Il futuro del farmacista galenico

Il farmacista galenista è una specie in estinzione? Ha ancora senso, per un neolaureato, specializzarsi in galenica? Quanti posti di lavoro ci sono per farmacisti galenisti? La risposta in questo approfondimento con intervista con due galenisti d’eccezione.

L’università italiana prepara il farmacista a fare un sacco di cose di cui non si dovrà mai preoccupare.

L’università italiana prepara il farmacista a fare un sacco di cose delle quali, nella pratica quotidiana, non si dovrà mai preoccupare. Gli insegnamenti appresi nei corsi di analisi quantitativa, analisi qualitativa e tecnologia farmaceutica sono molto più sviluppati rispetto alle reali necessità, almeno per la maggior parte dei farmacisti, che si dovranno barcamenare fra il banco e il retrobottega senza dover mai toccare un mortaio. Alla luce dell’attuale modello di farmaceutica territoriale, in questo approfondimento ci vogliamo chiedere: il farmacista galenista è una specie in estinzione? E, in surbordine, ha ancora senso per un neolaureato specializzarsi nella galenica? Farmacisti Al Lavoro lo ha chiesto a due galenisti d’eccezione, il dottor Mario Izzo e il dottor Marco Ternelli, che sulla galenica hanno costruito la loro carriera.

Mario Izzo, presidente dell’Associazione Galenisti Italiani, si è laureato in farmacia a Napoli nel 1989. Ha ricoperto per tre anni il ruolo di assistente universitario, quindi si è specializzato in omeopatia, cosmesi, fitoterapia e infine in galenica con un master di secondo livello a Camerino. Nel 2002 ha pubblicato il libercolo “La galenica nelle preparazioni dietologiche”, e sta preparando un secondo libro dal probabile titolo di “Le erbe e il farmacista”. Proviene da una famiglia di militari, ed è egli stesso ufficiale farmacista con incarico fiduciario nella Croce Rossa Italiana.

Mario, intanto toglici questa curiosità: che cosa fa un farmacista nella Croce Rossa? <Controlla il magazzino, le scorte di farmaci, le apparecchiature medicali e le ambulanze militari. Inoltre deve preparare i PMA- posti medici avanzati- in caso di emergenza: io quest’anno ne ho preparati quattro. Poi ci sono ruoli specifici per ogni corpo: ad esempio, in marina dovevo preparare le stazioni, un ruolo molto tecnico e delicato>.

Di che cosa ti occupi adesso? <Attualmente insegno al master in fitogalenica del prof. Firenzuoli, inoltre collaboro con un’azienda che produce apparecchiature per la galenica. Sono stato molto a lungo un titolare di farmacia, prima di dedicarmi a questa nuova esperienza. E sono presidente dell’AGI, l’Associazione Galenisti Italiani>.

Il farmacista galenico è una figura in estinzione? <Secondo me no, pensa che solo nell’AGI siamo 4400 iscritti. Vedo interesse e passione, e secondo me in futuro la galenica non sarà più così di nicchia. In ogni caso, è il farmacista galenico a doversi proporre nella sua attività. Ti faccio questo esempio: già molto tempo prima dell’avvento degli integratori di Riso Rosso industriali, assieme a un team di endocrinologi e diabetologi avevamo sviluppato un’associazione di monacolina con carnitina per trattare la dislipidemia associata ad insulino-resistenza. A questo preparato si associava poi l’ubidecarenone per ridurre il rischio miocardico. Ciò che voglio dire è che la galenica offre al farmacista la possibilità unica di fare ricerca, inoltre richiede competenze estremamente ampie, impegno e dedizione: bisogna leggere gli articoli su PubMed, seguire le norme di buona preparazione, valutare tutte le incompatibilità chimico-fisiche. Inoltre è importante anche il ruolo di vigilanza sulle prescrizioni galeniche, che spetta solo al farmacista. Bisogna rispettare il percorso di qualità del preparato galenico dall’ideazione alla dispensazione>.

Quindi secondo te ha ancora senso per un giovane farmacista specializzarsi in galenica? <Più che altro mi piacerebbe che molti colleghi seguissero questa strada, perché sarebbe un ritorno al ruolo naturale del farmacista>.

Ci è piaciuta molto l’idea della galenica che in poche parole ci ha saputo trasmettere il dottor Izzo: un settore estremamente professionalizzante per il farmacista, che in questo modo può svolgere a tutto tondo ciò per cui ha studiato. D’altra parte, come Farmacisti Al Lavoro abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti più pratici. Abbiamo intervistato a questo fine il dottor Marco Ternelli, delfino dell’omonima farmacia e fondatore del sito internet farmagalenica.it, motore di ricerca per le preparazioni galeniche in Italia.

Ciao Marco. Intanto, ci piacerebbe avere qualche numero. Fra le diciottomila farmacie italiane, quante si occupano di galenica? <Ti posso dire che nel circuito Farmagalenica, attualmente, ne abbiamo censite 800. Quindi possiamo stimare un migliaio, anche se non tutte fanno galenica con la stessa intensità>.

Le farmacie riescono a vivere con la galenica? <Si, ma non è facile. Tre anni fa viaggiavamo attorno al migliaio di preparazioni l’anno, e fatti i conti abbiamo scoperto di essere in passivo in quel reparto. Adesso però siamo passati a quattromila preparazioni l’anno, e siamo tornati in attivo. Da questo punto di vista, aiutano moltissimo i preparati officinali, perché se fai un lotto di sciroppi perdi tre ore di lavoro e ti bastano per due mesi>.

Pensi che le farmacie del circuito Farmagalenica sarebbero disposte ad accogliere, come stagisti, dei farmacisti appassionati che volessero fare pratica di galenica? <C’è sicuramente disponibilità da parte delle farmacie. Premetto che per varie ragioni non sono favorevole agli stagisti assunti per stare al banco, mentre trovo che un tirocinio sia fondamentale per entrare nel mondo della galenica, al quale l’università prepara poco. Poi ai nostri stagisti diamo più dei 500 € indicati dalla legge come il minimo, arriviamo anche a 900 € netti al mese>.

Ma una volta terminato questo tirocinio, si trova lavoro come galenisti a tempo pieno? <Degli ultimi sei stagisti che abbiamo avuto, due li abbiamo assunti noi e due hanno ricevuto richieste da varie parti d’Italia, ovviamente da grosse farmacie specializzate in galenica>.

Un galenista guadagna di più di un farmacista non specializzato? <Da contratto no. In ogni caso, visto l’impegno, la dedizione e la responsabilità dei colleghi galenisti, noi scegliamo sempre di mettere un premio in busta paga>.

Oltre alla pratica, quali corsi consigli a un farmacista che voglia specializzarsi in galenica? <Io personalmente mi sono trovato molto bene con i corsi di galenica di Peter Jager, che coniugano un’ottima teoria con la giusta dose di pratica>.

In definitiva, anche secondo te c’è futuro per la galenica in farmacia? <Si, anche se molto dipende dal futuro normativo. Probabilmente, con l’avvento di farmaci sempre più innovativi, saranno i galenisti a dover preparare alcuni dei farmaci che oggi sono di uso comune. Però è necessario aggiornare le tabelle di farmacopea, e rivedere la lista degli attivi vietati. Il mio auspicio è che questo aggiornamento venga fatto da persone competenti, cosa che non sempre avviene>.

I numeri non consentono a tutti i farmacisti di specializzarsi in galenica, ma c’è sicuramente spazio per i più appassionati.

Ci uniamo all’auspicio del dottor Marco Ternelli, che ringraziamo per la disponibilità. Sia lui che il presidente dell’AGI, dottor Mario Izzo, sostengono un ruolo centrale della galenica. Mario ci ha mostrato quanto questa possa essere qualificante dal punto di vista professionale, in quanto offre la possibilità di fare ricerca e lavorare con team di specialisti, fino a diventare protagonisti nella cura delle malattie, mentre Marco ci ha guidato in alcuni aspetti più pratici. Naturalmente, i numeri non consentono a tutti i farmacisti italiani di specializzarsi in galenica, ma sicuramente c’è posto per i più appassionati, i più intraprendenti, in altre parole i farmacisti che non si accontentano. Buon lavoro a tutti i farmacisti!

© Riproduzione riservata

Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

Un commento su “Il futuro del farmacista galenico”

  1. Sono figlia e nipote di farmacisti galenici x eccellenza mio padre chimico farmacista e medico mi ha insegnato con grande amore l’arte della galenica e nella mia farmacia che dirigo da più di 25 anni continuo a fare preparazioni magistrali come da tradizione . Economicamente non è certo un gran guadagno ma il fatto di essere conosciuti come farmacia galenica mi fa grande onore la mia passione x la galenica mi ha dato la forza e l’entusiasmo di fare il mio vero mestiere …. il resto non è altro che dici ebdenza dalle asl di competenza e credetemi non da nessuna soddisfazione! Il vero farmacista è colui che prepara

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