Formamico: “Le catene ci fanno una pippa”.

Dall’evento perugino emerge finalmente l’immagine di una farmacia che non ha paura dell’avvento delle catene. Moderna, efficiente, ma capace di riscoprire il ruolo sociale del farmacista. Il resoconto dell’evento di Farmacisti Al Lavoro.

<I professionisti che vogliono distinguersi dalla massa devono andare oltre la mera logica del profitto>.

<Il guadagno non è un obiettivo, ma è la conseguenza dei nostri obiettivi>. A suon di sconti, offerte e promozioni raccontate da espositori talmente ingombranti da nascondere il farmacista al banco, la farmacia  italiana dell’ultimo decennio è finita per assomigliare sempre di più ad una bottega, relegando il farmacista ad un ruolo di commesso. Ma nel momento più difficile, quello appena successivo all’approvazione del Ddl Concorrenza, arriva finalmente una boccata d’aria fresca. Ho partecipato con entusiasmo al corso di formazione tenuto a Perugia lo scorso weekend e organizzato da Damiano Marinelli, ed in questo approfondimento mi piacerebbe fare un resoconto delle idee più interessanti fra quelle che sono emerse.

Leggi tutto “Formamico: “Le catene ci fanno una pippa”.”

Il vero problema della ricetta medica.

La necessità di una prescrizione cartacea, originale e autografa, è talmente assoluta da non lasciare spazio alle eccezioni. Perchè non rendere valide, in alcuni specifici casi, le prescrizioni telefoniche, via e-mail o via fax? L’analisi, ed un sondaggio per raccogliere il parere dei colleghi, in questo editoriale di Farmacisti Al Lavoro.

Esistono alcune situazioni in cui il paziente ha delle reali difficoltà logistiche a procurarsi in tempo utile una prescrizione cartacea.

In un nostro recente editoriale, abbiamo visto come il problema della richiesta di farmaci in assenza della prevista prescrizione medica sia, in molti casi, sopravvalutato: molte problematiche comuni possono essere tranquillamente gestite con farmaci da banco, mentre per quanto riguarda il paziente cronico la legge autorizza il farmacista a dispensare alcuni farmaci in caso di urgenza. Esistono invece alcune situazioni in cui un farmaco etico è necessario, ma il paziente per ragioni logistiche ha delle reali difficoltà a procurarsi una prescrizione in tempo utile: ed è proprio di questo problema che ci vogliamo occupare in questo editoriale. In particolare, vogliamo cercare di capire come mai, ancora nel 2017, con la sola eccezione della ricetta dematerializzata, l’unica prescrizione medica valida sia quella autografa e redatta in originale dal medico curante.

Leggi tutto “Il vero problema della ricetta medica.”

Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?

Una circolare ENPAF recentemente diramata sembrerebbe aprire la strada alle collaborazioni occasionali in ritenuta d’acconto. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

La circolare non fa riferimento alla prestazione occasionale in ritenuta d’acconto, ma ai nuovi voucher.

Con la circolare numero 18 di settembre 2017 l’ENPAF ha informato i suoi iscritti che, pur non essendo configurabile rispetto ai professionisti iscritti ad un albo, qualora venga comunque attivato “nonostante l’affermata incompatibilità, il lavoro occasionale, ai fini Enpaf, consente di beneficiare della riduzione contributiva o dell’applicazione del contributo di solidarietà”.  Sulle prime anche noi di Farmacisti Al Lavoro siamo rimasti stupiti: che si trattasse di una prima apertura da parte dell’ente nei confronti della cosiddetta “prestazione occasionale”, detta anche impropriamente “prestazione con ritenuta d’acconto”?  Infatti a causa delle normative sempre più restrittive era diventato ormai praticamente impossibile per un farmacista senza partita Iva effettuare prestazioni occasionali. Ecco però quanto risultato da una più attenta disamina della circolare.

Leggi tutto “Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?”

Il farmacista, ostaggio di leggi assurde.

Anticoncezionali, mucolitici, benzodiazepine, antibiotici: farmaci per i quali il regime di dispensazione è, per ragioni diverse, completamente sbagliato. Ma chi legifera su questi temi come fa a non accorgersene? Un’ipotesi fondata, e una proposta concreta, in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

Il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole. Spesso è giustificato, ma talvolta è al limite del grottesco.

<Buongiorno>, esordisce la giovane cliente, <ecco la ricetta per la mia pillola. Mi puo’ dare la terapia per tre mesi che devo andare all’estero?>. <Certamente> , risponde il farmacista, <se vuole le do tre scatole singole, le paga 17€ l’una ma la ricetta rimane a lei. Oppure le do una scatola tripla: in questo modo risparmia, ma devo trattenere la ricetta e fra tre mesi dovrà tornare dal medico>. Questo breve dialogo, ai limiti del grottesco, è purtroppo un’amara realtà da quando, sulla base di una determinazione del 23/12/2015, l’Aifa ha imposto alle farmacie italiane di trattare le ricette per le scatole trimestrali dei farmaci contraccettivi orali come non ripetibili. Come i colleghi sanno bene, il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole ma, in generale, le norme che regolamentano l’accesso al farmaco hanno come fine ultimo la tutela della salute del paziente. In un nostro recente approfondimento abbiamo affrontato il tema della ricetta medica, del suo razionale e del fatto che, in linea di massima, la ricetta costituisca un problema relativo per il lavoro quotidiano di ciascuno di noi. Tuttavia, ci spiace constatare che esistono anche molti casi assurdi, che inevitabilmente mettono in difficoltà il farmacista nei confronti del cittadino. In questo editoriale, vogliamo portare alcuni esempi, quindi andare all’origine del problema e infine, nei limiti delle nostre possibilità, formulare una proposta concreta.

Leggi tutto “Il farmacista, ostaggio di leggi assurde.”

Farmacie: come funziona il servizio notturno?

Quando è dovuto il diritto di chiamata? In quali casi il farmacista può rifiutarsi di intervenire? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento ai cittadini, che spesso in buonafede ignorano i meccanismi di funzionamento del servizio notturno.

L’obbligo di intervento del farmacista di turno è un argomento che talvolta genera incomprensioni tra il cittadino che ha bisogno di un farmaco durante l’orario di chiusura della farmacia e il farmacista reperibile. In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento su questo tema controverso, delineando quali siano gli effettivi doveri del farmacista responsabile del servizio notturno. In particolare vogliamo focalizzare la nostra attenzione su due aspetti, spesso in buonafede ignorati dal cittadino: il diritto di chiamata e l’obbligo di ricetta medica urgente.

Leggi tutto “Farmacie: come funziona il servizio notturno?”

La guerra ai farmacisti del dottor De Felice.

Da qualche anno il blogger de Il Fatto Quotidiano Domenico De Felice, di professione oculista, conduce una solitaria battaglia contro i farmacisti e i farmaci generici. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi espone ed analizza alcune delle sue tesi.

Il rispetto reciproco tra professionisti sanitari  ha come fine ultimo la tutela della salute del paziente.

I rapporti tra professionisti sanitari dovrebbero essere condotti, come recitano sia il codice deontologico del farmacista che quello del medico, sulla base del rispetto reciproco e degli altrui ruoli. Di questi tempi la nostra categoria stenta spesso a dialogare in maniera costruttiva con la classe medica, almeno a livello istituzionale perché a livello locale spesso i singoli professionisti riescono a stabilire rapporti di reciproca stima, basati sul riconoscimento delle competenze dell’interlocutore. Questa necessità, il cui ultimo fine è la tutela della salute del paziente, sembra però sfuggire a Domenico De Felice, oculista milanese nonchè blogger de ilfattoquotidiano.it, che da qualche anno pare averci preso in antipatia. Le sue opinioni potrebbero tranquillamente passare sotto silenzio, se non venissero esposte dalle colonne di uno dei principali quotidiani online: ragione per cui si rende indispensabile, a nostro avviso, una risposta articolata.

Leggi tutto “La guerra ai farmacisti del dottor De Felice.”

Medicazioni in farmacia: possono essere fatte dal farmacista?

Le uniche figure professionali abilitate ad eseguire medicazioni sono il medico e l’infermiere. Ma come comportarsi quando in farmacia arriva qualcuno con una sbucciatura e ci chiede aiuto per fare una medicazione? L’analisi di Farmacisti Al Lavoro.

Il cliente che chiede aiuto per fare una medicazione mette spesso in imbarazzo il farmacista.

La situazione è una di quelle capaci di mettere in imbarazzo anche il farmacista più navigato, forse più della richiesta di un farmaco etico in assenza della prevista ricetta medica: entra la mamma di un bambino appena caduto dalla bicicletta e, dopo aver acquistato delle garze, un disinfettante e un pacco di cerotti ci chiede se possiamo aiutarla a mettere la medicazione al figlio. Il farmacista, intimorito, risponde generalmente di “non essere autorizzato a farlo”, e questo causa spesso insoddisfazione nel cliente il quale percepisce il rifiuto del farmacista come una dimostrazione di disinteresse. In questo approfondimento vogliamo provare a rispondere alla seguente domanda: ma davvero al farmacista è fatto divieto di aiutare una persona a mettere un cerotto?

Leggi tutto “Medicazioni in farmacia: possono essere fatte dal farmacista?”

La consulenza del farmacista: è possibile farla pagare?

Molti colleghi si chiedono se il farmacista debba essere retribuito per la prestazione professionale associata alla vendita. L’argomento presenta notevoli criticità, ma per quanto riguarda la consulenza pagata ci sono ampi margini di manovra, anche se non nei termini in cui viene comunemente presentata.

Molti colleghi ritengono che l’assistenza alla vendita del farmaco dovrebbe essere retribuita.

In diverse occasioni, a Farmacisti Al Lavoro sono pervenute domande riguardo alla possibilità, per il farmacista, di far pagare ai clienti la propria consulenza. Molti colleghi ritengono infatti che, aldilà della mera vendita del prodotto, l’assistenza prestata dal farmacista al cliente sull’acquisto di un farmaco dovrebbe essere retribuita. In questo approfondimento vogliamo analizzare le criticità di questo tipo di soluzione, e capire invece quali siano i possibili margini di manovra per un farmacista che voglia vedersi retribuita la propria conoscenza scientifica, indipendentemente dalla vendita del farmaco.

Leggi tutto “La consulenza del farmacista: è possibile farla pagare?”

Il falso problema della ricetta medica.

“Servirebbe la ricetta”, una delle frasi più pronunciate ogni giorno nelle farmacie italiane e che spesso genera discussioni e lamentele da parte dei clienti. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi racconta perchè- al netto di alcune inevitabili situazioni- quello della ricetta medica è un problema che non si pone.

Il cliente entra in farmacia e chiede una scatola di Oki. Il farmacista sospira, corruga la fronte e pronuncia la fatidica frase.

La scena è una di quelle che si vedono ogni giorno, in molte farmacie italiane: <Buongiorno>, chiede il cliente, <Potrei avere una scatola di Oki bustine?>. Il farmacista corruga la fronte, sospira e pronuncia la fatidica frase: <Per l’Oki servirebbe la ricetta>. Badate bene che, ai fini di quanto voglio dire, è indifferente che poi l’Oki venga esitato o meno. Personalmente, ci ho sempre visto qualcosa di molto brutto, quasi degradante in questa frase così apparentemente innocua, <Servirebbe la ricetta>. Negli anni ci ho riflettuto molto, e in questo editoriale mi piacerebbe esporvi il risultato delle mie riflessioni, sperando di riuscire a sensibilizzare quanti più colleghi possibile sull’importanza di esordire, alla richiesta di un farmaco etico da parte di un cliente sprovvisto di prescrizione, con un approccio diverso. Perchè, a rifletterci bene, quello della ricetta medica potrebbe essere un problema molto più piccolo di quanto noi lo facciamo.

Leggi tutto “Il falso problema della ricetta medica.”

Obiezione respinta: la mappa dei farmacisti obiettori.

Nella vostra farmacia si fa obiezione di coscienza? Nato da un’iniziativa di femministe pisane, il progetto Obiezione Respinta si propone di mappare le farmacie e gli ospedali dove viene praticata l’obiezione di coscienza sul territorio nazionale. Farmacisti Al Lavoro ha intervistato le promotrici dell’iniziativa, scoprendo di che si tratta e come nascono le segnalazioni.

Nonostante la possibilità di libera vendita a donne maggiorenni, nel 2015 ancora due farmacie su dieci negavano la pillola del giorno dopo a chi ne faceva richiesta.

Periodicamente, fra un servizio delle Iene e un altro, torna alla ribalta il dibattito sull’obiezione di coscienza per i farmacisti, oggetto peraltro di una proposta di legge formulata nel 2016 dagli onorevoli Gigli e Sberna. Come i colleghi sanno bene, dall’8 maggio 2015 i farmaci per la contraccezione d’emergenza possono essere erogati anche senza prescrizione medica, purchè a donne maggiorenni. Nonostante questa possibilità, l’associazione Vitadidonna nel 2015 segnalava come in due farmacie su dieci venisse comunque praticata un’obiezione di coscienza non ammessa dall’attuale legislazione, tanto da indurre la FOFI a diramare una circolare per specificare le nuove modalità di dispensazione di EllaOne e Norlevo. Per aiutare le giovani donne ad esercitare il loro diritto, spesso negato, un gruppo di femministe pisane ha recentemente sviluppato un progetto dal nome Obiezione Respinta, con l’obiettivo di creare una mappatura del territorio nazionale con le farmacie e le strutture ospedaliere dove viene praticata l’obiezione di coscienza. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’intervista alle promotrici del progetto.

Leggi tutto “Obiezione respinta: la mappa dei farmacisti obiettori.”