggi non se la passa granchè bene: non se la passano bene quei titolari di farmacia che hanno investito tutti i propri risparmi nella loro attività e devono fare i conti con un continuo calo della redditività, in particolar modo di quella legata al SSN, e ancora meno bene se la passano i collaboratori, legati a un contratto scaduto da quattro anni. Soprattutto se la passa male la figura del farmacista, che ancora non sembra riuscire a scrollarsi di dosso la dicotomia tra professionista sanitario e commesso/ commerciante, o comunque non è ancora riuscito a risolverla. Una cosa è sicura: continuare a lamentarsi non ci porterà da nessuna parte.

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Il farmacista nelle aziende sanitarie.

Chi sono e di cosa si occupano i farmacisti impiegati nell’Assistenza Farmaceutica Territoriale? Come possono i farmacisti entrare a far parte delle ASL? Lo raccontano in questa intervista a Farmacisti Al Lavoro un dirigente farmacista e una giovane collega che sta avviando in questi anni la sua carriera nelle ASL.

La Farmacia Ospedaliera non è l’unica alternativa a disposizione dei farmacisti che vorrebbero abbandonare il proprio lavoro in farmacia privata, pur continuando ad esercitare la professione. Poco nota ma sicuramente interessante dal punto di vista del percorso lavorativo- e anche remunerativo, avendo un profilo pari a quello del farmacista ospedaliero– è quella del farmacista impiegato nell’azienda sanitaria, ed in particolare nella cosiddetta Assistenza Farmaceutica Territoriale. Ma di che cosa si occupano esattamente i farmacisti assunti come dirigenti in forza all’azienda sanitaria? Ve lo rivela Farmacisti Al Lavoro in questa esclusiva intervista doppia: dapprima conosceremo il punto di vista del dottor Stefano Palcic, dirigente farmacista referente dell’Assistenza Farmaceutica Territoriale, quindi ascolteremo la dottoressa Sara Sottosanti, giovane collega che sta avviando proprio in questi anni la sua carriera come farmacista nel Servizio Farmaceutico.

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Il farmacista del futuro.

Come sarà il farmacista del futuro? Lo rivela un report della Royal Pharmaceutical Society, l’equivalente inglese della FOFI, in un bellissimo articolo di Medical Futurist che Farmacisti Al Lavoro ha tradotto per voi.

Mentre in Italia il dibattito interno alla nostra categoria si concentra su aspetti perlopiù di natura economica- ingresso del capitale e rinnovo del contratto dei collaboratori in primis- i farmacisti inglesi hanno iniziato a riflettere sul futuro del proprio ruolo sanitario. Su medicalfuturist.com è stato pubblicato questo bellissimo articolo che riassume il contenuto di un report della Royal Pharmaceutical Society sul farmacista del futuro. Ve ne consigliamo la lettura in lingua originale, ma abbiamo comunque voluto tradurvelo in italiano, ad uso e consumo dei colleghi che masticano poco l’inglese.

The Bright Future of Pharmacies

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Farmacisti: quanto è retribuita al netto un’ora di lavoro straordinario?

Non è affatto semplice calcolare quanto frutterà in busta paga il lavoro straordinario. Per questa ragione, Farmacisti Al Lavoro ha creato per voi delle tabelle di facile consultazione. Anche se i numeri, in alcuni casi, potrebbero non piacervi.

Il farmacista in bolletta puo’ trovare un aiuto nel lavoro straordinario. Ma è spesso difficile prevedere quale sarà il guadagno netto con cui fare i conti.

Alcuni periodi dell’anno possono essere più difficili di altri. Un finanziamento da chiudere, una spesa imprevista, un elettrodomestico da cambiare, ed ecco che le nostre finanze possono apparirci, tutto ad un tratto, più strette del solito. Naturalmente per far fronte agli imprevisti la prima soluzione è tagliare le spese, ma qualora questo non bastasse bisogna puntare anche ad aumentare le entrate. Almeno fintanto che non arriverà il capitale le farmacie rimarranno piccole aziende, e se da un lato questo puo’ essere visto come un ostacolo alla carriera nel mondo della farmacia, dall’altro consente un rapporto diretto con il proprio datore di lavoro. E se oltre ad un buon rapporto professionale c’è anche un buon rapporto umano, spesso il titolare è disponibile a venire incontro al dipendente, facendogli fare qualche ora di straordinario. Ma qual è esattamente la retribuzione oraria netta del lavoro straordinario? Farmacisti Al Lavoro ha realizzato per voi delle tabelle di facile consultazione, che vi permetteranno di calcolare approssimativamente l’introito extra derivante dal lavoro straordinario. Con un’anticipazione: i numeri potrebbero non piacervi.

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