Dieta Lemme: quando la moda puo’ essere pericolosa.

Una dieta senza nulla di geniale, la cui fama sembra dovuta più al personaggio che al background scientifico. Alcuni elementi positivi, ma anche dei seri rischi per la salute. In questo intervento esclusivo la dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta il metodo Lemme.

La dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta la dieta Lemme dal punto di vista scientifico.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati spesso dell’argomento “farmacista nutrizionista”. Abbiamo chiesto ai colleghi se si sentano abbastanza competenti per fare i nutrizionisti, abbiamo confrontato il percorso formativo dei farmacisti con quello dei biologi e abbiamo pure intervistato una collega che esercita entrambe le professioni. Chi invece, fra i nostri colleghi, sembra non essersi fatto particolari scrupoli a presentarsi come nutrizionista è il dottor Alberico Lemme. Aldilà delle considerazioni etiche sul fatto che questo collega svolga un’attività che ai farmacisti non è ancora pienamente consentita dalla legge, da un po’ di tempo molti di noi si chiedono: la sua dieta funziona? Oppure è pericolosa per la salute? Non essendo competenti in materia abbiamo intervistato un’esperta, la dottoressa Valentina Suerz, che esercita sia come farmacista che come biologa nutrizionista in libera professione, e inoltre cura tematiche nutrizionali con grande attenzione e rigore scientifico sul suo blog, Alimentazione su Misura. Ecco dunque che cosa ci ha raccontato Valentina, con le sue esatte parole.

La dottoressa Suerz

La visita di Lemme sembra più un processo di iniziazione, tanto che il paziente viene chiamato “cadetto”.

Il fenomeno mediatico. <Nel primo mese puoi perdere da 7 a 10 kg, hai capito o no, ciccione?> Così esordisce Lemme al suo primo appuntamento col paziente, o meglio con il cadetto. Eh si, perchè la sua visita sembra più un procedimento di iniziazione, in cui il dottore vuole mettere in chiaro la sua autorità ed il ruolo di subordinato del malcapitato.
Già il fatto che il suo sito internet si chiami filosofialimentare.it induce a pensare che si tratti di una specie di accademia a stampo paramilitare, e non davvero di una scienza. E si sa, in un’accademia non tutti vengono presi. Personaggi come Paolo Villaggio e Platinette sono stati esclusi dal suo programma, perché non ritenuti idonei a seguirlo e naturalmente non a causa del prezzo, pari a 200 euro più IVA a cui vanno poi sommati i costi delle consulenze telefoniche e dell’acquisto del suo libro, per un totale di circa 600 euro mensili. Troppi, troppo pochi? Ovviamente dipende dai punti di vista. Star come Flavio Briatore e Manuela Arcuri sicuramente non fanno fatica a raggiungere una cifra simile, ma per la gente comune che fa difficoltà ad arrivare a fine mese, si tratta di un costo importante. Vale veramente la pena spendere tutti questi soldi? Ormai è diventato più popolare lui del papa. Lo invitano a talk show, ne parlano i quotidiani, le riviste, internet.

Lemme non parla di dieta, ma di “filosofia alimentare”, in modo da non incorrere nell’abuso di professione.

Alberico Lemme. Ma chi è questo Alberico Lemme? Nato nel 1958 a Desio, Lemme si definisce dietologo, pur essendo solo un farmacista. E dico “solo” non per denigrare la categoria dei farmacisti (lo sono anche io, fra le altre cose) e la loro professionalità, ma perché per legge il farmacista non è abilitato al rilascio di alcun tipo di dieta. Solo il medico ed il biologo nutrizionista lo possono fare. Così Lemme è stato molto furbo ed ha chiamato la sua dieta “filosofia alimentare”, non propone regimi grammati ma dei percorsi di educazione, di conseguenza nessuno lo può accusare di abuso di professione. Sta, inoltre, portando avanti una battaglia ferrea e molto discutibile su una nuova figura professionale, il farmacista consulente alimentare.

Il calo ponderale proposto è di 7-10 kg al mese, una quota che ha senso solo nei grandi obesi.

Il metodo. Il metodo consta di due fasi: la prima è quella del dimagrimento, un periodo che dura fino a che non si raggiunge l’obiettivo che ci si è posti, tenendo presente che si avrà un calo ponderale che varia dai 7 ai 10 kg al mese. Terminata la prima fase si passa alla seconda, quella dell’educazione alimentare, la cui durata è di circa tre mesi. Durante questo periodo si inseriscono settimanalmente cibi fino a quel momento proibiti e ricette personalizzate arricchendo il menu settimanale. Fin qui nulla di strano. Qualsiasi nutrizionista ti prospetta generalmente una fase iniziale più rigida per poi passare alla dieta di mantenimento una volta raggiunto il peso ideale.
Parlare però di perdite di peso così elevate ha senso solo nei grandi obesi. In tutte le altre persone, soprattutto in quelle che hanno da perdere solo pochi kg, questo significherebbe solo andare a ridurre la massa magra. E come ho già detto più volte in altri articoli sul mio blog, questo processo è semplicemente l’anticamera per il ritorno verso il sovrappeso.

Le regole: nessun conteggio calorico, rispetto degli orari, niente sale e zucchero, non accostare proteine e carboidrati.

I punti cardine. La dieta Lemme si caratterizza per pochi e semplici punti:
1. NESSUN CONTEGGIO DELLE QUANTITA’ e DELLE CALORIE: in nessun punto della sua dieta si parla del concetto di porzione, per cui il cadetto può mangiare quanto vuole degli alimenti concessi.
2. RISPETTO DEGLI ORARI: la prima colazione andrebbe fatta entro le 9.30, il pranzo tra le 12 e le 14, la cena tra le 19 e le 21.
3. NIENTE SALE e NIENTE ZUCCHERO o DOLCIFICANTI: lo zucchero semplice e gli edulcoranti causano aumento dell’insulina, il principale ormone responsabile dell’aumento di peso. Secondo Lemme la stessa cosa accade nel caso dell’aggiunta di sale agli alimenti, per cui bandito completamente anche nell’acqua della pasta.
4. NESSUN ACCOSTAMENTO TRA PROTEINE E CARBOIDRATI: mai mangiare cibi ricchi di proteine e di carboidrati all’interno dello stesso pasto.
5. ALIMENTI CONCESSI: carne, pesce, uova, pasta anche in grosse quantità purché solo a colazione e mai associata a fonti proteiche, caffè, té, acqua, olio di oliva, burro, spezie per sostituire il sale.
6. ALIMENTI VIETATI almeno all’inizio: pane, latticini, pomodori, carote, dolci, frutta, vino, aceto. Secondo Lemme, infatti, non solo i latticini ed i carboidrati possono aumentare l’insulino-resistenza, ma anche alcuni ortaggi, come il pomodoro e la carota.

Alcuni elementi hanno una base scientifica, ma alcune affermazioni del farmacista di Desio hanno del delirante.

I pro della dieta Lemme. Non è mai tutto bianco e nero, quindi anche nella dieta Lemme ci sono alcuni pro, ovvero fatti che trovano un fondamento scientifico.
1. SFRUTTA I RITMI CIRCADIANI: il fatto di imporre degli orari in cui assumere i pasti è di per sé un concetto molto importante, perché ogni ormone ha una sua circadianità e seguire un ritmo è fondamentale, soprattutto in quest’epoca in cui di regolarità ce n’è rimasta ben poca.
2. NON TIENE CONTO DELLE CALORIE: purtroppo molti nutrizionisti per far dimagrire una persona usano ancora la banale equazione che ciò che entra deve essere minore di ciò che esce. Quindi, cercano di stimare il fabbisogno energetico giornaliero e da lì creano un deficit calorico di mediamente 500 kcal, senza contare cosa stanno togliendo. La verità è che “una caloria non è una caloria”, vale a dire che ridurre 500 kcal da carboidrati, piuttosto che da proteine o da lipidi per l’organismo non è la stessa cosa. Ogni molecola ha un suo ruolo ben preciso, quindi più che fissarsi sulle calorie, sarebbe meglio puntare a quanti macronutrienti pro/kg dare ad una persona.
3. SFRUTTA L’INDICE GLICEMICO: Lemme dà molta importanza all’indice glicemico, ovvero a quanto velocemente sale la glicemia dopo aver consumato un pasto rispetto ad uno alimento considerato standard (glucosio o pane bianco). Questo perché a questo parametro si correla anche l’indice insulinemico, ovvero a quanto velocemente sale l’insulina a seguito dell’ingestione di un pasto.
4. COMPLIANCE: almeno all’inizio la persona segue facilmente la dieta, perché, anche se limitata ai cibi concessi, può mangiare “ad libitum”. Inoltre, almeno nel primo periodo, il cadetto viene seguito personalmente da Lemme ogni due giorni, quindi anche questo può aumentare le possibilità di successo.

Contro.
1. NON ESISTE IL CONCETTO DI PORZIONE: Lemme fa presente ai suoi discepoli che possono mangiare ciò che vogliono tra gli alimenti concessi, rischiando quindi spesso che il malcapitato possa ad esempio trovarsi a mangiare 500 g di carne oppure 4-5 uova contemporaneamente. Ora se succede sporadicamente, non ci sono problemi, ma non facendo davvero un’educazione alimentare, la persona non capirà mai qual è la reale quantità che deve mangiare per stare davvero bene. Così finito il programma, probabilmente tornerà come prima o forse peggio.
2. PERCHE’ MAI ABOLIRE IL SALE COMPLETAMENTE? In un articolo dedicato alla cellulite, ho spiegato come l’eliminazione completa del sale possa comportare il risultato opposto all’atteso e questo perché vengono attivati degli ormoni che sono in grado di ricreare l’omeostasi. Quindi togliere completamente il sale equivale a trattenere più sale. Che poi quest’ultimo sia responsabile di una variazione dell’indice glicemico degli alimenti, non è mai stato provato.
3. CARICO GLICEMICO: sembra che Lemme non lo conosca affatto. Condivido pienamente l’idea di non considerare le calorie, ma piuttosto l’impatto che i macronutrienti hanno sulla glicemia. Apprezzo, quindi, il fatto che ridimensioni latticini e carboidrati, ma riterrei altrettanto opportuno valutare accanto all’indice glicemico anche il carico glicemico. Questo ci dà un’indicazione di quanti carboidrati sono realmente presenti in quell’alimento e di quanto questi impattino sulla glicemia. Ecco, quindi, che un alimento come la carota, vietatissimo dal programma, può in realtà essere consumato tranquillamente. Quest’ultima, infatti, se consumata bollita, teoricamente ha un indice glicemico elevatissimo, pari a 90. Tuttavia, una carota contiene soltanto 8 grammi circa di carboidrati su cento grammi di parte edibile. Ciò significa che, per rapportare l’aumento della glicemia indotto da 50 g di glucosio, sarebbe necessario assumere circa 600 g di carote. Un quantitativo davvero esagerato e praticamente impossibile da raggiungere. In altre parole, se si considerano porzioni ragionevoli, anche se l’indice glicemico è elevato, l’effetto sulla glicemia può essere minimo. Per quanto riguarda il pomodoro, nessuno studio scientifico ha mai dimostrato che induca aumento dell’insulina, anzi semmai il contrario.
4. DIETA LOW- CARB: tendenzialmente si tratta di una dieta a basso tenore di carboidrati. Dico tendenzialmente perché non essendoci in realtà una porzione ben definita, la mattina il cadetto potrebbe tranquillamente svegliarsi ingurgitando mezzo kg di pasta, vanificando quindi anche gli effetti di una low-carb. Comunque, in generale questo tipo di diete comportano una drastica riduzione del peso in tempi relativamente rapidi. Bisogna, però, vedere cosa è stato perso. Un discorso è perdere peso, un altro è dimagrire. Perdere peso è facile: si può perdere acqua oppure ancora peggio massa magra. Ma se ciò succede non si è dimagriti, si ha commesso un errore madornale. Errore che può costare anni di sacrifici e rinunce per tornare indietro.
5. LEMME AFFERMA CHE LA FRUTTA INDUCA I TUMORI: come dico sempre bisogna contestualizzare. Quanta ne mangi? Quando la mangi? Tutto fa male se se ne fa un abuso. Anni di alimentazione sbagliata con zuccheri in eccesso, contenuti anche nella frutta, possono causare neoplasie. Ma affermare che quest’ultima sia di per sé causa di malattie mi sembra veramente assurdo. La frutta, consumata nelle porzioni giuste, è fonte di antiossidanti e di fibra, tutte molecole che semmai ci proteggono dall’insorgenza tumorale.
6. ATTENZIONE ALLE PERSONE AFFETTE DA DCA: sinceramente sono molto preoccupata per tutti quelli che, affetti da disturbi del comportamento alimentare (DCA) di varia natura, possano recarsi dal “dottore”, sentendosi additare come il “ciccione”di turno. Forse questo non andrà ulteriormente a ledere la sua già scarsa autostima, facendolo ripiombare nel baratro della malattia?
7. INUTILITÀ DELLO SPORT: questa tra tutte forse è la peggiore affermazione di Lemme. È vero che da sola l’attività fisica non consente di raggiungere l’obiettivo, ma se abbinata alla giusta dieta, allora si che il miracolo può avvenire. Associare un regime dietetico corretto alla giusta quantità di esercizio aerobico, che migliora la sensibilità insulinica, ed anaerobico, per aumentare il tono muscolare, ti consentirà di dimagrire veramente, perdendo massa grassa ed acquistando massa magra.

La dieta viene difesa dai cadetti, ma non ha nulla di geniale. Molto probabilmente si deve al personaggio, ma il fatto che Lemme appaia in sovrappeso dovrebbe farci venire qualche dubbio.

Conclusioni. Nonostante i vari cadetti difendano a spada tratta il loro mentore, la dieta Lemme non ha nulla di geniale. E’ una classica low carb con un’attenzione in più su quando assumere gli alimenti e sulle loro associazioni. Alcune sue affermazioni poi sono veramente deliranti e frutto unico della sua mente, assolutamente non supportate da alcuno studio scientifico. Diciamo che questa dieta è diventata così famosa per via del personaggio più che per i concetti che vi stanno dietro. Ormai chiamare Lemme significa avere lo share alle stelle e, quindi, tutti lo vogliono. Tuttavia, il fatto che Lemme stesso sembri in sovrappeso non ti fa venire qualche dubbio sull’efficacia a lungo termine del suo programma e sui possibili effetti collaterali? Io qualche domanda me la farei.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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9 pensieri riguardo “Dieta Lemme: quando la moda puo’ essere pericolosa.”

      1. Riguardo a questo bisognerebbe interpellare l’ordine, perché una figura simile non fa altro che buttare fango sulla medesima professione. Questo senza togliere il fatto che il citato ordine è retto sulla base di menzogne e l’interesse di pochi, quindi dubito verranno presi provvedimenti nei suoi confronti.

        Personalmente trovo Lemme una persona viscida, ma dall’altra anche furba perché non può essere accusato di abuso di professione (come citato nell’articolo), ed anche perché nessuno obbliga le persone che lo consultano a pagarlo profumatamente per farsi consigliare una dieta di dubbia utilità.
        Basterebbe ricordarsi della famosa dieta Dukan e di come è andata a finire, ma allo stesso modo esistono ancora persone che la seguono pur di fronte alle evidenze scientifiche.

        1. Caro Mattia grazie per il commento all’articolo. Concordo pienamente che debba essere presa una posizione certa da parte di chi dovrebbe tutelare una professione. Purtroppo nonostante citazioni varie non è stato fatto nulla di concreto non solo nei confronti di Lemme ma anche nei confronti di miriadi di altre persone che si spacciano professionisti della nutrizione non avendo alcun titolo per farlo. Almeno il sig. Dukan era un medico e anche se la sua dieta può essere più o meno condivisibile lui i titoli per fare questo mestiere li ha. Qui invece parliamo di persone che per legge non sono autorizzate a farlo e comunque continuano a svolgere una professione che non gli compete. C’è da dire comunque che finché ci sarà gente disposta a pagare fior fiore di soldi per un appuntamento da queste persone, sarà molto difficile arginare il fenomeno

          1. infatti dukan l hanno radiato dall albo dei medici.. lemme esce assolto da ogni denuncia.

          2. La legge dice che il Farmacista non può rilasciare diete, quindi non abilitato, nè all’interno della Farmacia nè all’esterno della Farmacia. Ciò significa che a maggior ragione non possono fare certe puttanate, come il rilascio di Diete a soli 10 euro in Farmacia per vendere gli integratori, che possono essere venduti con le promozioni come fanno gli altri commercianti quando hanno in giacenza i prodotti da molto tempo.
            Se i Farmacisti fanno queste cose, non ha più senso la professione di Biologo-Nutrizionista, così tutti i Nutrizionisti devono cambiare lavoro oppure faranno la fame.
            Ognuno deve fare il proprio lavoro, rispettando il lavoro e le competenze altrui, quindi il Farmacista deve fare il Farmacista ed il Nutrizionista deve fare il Nutrizionista.
            Cordiali saluti.

          3. La sua dieta è solo una presa in giro. I Farmacisti, che fanno cose che non sono di loro competenza come il rilascio di diete, che non possono essere rilasciate nè all’interno nè all’esterno della Farmacia, devono essere puniti severamente, solo così si può reprimere questo disgustoso fenomeno che non giova alla classe professionale dei Biologi-Nutrizionisti.
            Cordiali saluti.

          4. Dott.ssa Suerz, l’equazione ciò che entra deve essere minore di ciò che esce, è un’invenzione del Signor Lemme per screditare la figura del Nutrizionista.
            L’equazione è la seguente: ciò che entra deve essere minore di ciò che si introduceva nel precedente regime alimentare scorretto.
            Ciò che entra deve essere di qualità e non di quantità per evitare eventuali carenze nutrizionali.
            Ribadisco ciò che ho già detto: ognuno deve fare la propria professione senza intromettersi in settori che non sono di sua competenza.
            Cordiali saluti

  1. Nei precedenti commenti sono stato severo nel dare certi giudizi. Deve esserci a mio giudizio un accordo tra i rappresentanti dell’ONB e quelli dell’Ordine dei Farmacisti, affinchè si stabilisca un patto di non concorrenza che non vada a danneggiare nè la figura del Farmacista nè la figura del Nutrizionista.

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