Abolizione dei voucher: attenti alle collaborazioni occasionali con ritenuta d’acconto.

Ci scrive una collega che fino a poco tempo fa faceva sostituzioni a voucher. Come potrò farmi pagare in futuro senza aprire partita IVA? Il consiglio di Farmacisti Al Lavoro: non emettere ricevute di collaborazione occasionale con ritenuta d’acconto, perchè rischi davvero grosso.

Salve, vi leggo spesso. Sono una farmacista pugliese, attualmente disoccupata. Talvolta mi capita di fare qualche sostituzione in una farmacia della mia provincia, la quale mi retribuisce in voucher. Adesso che i voucher sono stati aboliti, come posso farmi pagare senza aprire la partita IVA? Posso usare per esempio la collaborazione occasionale? Cordialmente, Amy Darone.

Il decreto legge sui voucher ha punito tutti quanti, soprattutto i molti datori di lavoro onesti che usavano i voucher secondo la legge.

Purtroppo, Amy, l’Italia non è il paese delle mezze misure. Fino a poche settimane fa, le farmacie che avevano bisogno di una sostituzione di qualche giorno e i farmacisti che volevano fare qualche extra potevano contare su uno strumento retributivo che, quando usato secondo la legge, era molto utile: il voucher INPS. L’argomento voucher ha spesso diviso la categoria, in quanto sono emersi fenomeni di abuso-  come quello del farmacista di Perugia che veniva retribuito in voucher per quella che era, a tutti gli effetti, una prestazione continuativa- e di sfruttamento- farmacisti retribuiti a un voucher l’ora, come dei raccoglitori di pomodori. Il Decreto Legge 25/2017 ha deciso, per punire gli abusi, che si poteva tutto sommato punire tutti quanti, anche i datori di lavoro onesti- che sono la maggior parte- che stavano usando i voucher secondo la legge, abolendoli tout court. Chi ne avesse ancora li potrà utilizzare fino al 31/12/2017, chi li ha esauriti non li puo’ più nemmeno acquistare.

Il farmacista che emetta anche una singola ricevuta di prestazione occasionale rischia di essere costretto ad aprire la partita IVA, e a dover pagare all’ENPAF 4500 €, pari al contributo intero.

Ma veniamo al tuo quesito, Amy. La risposta alla tua domanda è: nessuno, a parte ovviamente il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato. Infatti, l’unico strumento rimasto per svolgere un lavoro occasionale in regola è per l’appunto la collaborazione occasionale, la quale però, come chiarito da una circolare ENPAF già nel 2013, non può essere utilizzata dai professionisti iscritti agli albi e quindi nemmeno dai farmacisti. Ti chiedo di fare attenzione a quello che sto per dirti, perchè è molto importante: qualche farmacia potrebbe proporti ugualmente di lavorare per loro emettendo una ricevuta di collaborazione occasionale, magari perchè “il consulente del lavoro gli ha detto che è tutto a posto”. Si, è tutto a posto, ma per loro. Infatti, se emetti una ricevuta di prestazione occasionale per svolgere attività professionale sei solo tu a rischiare. Che cosa rischi? Essenzialmente due cose: che l’Agenzia delle Entrate ti contesti l’occasionalità della prestazione, costringendoti ad aprire comunque la partita IVA, e che l’ENPAF di conseguenza ti costringa a versare il contributo intero, pari a 4500 € l’anno. Questo indipendentemente dall’importo che hai fatturato, fosse anche di soli 100 €. Sei sicura che ne valga la pena?

Nota: è possibile invece, anche per i farmacisti, utilizzare la prestazione occasionale per svolgere attività non professionali, come per esempio le ripetizioni scolastiche. Clicca qui se vuoi saperne di più.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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5 pensieri riguardo “Abolizione dei voucher: attenti alle collaborazioni occasionali con ritenuta d’acconto.”

  1. ok per i profesionisti. Ma vale lo stesso discorso per una attività qualunque? Graziew.

    1. No, per svolgere attività non professionale la collaborazione occasionale è un ottimo sistema.

  2. Buon giorno,
    sono una libera professionista. Mi piacerebbe avere la tabella onoraria nazionale:diurna e notturna dei liberi professionisti.
    Grazie
    Maria

    1. Ciao Maria, ad oggi non esistono degli onorari professionali prefissati per cui la contrattazione è libera. Un giusto onorario si aggira attorno ai 30€ l’ora per il diurno e 180-200€ per il notturno, in ogni caso in funzione dell’esperienza e della durata della prestazione. Un saluto!

  3. Salve,
    Perciò lei mi sconsiglia di intraprendere la strada della collaborazione occasionale per arrotondare il mio stipendio? Avevo pensato di coprire qualche turno nei week end facendomi pagare con ritenuta d’acconto cercando di non superare il tetto delle 350/400 euro mensili e versando all’enpaf solo il contributo di solidarietà….piano fallito allora! Grazie

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