Farmacisti non titolari, nasce il gruppo dell’Emilia-Romagna

Nasce anche per l’Emilia-Romagna una piattaforma aggregativa che consentirà di mettere in contatto i farmacisti non titolari.

«Vorremmo creare un punto di incontro, il primo, tra tutti i colleghi della Regione Emilia Romagna», sono queste le parole di Leonzio Carbone, farmacista e responsabile del progetto di coordinamento relativo alla nascita di un gruppo di farmacisti non titolari radicato sul territorio dell’Emilia-Romagna. «L’obiettivo – spiega il neonato gruppo – è quello di riunire e informare i colleghi riguardo le opportunità professionali a livello territoriale ed approfondire eventuali altre tematiche di interesse della professione, si confida nel contributo di tutti per apportare nuove idee».

Ciò attraverso una piattaforma di aggregazione che consenta di andare oltre le divisioni ideologiche che da sempre imperversano sulla categoria, i cui effetti si ripercuotono inevitabilmente sull’attività professionale del farmacista. Il gruppo di lavoro dell’Emilia-Romagna ha ricevuto la “benedizione” delle associazioni Conasfa e Sinasfa. «In questa prima fase – si legge in un comunicato – si sta cercando di avvicinare e mettere in rete i farmacisti non titolari tra di loro per veicolare le informazioni». Ciò anche attraverso l’attivazione di due differenti canali di comunicazione, tra cui la casella email leonzio.carbone.conasfa@gmail.com, ma anche una pagina Facebook FarmacistiNTEmiliaRomagna. Quest’ultima costituirà il canale preferenziale per ragguagliare i colleghi del territorio su tutte le novità in cantiere e le future evoluzioni del progetto.

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Accordo tra Fofi, CSM e CNF: nasce la sezione farmacisti negli Albi dei periti e dei consulenti

La Fofi ha reso nota la sottoscrizione di un accordo con CSM e CNF che permette la creazione di una sezione farmacisti negli Albi dei periti e dei consulenti.

A partire dal 12 marzo 2019, grazie a un accordo sottoscritto dal Consiglio Superiore della Magistratura, dal Consiglio Nazionale Forense e dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, negli Albi dei periti e dei consulenti tecnici dei tribunali è stata istituita una sezione riservata ai farmacisti. Il presidente della Fofi Andrea Mandelli ha commentato con soddisfazione il traguardo, ricordando che «la legge n. 24/2017 stabilisce che negli Albi devono essere presenti esperti, accanto a quelli dell’area medico-legale, delle discipline specialistiche di tutte le professioni sanitarie. Vista la rilevanza che la farmacologia, il farmaco e gli altri aspetti che ricadono nella competenza del farmacista hanno assunto in tantissimi aspetti della vita del cittadino, l’istituzione di un’apposita sezione negli Albi circondariali, e l’armonizzazione dei criteri con cui viene compilata, è un passo importante sia per la società sia per i farmacisti stessi. Ringraziamo dunque il CSM e il Consiglio Nazionale Forense per la collaborazione mostrata nel corso della messa a punto di questo accordo, che viene ad aprire un ulteriore campo di attività per i professionisti e nuove occasioni di lavoro in questa fase non facile sul piano occupazionale».

La stessa federazione – che promuoverà anche l’adesione degli Ordini provinciali ai protocolli locali, nonché la stesura degli stessi ove non ancora istituiti – ha quindi precisato che «per l’inserimento negli Albi si richiedono il possesso laurea magistrale in Farmacia o CTF, un periodo minimo di esercizio della professione non inferiore ai 10 anni dall’abilitazione oppure di almeno 5 anni dal conseguimento del titolo di specializzazione; l’assenza, negli ultimi 5 anni, di sospensione disciplinare e di qualsiasi procedimento disciplinare in corso; il regolare adempimento degli obblighi formativi ECM». Inoltre, l’accordo prevede alcuni elementi di valutazione secondari: «Un adeguato curriculum professionale e formativo post-universitario, indicante sia i corsi di livello universitario o assimilato, sia i corsi ECM, ed eventuali attività di docenza; eventuali attività di ricerca e pubblicazioni, oltre all’iscrizione a società scientifiche; riconoscimenti accademici o professionali e l’eventuale possesso dell’abilitazione allo allo svolgimento di attività di mediazione o di certificazioni della conoscenza del processo telematico».

Per quanto riguarda infine le aree professionali, l’elenco di quelle previste contempla la farmacia territoriale, la farmacia ospedaliera, i servizi farmaceutici, la legislazione e tecnica farmaceutica, la farmacologia, le analisi quali-quantitative su medicinali e prodotti della salute, la galenica, la cosmetologia, l’area nutraceutica e nutrizionale, i dispositivi medici e l’area gestionale ed organizzativa dell’esercizio farmaceutico.

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Formazione farmacisti, Marinelli: «In Italia è demandata ai fornitori della farmacia»

Damiano Marinelli, consulente indipendente per farmacie, ritiene che la formazione professionale dei farmacisti è demandata ai fornitori della farmacia. Con le relative conseguenze.

Damiano Marinelli, consulente indipendente per farmacie e organizzatore di “Professionisti del Banco”, corso dedicato ai farmacisti collaboratori, orientato alla formazione sull’atteggiamento dei collaboratori al banco della farmacia, interviene a seguito della pubblicazione sul nostro blog di uno studio realizzato nel Regno Unito che ha valutato il grado di preparazione dei farmacisti britannici in materia di tecniche comunicative.

«In Italia – spiega Marinelli – è interessante sottolineare il fatto che praticamente tutta la formazione di quella che io chiamo FORZA BANCO, quindi dei farmacisti che quotidianamente stanno a banco, sia demandata ai fornitori della farmacia stessa». «Un’anomalia – evidenzia – e un caso più unico che raro: non esiste, semplificando, nessuna forza vendita formata da un potenziale avversario». Ciò con conseguenze che l’esperto definisce di «palmare evidenza», ovvero che «i farmacisti concentrati sul prodotto, e non sul cliente, e farmacie prodotto centriche spesso in difficoltà economiche». In sostanza, conclude, «è come se una squadra si facesse fare gli schemi di gioco dall’allenatore della squadra avversaria».

Il paper, riportato da FarmacistiAlLavoro.it, si basa su due sondaggi effettuati tra i professionisti. Il primo è stato inviato ad un gruppo di farmacisti in attività, con l’obiettivo di esaminare quali sia il loro grado di capacità comunicative, nonché l’interesse che essi manifestano nei confronti delle tecniche utili per migliorare le consulenze offerte pazienti. Il secondo, con in fine di comprendere in che modo l’argomento venga trattato nell’ambito dei piani didattici.

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Formazione Ecm, i corsi della Fofi attivi per il 2019

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha reso disponibile l’elenco dei corsi Ecm attivi per il 2019.

L’aggiornamento e la formazione professionale del farmacista costituiscono elementi imprescindibili con il fine di poter supportare il paziente, ma anche per ottemperare alla normativa vigente in tema di formazione Ecm, anche alla luce del nuovo Dossier formativo di gruppo.

La Fofi, attraverso la piattaforma online fadfofi.com, dà la possibilità ai farmacisti di poter conseguire, per il 2019, un totale di 52 crediti Ecm. Ciò attraverso la partecipazione a sette corsi di formazione a distanza, riguardanti problematiche di natura pratica affrontate nella vita professionale del farmacista. In particolare, i corsi “Le interazioni farmaco-cibo. Un rischio sottostimato”, di 10,5 crediti, “Gestione nutraceutica del rischio cardio e cerebro-vascolare in farmacia: dalle dislipidemie ai sintomi del paziente affetto da scompenso cardiaco”, di 4 crediti, “Farmacisti, vaccini e strategie vaccinali”, di 10,5 crediti, con termine ultimo di partecipazione del 29/07/2019.

Inoltre, i corsi “Paziente e ‘cliente’: una corretta informazione per trasformare il cross selling in opportunità di salute”, di 7 crediti, “Il paziente con disturbo depressivo maggiore e il farmacista”, di 10 crediti, “Interazioni tra farmaci e gestione dell’innovazione in farmacia”, di 5 crediti, ed infine “Il farmacista come counselor”, di 5 crediti. Questi ultimi invece avranno scadenza il 17/12/2019.

«La volontà della Federazione – spiega la Fofi in una nota -, nel rispetto del fine principale con il quale è stato voluto e costruito il sopra evidenziato Dossier formativo di gruppo della Fofi, è stata esattamente quella di realizzare un percorso di aggiornamento appositamente ideato per il profilo professionale del farmacista e al passo con i tempi con i precipui obiettivi di guidare ed agevolare gli iscritti nella scelta dei corsi e nella distribuzione nelle tre aree degli obiettivi formativi,  aumentare l’integrazione professionale,  facilitare, sia ai singoli farmacisti sia ai rispettivi Ordini, il controllo del completamento dell’obbligo formativo».

Per poter partecipare è necessario collegarsi alla pagina istituzionale fadfofi.com, quindi cliccare su “Iscriviti” e aprire un account, o su “Accedi”, qualora si disponga di un account.

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Tecniche comunicative: i farmacisti sono formati in modo adeguato?

Uno studio realizzato nel Regno Unito ha valutato il grado di preparazione dei farmacisti britannici in materia di tecniche comunicative.

Qual è l’esperienza che possono vantare farmacisti per quanto riguarda le abilità comunicative? E cosa insegnano loro, in questo ambito, i corsi di studio in Farmacia? Per cercare di rispondere a queste domande un gruppo di ricercatori dell’università di Birmingham e del King’s College di Londra, nel Regno Unito, ha svolto un’analisi intitolata “Communications Skills in the Pharmacy Profession: A Cross Sectional Survey of UK Registered Pharmacists and Pharmacy Educators”.

Il paper è stato pubblicato dalla US National Library of Medicine dei National Institutes of Health. Esso si basa su due sondaggi sono stati effettuati tra i professionisti. Il primo è stato inviato ad un gruppo di farmacisti in attività, con l’obiettivo di esaminare quali sia il loro grado di capacità comunicative, nonché l’interesse che essi manifestano nei confronti delle tecniche utili per migliorare le consulenze offerte pazienti.

Il secondo, invece, ha coinvolto le Schools of Pharmacy (Scuole di Farmacia) del Regno Unito, al fine di comprendere in che modo l’argomento venga trattato nell’ambito dei piani didattici. Al primo questionario hanno risposto in tutto 109 farmacisti: di questi, il 44% ha affermato di aver continuato a sviluppare le proprie capacità comunicative professionali dopo aver conseguito la laurea. Il 65,4%, tuttavia, ha dichiarato di non conoscere specifiche tecniche legate alla fase di consulenza.

Ai farmacisti è stato chiesto anche quale fosse l’argomento maggiormente toccato durante i colloqui con i clienti: al primo posto si è classificato il tema dell’aderenza alle terapie. Infine, i farmacisti hanno manifestato la necessità di poter ottenere ulteriori formazioni in determinate aree cliniche, come ad esempio nel settore dei disturbi mentali. A partecipare al secondo sondaggio, sono state invece 18 delle Scuole di Farmacia presenti in Gran Bretagna. Tutte hanno affermato che nei corsi di studio proposti agli studenti sono presenti anche insegnamenti che affrontano i metodi di comunicazione nel corso dei consulti.

«Questa prima analisi nazionale sul tema ha mostrato che i nuovi laureati hanno ottenuto una preparazione maggiore in tema di comunicazione rispetto a coloro che sono entrati nella professione in passato. In generale, i farmacisti che hanno partecipato hanno spiegato di avvertire la necessità di migliorare le proprie capacità, al fine di rendere più efficaci i consigli forniti ai pazienti.

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Ecm farmacisti, le novità per il 2019 e le Faq dell’Ordine di Milano

L’Ordine di Milano illustra le novità introdotte nel 2019 dal “Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario”, in materia di Ecm farmacisti.

In una recente nota, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha fornito alcune indicazioni in merito all’autoformazione e al tutoraggio individuale in ambito Ecm, con particolare riferimento all’ampliamento della quota percentuale di crediti formativi conseguibili con detta modalità, nel triennio 2017-2019, che passa dal 10 al 20%.

Tuttavia, come comunicato dall’Ordine dei farmacisti di Milano ai propri iscritti, altre novità riguardano il debito formativo e gli esoneri o esenzioni per il suddetto triennio, ma anche quelle relative alla possibilità di recupero dei crediti relativi al triennio 2014-2016. Ciò sulla base di quanto deliberato dalla Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc), organo ricostituito presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). A tal proposito, l’Ordine ha ritenuto sottolineato che «dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore il “Manuale sulla formazione continua del professionista sanitari”, che raccoglie le regole da seguire nella formazione Ecm e che è importante leggere con attenzione, perché, a partire dal 2019, ogni singolo professionista sanitario sarà personalmente coinvolto e responsabile della gestione del proprio percorso formativo, compresi esoneri ed esenzioni».

Per favorire lo scambio di informazioni corrette, riguardanti le novità introdotte, ma anche per agevolare la comprensione delle nuove regole applicative, l’Ordine di Milano ha quindi predisposto una pagina dedicata contenente una serie di domande e risposte. Tra queste, a titolo di esempio, si cita «Quanti crediti Ecm bisogna maturare nel triennio 2017-2019 e ci sono limiti nell’acquisizione?», «Quando inizia l’obbligo di acquisire crediti Ecm?», «Sono previste riduzioni del numero di crediti Ecm da maturare nel triennio 2017-2019?», ma anche «E’ possibile recuperare i crediti non maturati nel triennio 2014-2016?», ed infine «E’ necessario caricare nella propria scheda personale gli attestati dei corsi Ecm?». Per poter visualizzare le domande con le relative risposte è possibile collegarsi al Sito ufficiale dell’Ordine dei farmacisti di Milano, al link https://www.ordinefarmacistimilano.it. Dal menù principale, selezionare la voce “Farmacista”, poi “Ecm (Educazione Continua in Medicina), e successivamente “Ecm Le novità del 2019”. Si aprirà quindi l’elenco contenente tutti i quesiti e le relative risposte.

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Tirocini professionali, l’Aifa istituisce banca dati per candidature

L’Agenzia italiana del farmaco ha istituito una banca dati per l’attivazione dei tirocini presso i suoi uffici.

L’Aifa ha istituito una banca dati per consentire ai candidati di attivare tirocini formativi e di orientamento professionale, curriculari e di inserimento o reinserimento, presso gli uffici dell’Agenzia, sita in Roma in Via del Tritone, 181. Ne ha dato notizia lo stesso ente, il quale sottolinea che «il tirocinio è una misura formativa finalizzata a creare un contatto diretto tra l’amministrazione ed il tirocinante, allo scopo di orientare ed agevolare le scelte professionali di quest’ultimo, ovvero finalizzata a percorsi di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Il tirocinio, in ogni caso, consiste in una esperienza di orientamento al lavoro e di formazione che non configura un rapporto di lavoro», specificando che «i destinatari sono i soggetti in possesso di un titolo di studio conseguito entro e non oltre dodici mesi».

Con riferimento ai tirocini curricolari, l’Aifa specifica nel bando che essi «sono finalizzati al completamento di un percorso formativo più ampio intrapreso dal tirocinante, che danno diritto a crediti formativi e sono inclusi nei piani di studio di Università o degli Istituti scolastici sulla base di norme regolamentari oppure previsti all’interno di un percorso formale di istruzione o di formazione, pur non direttamente finalizzati al conseguimento di crediti formativi, ma promossi da Università o Istituto di istruzione universitaria abilitato al rilascio dei titoli accademici o da ente di formazione accreditato».

L’Agenzia ha riservato questa possibilità «ai laureati o laureandi degli Istituti di istruzione universitaria statali e non statali, abilitati al rilascio di titoli accademici come previsto dall’articolo 3, comma l, lett. e), della delibera di Giunta della Regione Lazio 18 luglio 2013, n. 199, e con i quali l’Agenzia ha stipulato o si riserva di stipulare una apposita convenzione così come previsto dall’articolo 6, comma 1, della delibera medesima». Tali tirocini sono attivati solo successivamente alla predisposizione da parte dell’Agenzia di uno specifico progetto formativo contenente i dati dei soggetti coinvolti, ma anche gli elementi descrittivi e le specifiche del progetto.

La candidatura, previa verifica dei requisiti necessari, può essere effettuata attraverso il download della domanda all’indirizzo www.aifa.gov.it, allegando il curriculum vitae, datato e firmato, in formato europeo, l’abstract della tesi di laurea in non più di 400 parole, se trattasi di candidato laureato, la copia di eventuali opere, progetti e pubblicazioni (paper, tesine, articoli) inerenti le funzioni dell’Agenzia ed infine la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. L’invio della domanda e degli allegati è effettuato per email, all’indirizzo risorse.umane@pec.aifa.gov.it (diversamente da quanto scritto nel bando, ndr), con oggetto “Candidatura tirocini AlFA”. A tal proposito, l’Aifa non terrà conto di domande di candidatura incomplete o con allegati mancanti.

Di seguito, nella sezione “Documenti allegati”, è possibile scaricare il bando originario, contenente i dettagli dell’iniziativa, ed il modulo di candidatura per tirocini AIFA, in formato .doc e .odt.

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L’Ordine di Modena ai farmacisti: «Controllate regolarmente la Pec»

L’Ordine dei farmacisti di Modena invita i farmacisti iscritti a controllare periodicamente la Posta elettronica certificata.

La Posta elettronica certificata ha sicuramente facilitato alcuni scambi comunicativi, in sostituzione della raccomandata, e concesso un esiguo risparmio di tempo potendo evitare di recarsi personalmente all’ufficio postale. Tuttavia, come spesso accade per le comuni caselle email, gli indirizzi di Pec vengono controllati solo saltuariamente. Ciò in direzione opposta rispetto al controllo delle attività sui Social networks e sulle piattaforme di messaging, che invece avvengono con una maggiore frequenza.

Per stimolare il corretto utilizzo e la verifica regolare della Posta elettronica certificata, l’Ordine dei farmacisti di Modena ha inviato una nota ai propri iscritti, con l’obiettivo di ricordare che «le notifiche di cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, intimazioni di pagamento, sanzioni, ecc.. possono essere effettuate, nei confronti di professionisti iscritti in albi o elenchi (quindi anche nei confronti di farmacisti), a mezzo Pec, inviata all’indirizzo pec del Professionista risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Inipec)».

«E’ pertanto fondamentale – spiega -, per non incorrere in more e sanzioni, la regolare consultazione della propria casella Pec». Ciò anche alla luce del fatto che, come sottolinea l’Ordine, «abbiamo già avuto notizia di sanzioni amministrative notificate tramite Pec da parte di Pubbliche Autorità operanti nella nostra Provincia». Da qui, la raccomandazione nel verificare con maggior frequenza l’indirizzo di Posta elettronica certificata.

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Welfare e salute, gli italiani si fidano (ancora) del farmacista

Secondo il 52° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, pubblicato dal Censis, la figura del farmacista resta tra i canali informativi privilegiati in tema di salute.

Il farmacista, insieme al medico generale e allo specialista, rimane tra le figure a cui gli italiani si affidano per avere risposte, informazioni e consigli in merito alla propria salute. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto del Censis “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”, giunto alla 52esima edizione. Dati che vedono il farmacista al 32,2%, dopo il medico di medicina generale, 53,5%, ma prima del medico specialista, al 17,7%. Risultato ancor più significativo se si considera anche la crescita del web che si attesta ormai al 28%, ovvero di quelle persone che si fidano e si affidano ad una semplice ricerca sui motori di ricerca per trovare cure, sintomi e patologie. Una specie di “salute fai da te”. Dunque, l’autorità del farmacista, che resta tra i principali canali informativi a cui si rivolge il pubblico, non è di fatto in discussione, né la sua competenza messa in dubbio. Non si tratta di una considerazione da poco alla luce del fatto che ben il 73,4% degli italiani è convinto sia possibile curarsi da solo in caso di piccoli disturbi che possono compromettere la funzionalità e la qualità della loro vita, il 9,3% in più rispetto al 2007.

Sempre in tema di autoregolazione della salute la quasi totalità degli italiani ricorre a farmaci da automedicazione, vale a dire ai medicinali senza obbligo di ricetta acquistabili liberamente in farmacia. Sono 17,6 milioni le persone che l’ultima volta che hanno avuto un piccolo disturbo hanno preso un farmaco da banco e hanno potuto così continuare a svolgere le attività che altrimenti avrebbero dovuto abbandonare. Del resto, il 56,5% degli italiani ritiene che sia possibile curarsi autonomamente perché ognuno conosce meglio di chiunque altro i propri acciacchi, mentre il 16,9% crede invece che sia il modo più rapido. Per quanto riguarda invece l’accesso alla salute e le differenze territoriali, più della metà degli italiani, il 54,7%, pensa che nel nostro Paese le persone non abbiano le stesse opportunità di diagnosi e cure. Ne è convinto il 58,3% dei residenti al Nord-Est, il 53,9% al Sud, il 54,1% al Centro e il 53,3% al Nord-Ovest. La sensazione di disuguaglianza rafforza purtroppo la convinzione di essere soli di fronte alla sanità.

Nota negativa, lo scarso orientamento nell’accesso al welfare: non basta aumentare il numero e la tipologia di servizi, se poi non si creano le condizioni affinché le persone li utilizzino realmente. E infatti il 52,7% degli italiani non sa a chi rivolgersi in caso di un problema di welfare. E se da un lato la migliora risposta al disagio resta la creazione di nuovi posti di lavoro, le pensioni oggi continuano ad essere fondamentali per ridurre il rischio di povertà. In oltre 16 milioni la percepiscono, e per il 63,3% delle famiglie i trasferimenti pensionistici sono pari ad oltre tre quarti del proprio reddito.

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FarmacistiAlLavoro.it, i post più letti dai farmacisti nel 2018

FarmacistiAlLavoro.it pubblica l’elenco dei post più letti dai farmacisti nel corso del 2018.

FarmacistiAlLavoro, il blog dedicato a temi di interesse pratico per il lavoro del farmacista che non si accontenta, pubblica la lista dei post che hanno riscosso più successo nel corso del 2018. I contenuti in elenco non sono necessariamente pubblicati nel corso dell’anno appena trascorso, ma anche nei periodi precedenti.

Posizione 10 – Ammanchi di cassa: il collaboratore deve risarcire il titolare?

Da sempre si dibatte se il collaboratore sia responsabile, e in quale misura, degli ammanchi di cassa a fine giornata. L’opinione di Farmacisti Al Lavoro in risposta al quesito di un collega.

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Posizione 9 – Medico, farmacista e farmacista ospedaliero: carriere a confronto.

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro presenta un confronto temporale ed economico fra tre diverse possibilità di carriera nel mondo della sanità. Informazioni utili per gli studenti, ma anche per i professionisti che intendono valutare opzioni alternative.

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Posizione 8 – Ferie e permessi: quanti sono e come si calcolano?

In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro spiega come si calcolano i giorni di ferie e quante sono le ore di permesso in un anno. Inoltre, leggendo bene il contratto, ha scoperto 90 € nascosti, dando indicazioni su come ottenerli se ne avete diritto.

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Posizione 7 – Farmacisti nell’industria farmaceutica: ruoli e retribuzioni.

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro presenta i vari ruoli a cui i farmacisti possono ambire nell’industria farmaceutica, con le relative aspettative in termini di retribuzione.

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Posizione 6 – Lo stipendio del farmacista ospedaliero Quanto guadagnano i farmacisti fuori dalla farmacia?

Nella prima parte di questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro ha studiato le retribuzioni dei farmacisti ospedalieri impiegati nel settore pubblico e nel settore privato.

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Posizione 5 – Farmacia privata e farmacia comunale: dove si guadagna di più?

Dove conviene lavorare, in una farmacia privata oppure in una farmacia comunale? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro confronta i due CCNL da un punto di vista retributivo.

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Posizione 4 – Farmacie: come funziona il servizio notturno?

Quando è dovuto il diritto di chiamata? In quali casi il farmacista può rifiutarsi di intervenire? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento ai cittadini, che spesso in buonafede ignorano i meccanismi di funzionamento del servizio notturno.

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Posizione 3 – Il falso problema della ricetta medica.

“Servirebbe la ricetta”, una delle frasi più pronunciate ogni giorno nelle farmacie italiane e che spesso genera discussioni e lamentele da parte dei clienti. In questo editoriale, Farmacisti Al Lavoro vi racconta perchè- al netto di alcune inevitabili situazioni- quello della ricetta medica è un problema che non si pone.

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Posizione 2 – Il farmacista e lo stipendio da duemila euro al mese.

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro spiega come sfruttare i benefici fiscali di un regime misto dipendente / libero professionista, per guadagnare oltre 2000 € al mese senza lasciare il proprio posto di lavoro.

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Posizione 1 – Farmacista part-time e full-time: qual è lo stipendio?

Si leggono spesso domande riguardo alla retribuzione di un farmacista part-time. Per venire incontro a questa esigenza, abbiamo creato delle tabelle di riferimento di facile consultazione.

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