La seconda attività non professionale del farmacista

Ci scrive un collega impiegato part-time in una farmacia comunale, che intende svolgere una seconda attività non professionale. In questo caso meglio una collaborazione occasionale o l’apertura di partita IVA? Avrà problemi con l’ENPAF? Farmacisti Al Lavoro risponde.

Salve Dottore,
le scrivo per ricevere un chiarimento sulla compatibilità tra il lavoro di farmacista e un’altra attività lavorativa inquadrata con contratto di collaborazione o che preveda partita IVA. Attualmente lavoro come farmacista collaboratore in una farmacia comunale, con contratto a tempo indeterminato part-time, e usufruisco della riduzione contributiva ENPAF pagando il contributo di solidarietà. Ho ricevuto una proposta lavorativa come tutor in un master universitario, inizialmente con un contratto di collaborazione ed eventualmente come consulente con partita IVA. Vorrei sapere se tale attività lavorativa, da un punto di vista formale, sarebbe compatibile con quella di farmacista e se determinerebbe una variazione della mia situazione contributiva, comportando il pagamento di una rata ENPAF più elevata o addirittura della quota contributiva intera.
Dott. Matteo Trexato.

Partiamo dal presupposto che, trattandosi di attività non professionale, il collega non è obbligato in alcun modo nei confronti dell’ENPAF, e dal momento che è assunto a tempo indeterminato potrà continuare, se lo desidera, a versare il contributo di solidarietà. Non esiste alcuna incompatibilità legale o deontologica tra la professione di farmacista e qualunque altro lavoro, ad eccezione del medico, dell’odontoiatra e del veterinario. Quello che conviene fare dal punto di vista contributivo e fiscale, invece, dipende dal reddito lordo che il dottore prevede di produrre da questa attività. Distinguiamo essenzialmente tre casi: 1) se prevede di guadagnare meno di 4800 euro l’anno, gli conviene svolgere l’attività come collaborazione occasionale. In questo caso non sarebbe costretto a verrare alcun contributo, e pagherebbe solamente il 27% di tasse di cui il 20% come ritenuta d’acconto; 2) se prevede di guadagnare più di 4800 euro ma meno di 17000 euro, gli conviene aprire la partita IVA in regime forfettario. Questo regime gli è concesso se, come immagino, il suo reddito da dipendente è inferiore a 30.000 euro l’anno e non ha quote o partecipazioni societarie. Con questo regime pagherebbe solo il 15% di tasse mentre verserebbe i contributi alla gestione separata INPS, nella misura del 27.72%. In ogni caso, dovrà avvisare l’ENPAF che ha aperto la partita IVA per svolgere un’attività non professionale, comunicando anche il relativo codice ATECO in modo da non avere problemi con loro; 3) se prevede di guadagnare più di 17000 euro, allora gli conviene dichiarare che quella che svolge è attività professionale (l’ENPAF non avrebbe alcun interesse a dimostrare il contrario) e versare la quota intera. Infatti oltre la soglia di 17000 euro i contributi che sarebbero dovuti nella percentuale del 27.72% alla gestione separata superano la quota fissa di 4500 euro richiesta dall’ENPAF. Naturalmente se il reddito è compreso tra 17 e 30.000 il collega potrà ancora usufruire del regime forfettario. Dei vantaggi di un regime misto abbiamo già discusso in un precedente approfondimento.

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Autore: Farmacisti Al Lavoro

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2 pensieri riguardo “La seconda attività non professionale del farmacista”

  1. Salve Dottore,
    sono una farmacista specializzata in farmacologia medica e lavoro come ricercatrice in un’azienda farmaceutica, pertanto non esercito la mia professione. Tuttavia, al fine di partecipare ad eventuali concorsi sono iscritta all’ordine dei farmacisti e verso il contributo di solidarietà in quanto assunta a tempo indeterminato. Recentemente, un biologo con specializzazione in naturopatia mi ha chiesto di collaborare, aiutandolo nello sviluppo, produzione e prescrizione di integratori alimentari. Mi chiedevo se in quanto farmacista sono autorizzata alla prescrizione di integratori e se fosse necessario aprire la partita iva o era possibile svolgere l’attività come collaborazione occasionale.
    Grazie
    Dott.ssa Cristina

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