Il farmaco senza il farmacista: l’89% dei colleghi dice di no.

Federfarma, nella sua battaglia contro le parafarmacie, propone di abolire l’obbligatorietà del farmacista per la vendita dell’OTC. Che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

La battaglia tra farmacie e parafarmacie rischia di mietere una vittima illustre: il farmacista, che si ritroverebbe privato dell’esclusività del farmaco. La presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha dichiarato testualmente che è allo studio ” la possibilità di poter vendere specifici farmaci da banco di uso comune, anche al di fuori delle farmacie, senza la presenza obbligatoria di un farmacista”. Ma che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

Sei favorevole alla vendita dei farmaci da banco senza la presenza del farmacista?

  • No (89%, 237 Votes)
  • Si (11%, 30 Votes)

Total Voters: 267

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Il sondaggio ha coinvolto oltre 250 farmacisti, fra titolari e collaboratori. E il risultato non lascia spazio a ulteriori discussioni: l’89% dei colleghi non condivide la proposta di Federfarma. Ora, risultati alla mano, attendiamo una presa di posizione in merito da parte della Federazione dei Farmacisti, che abbiamo cercato di contattare con una lettera aperta.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

13 pensieri riguardo “Il farmaco senza il farmacista: l’89% dei colleghi dice di no.”

  1. Togliere il farmacista alla parafarmacia dal mio punto di vista è il modo migliore per allontanare i clienti dalla parafarmacia senza il consiglio dal mio punto di vista il farmaco perde il suo valore

    1. Infatti è una proposta dei titolari di farmacia che dall’alto del loro Feudo, guadagnato con lo ius sanguinis, cercano di svilire il lavoro di chi è nato senza titolo nobiliare ma si è guadagnato il successo sul campo.

      Ovviamente dopo basta poco per far passare il concetto –> Parafarmacia = Posto dove lavora gente non qualificata –> vai in farmacia che c’è un dottore vero!

  2. sono un farmacista da circa cinquant’anni ne ho viste durante la mia attività ma ora stiamo superando ogni limite per caso i medici hanno delegato agli infermieri la loro attività noi invece ci siamo fatti spodestare da quel ex segretario PD che ha oltre tutto una moglie farmacista credo e per avere suffragi elettorali si inventò le parafarmacie pensate non l’hanno voluto neanche come presidente del consiglio alla nostra presidente suggerisco di non lasciarsi andare a concessioni noi abbiamo una arma che può farsaltare qualsiasi governo la sospensione della diretta usiamo un pò la tattica della cgl degli anni sessanta saluti

    1. Bravo collega, condivido in pieno il tuo penaiero.Io dono farmavista da 12anni, ho lavorato nelle due realtà, in tutti questi anni, perché assunta con contratto determinato. In tutti questi anni ho letto di tutto, si chi lavorava nella parafarmacia, la prima fra tutte l’essere stato etichettato come fruttivendoli dalla ministra LORENZIN…..ora, leggere che questo PDF possa essere venduto anche da non aspetto del.mestiere, non fa che convalidare la teoria della LORENZIN senza tener conto dei sacrifici e degli anni che si occupano nel raggiungere la LAUREA IN CTF O FARMACIA…perché ricordiamoci che SIAMO TUTTI COLLEGHI…grazie. e buona giornata da FRANCESCA Pelle

  3. La presenza del farmacista è necessaria anche quando si vende un farmaco da banco. Non dobbiamo dimenticare mai la nostra professionalità, ma anzi la dobbiamo coltivare giorno per giorno con serietà e consapevolezza. La proposta della presidente di Federfarma mi sembra lesiva per tutta la categoria e non solo per i colleghi che lavorano nelle parafarmacie. È proprio nella vendita e nel consiglio del farmaco da banco che spesso viene fuori la nostra capacità di consigliare ed educare la clientela all’uso appropriato e consapevole del farmaco . Mi rattrista vedere come siamo mal rappresentati e difesi da una federazione così importante!

  4. Io credo , da farmacista titolare di Parafarmacia, che la Racca, Mandelli e co. sono molto a stretto contatto con i politici che votano o stralciano gli emendamenti che fisiologicamente stanno indirizzando la farmacia ed il farmacista ,verso l’evoluzione. Di conseguenza tramite i soldoni ( compresi quelli dei parafarmacisti )foraggiano questi politici per far valere le loro ragioni.
    In pratica stanno soffocando il futuro dei giovani per continuare a tenersi strette le loro poltrone.
    Basta pensare alla questione Fascia C si o no nelle parafarmacie, alla fine il No del Ministro Lorenzin ” i medicinali non possono stare vicino alle banane ed alle mortadelle ” è risultato parere vincolante per lo stralcio dell’emendamento.
    Poi si vede giorni dopo Racca e Mandelli che brindano a cena col ministro.
    Quando sorgeranno le Farmacie ENI O APPLE o quant’altro, IO BRINDERÒ SULLE VOSTRE.SARACINESCHE, CHIUSE.

  5. Affermazioni che avrei creduto di poter sentire da un “Farmacaio”. Non da un rappresentante di categoria.

  6. Perché non relegarci alla professione di stacca-fustelle dopo questa benemerita riforma ?
    D’altra parte è quello a cui puntano le istituzioni che dovrebbero regolarci, o meglio che regolano i loro esclusivi interessi. Se ora vogliono toglierci pure la vigilanza ed i consigli sugli OTC allora siamo veramente alla frutta e come scritto da Mariano penso anch’io che tra un pò vedremo catene di farmacie acquistate con tanto di logo ed insegne ammiccanti.
    Che brutta fine sta facendo la professione di farmacista in questo paese..
    Vi invito a leggere questo articolo pubblicato su Linkedin per trarne il proprio punto di vista:
    https://www.linkedin.com/pulse/il-farmacista-anaffettivo-andrea-verzola

  7. Vorrei ricordare, da farmacista e farmacologo, alla collega Racca che gli OTC, per quanto ritenuti “sicuri”, non sono esuli da effetti collaterali e interazioni al cui monitoraggio puó e deve essere chiamato esclusivamente il farmacista e il medico. Permettere la vendita ai non farmacisti dei “sicuri” OTC lo considererei lesivo verso la salute di pazienti cronici e politrattati. I farmaci non sono caramelle da drogheria. Poi pubblicizzano tanto l’evoluzione del farmacista, mi sembra invece un’involuzione questa proposta.

  8. Poi Federfarma non ha capito che mettendo l’OTC a libera vendita, senza farmacista, quei medicinali “da consiglio” caleranno sempre più di prezzo (perchè aumentando l’offerta si abbassano anche i prezzi) e a loro rimarrà di profittevole solo la distribuzione SSN

    (come tagliarsi le ***** per far dispetto alla moglie)

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