Farmacisti: quanto è retribuita al netto un’ora di lavoro straordinario?

Non è affatto semplice calcolare quanto frutterà in busta paga il lavoro straordinario. Per questa ragione, Farmacisti Al Lavoro ha creato per voi delle tabelle di facile consultazione. Anche se i numeri, in alcuni casi, potrebbero non piacervi.

Il farmacista in bolletta puo’ trovare un aiuto nel lavoro straordinario. Ma è spesso difficile prevedere quale sarà il guadagno netto con cui fare i conti.

Alcuni periodi dell’anno possono essere più difficili di altri. Un finanziamento da chiudere, una spesa imprevista, un elettrodomestico da cambiare, ed ecco che le nostre finanze possono apparirci, tutto ad un tratto, più strette del solito. Naturalmente per far fronte agli imprevisti la prima soluzione è tagliare le spese, ma qualora questo non bastasse bisogna puntare anche ad aumentare le entrate. Almeno fintanto che non arriverà il capitale le farmacie rimarranno piccole aziende, e se da un lato questo puo’ essere visto come un ostacolo alla carriera nel mondo della farmacia, dall’altro consente un rapporto diretto con il proprio datore di lavoro. E se oltre ad un buon rapporto professionale c’è anche un buon rapporto umano, spesso il titolare è disponibile a venire incontro al dipendente, facendogli fare qualche ora di straordinario. Ma qual è esattamente la retribuzione oraria netta del lavoro straordinario? Farmacisti Al Lavoro ha realizzato per voi delle tabelle di facile consultazione, che vi permetteranno di calcolare approssimativamente l’introito extra derivante dal lavoro straordinario. Con un’anticipazione: i numeri potrebbero non piacervi.

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Il rinnovo del contratto dei farmacisti

Aumento di stipendio, prolungamento del congedo per malattia, indennità di rischio, aumento della retribuzione delle ore straordinarie: in questa intervista esclusiva, Farmacisti Al Lavoro anticipa le novità che il principale sindacato dei non titolari italiani vorrebbe introdurre nel prossimo rinnovo del CCNL.

Sinasfa è il principale sindaato italiano dei farmacisti collaboratori. In questa intervista esclusiva facciamo a Francesco Imperadrice, presidente del sindacato, una serie di domande di sicura utilità per tutti quei colleghi che da oltre quattro anni attendono un rinnovo del loro contratto.

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Farmacisti nella GDO: il contratto è quello giusto?

I farmacisti impiegati nella GDO sono spesso inquadrati con un terzo o quarto livello del commercio. Che cosa comporta in termini economici? Farmacisti Al Lavoro ha studiato il loro contratto, scoprendo che i farmacisti nella GDO sono pagati meno di quanto dovrebbero.

I farmacisti che lavorano nella GDO sono una relativa minoranza nel mondo dei farmacisti, e come tutte le minoranze risultano scarsamente tutelati dalle istituzioni, dagli organi di categoria e dai media. Per esempio, in pochi si sono occupati di un argomento che invece secondo Farmacisti Al Lavoro merita un approfondimento, ovvero: è corretto che i farmacisti impiegati da Conad, Coop e dalle varie catene di parafarmacie siano inquadrati con un terzo o quarto livello del commercio, quando i capi reparto degli stessi supermercati sono inquadrati al secondo livello? Cercheremo di scoprirlo in questo approfondimento, condotto sul CCNL del commercio.

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Ferie e permessi: quanti sono e come si calcolano?

In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro spiega come si calcolano i giorni di ferie e quante sono le ore di permesso in un anno. Inoltre, leggendo bene il contratto, ha scoperto 90 € nascosti, dando indicazioni su come ottenerli se ne avete diritto.

Il CCNL non è un granchè ma, sotto alcuni aspetti, l’ago della bilancia pende dalla parte dei collaboratori.

Il CCNL Farmacie Private non sarà un granché ma, almeno sotto alcuni aspetti, l’ago della bilancia pende decisamente dalla parte dei farmacisti collaboratori. Uno di questi sono le ferie e i permessi che, a conti fatti, sono parecchi. Quanti giorni di riposo spettano al farmacista collaboratore, nell’arco di un anno? Lo vediamo in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

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Il farmacista italiano, cenerentola d’Europa

I farmacisti italiani sono i meno pagati d’Europa: è vera questa affermazione? Ed è vero che siamo troppi rispetto alle farmacie? Che cosa succederebbe aumentando il numero di farmacie? Farmacisti Al Lavoro ha risposto confrontando i dati italiani con i dati dei colleghi greci, portoghesi, francesi, tedeschi e inglesi.

Farmacisti Al Lavoro ha analizzato le statistiche sulla farmacie europea e confrontato le retribuzioni. Ecco il quadro che ne emerge.

Consideriamo le tre seguenti affermazioni: <I farmacisti italiani sono, in proporzione, i meno pagati d’Europa>; <La ragione per cui i farmacisti italiani sono pagati poco è che sono troppi rispetto alle farmacie>; <Aumentare il numero delle farmacie ridurrebbe ulteriormente la retribuzione dei farmacisti>. Sono delle affermazioni che, parlando sia con colleghi titolari che con colleghi collaboratori, ho sentito spesso ripetere. Ma quanto c’è di vero? Rispondere correttamente è molto importante, perché dalla risposta dipendono le politiche che la nostra categoria dovrà intraprendere nei prossimi anni, per cercare di migliorare la situazione attualmente precaria di molti farmacisti italiani. In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro ha studiato i dati PGEU del 2015- dati che propone la stessa Federfarma nel suo rapporto annuale sulla farmacia italiana-, le statistiche nazionali sui redditi e le statistiche relative alle retribuzioni dei farmacisti ottenibili sul sito payscale.com, che studia i salari dei professionisti nel mondo. Confrontando questi dati, abbiamo potuto rispondere alle tre domande.

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Il vero costo di un collaboratore

Quanto costa alla farmacia un collaboratore? E quanto costerebbe concedere un aumento di 100 € lordi al mese? Farmacisti Al Lavoro ha fatto i conti, facendo un’interessante scoperta.

<Un dipendente guadagnerà anche sette euro l’ora, ma a noi costa il doppio>, dicono i titolari.

I farmacisti titolari più bravi sanno che la più preziosa risorsa di una farmacia sono i suoi collaboratori. Tuttavia, nonostante le lodi che i collaboratori ricevono in molti contesti dai rappresentanti dei titolari, permane il problema del basso stipendio a fronte di un contratto scaduto ormai da anni. Per cercare di capire come mai i titolari stiano temporeggiando pur di non concedere nemmeno un piccolo aumento, Farmacisti Al Lavoro ha voluto realizzare un approfondimento che vuole rispondere a questa semplice domanda: quanto costa un farmacista collaboratore ad una farmacia? Aumentare lo stipendio dei loro collaboratori di 100 € lordi al mese costituirebbe davvero un aggravio di cassa così insostenibile per i titolari? In effetti, almeno nelle discussioni che sovente si osservano sui social, sembrerebbe di si, e la causa è indicata nell’elevato costo del lavoro. <Un dipendente guadagnerà anche sette euro l’ora, ma a noi costa il doppio>, dicono i titolari. Scopriamo se è vero.

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Farmacia privata e farmacia comunale: dove si guadagna di più?

Dove conviene lavorare, in una farmacia privata oppure in una farmacia comunale? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro confronta i due CCNL da un punto di vista retributivo.

Avete appena vinto il concorso per lavorare in farmacia comunale e ricevete l’offerta da una farmacia privata. Quale lavoro vi conviene accettare?

Immaginiamo la seguente situazione: siete appena risultati vincitori di un concorso per il posto di farmacista collaboratore a tempo pieno e indeterminato nella farmacia comunale sotto casa vostra quando ricevete la chiamata del titolare della farmacia privata del vostro paese che vi fa un’offerta a parità di condizioni: assunzione a tempo pieno e indeterminato con contratto sindacale. Quale opzione vi conviene accettare? Certamente in questo momento storico è già difficile ricevere una proposta, figuriamoci due. Tuttavia, ritengo che sia importante offrire ai lettori di Farmacisti Al Lavoro un confronto di natura retributiva tra il CCNL farmacie private e quello di Assofarm, anche perché nella carriera di un collaboratore può sempre succedere di ricevere una proposta di lavoro, o semplicemente di sentire il bisogno di cambiare. In questo approfondimento risponderemo ad una semplice domanda: chi guadagna di più, i farmacisti impiegati nelle farmacie private, che sono il 48% dei collaboratori italiani, o quelli che lavorano nelle farmacie comunali, che sono solo il 6%?

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L’indennità di vestiario: in quali regioni viene erogata e a quanto ammonta?

Il CCNL farmacie private non prevede un’indennità di vestiario, ma i farmacisti di alcune regioni ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto dei camici e il loro lavaggio. Farmacisti Al Lavoro ha indagato per scoprire in quali regioni sia prevista questa indennità e a quanto ammonti.

In alcune regioni italiane i farmacisti ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto e il lavaggio dei camici.

In pochi accetterebbero il consiglio di un farmacista con il camice sporco e sgualcito. E se a imporne l’uso in farmacia è il codice deontologico, sicuramente il buonsenso di ciascuno di noi suggerisce che il camice debba essere sempre pulito e stirato, e possibilmente non avere buchi e sgualciture. Spetta senza dubbio al singolo farmacista l’onere di presentarsi sempre al lavoro con il camice pulito e stirato, ma a chi vanno addebitate le relative spese? Al singolo professionista o alla farmacia? Alcuni colleghi ricevono un’indennità di vestiario di importo variabile fra 150 e 413 € annui, mentre altri colleghi questa indennità non l’hanno mai ricevuta. Da che cosa dipende? La risposta in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

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