Medici e farmacisti, studio: «Collaborazione è fondamentale per migliorare le cure»

Uno studio canadese ha sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione tra medici e farmacisti al fine di migliorare le cure per i pazienti.

Attuare una collaborazione stretta tra i vari professionisti della salute che prendono in carico i pazienti è di fondamentale importanza per una buona riuscita delle cure. A confermarlo è uno studio curato da un gruppo di ricercatori della School of Pharmacy e della School of Public Health and Health System dell’università di Waterloo, in Canada, assieme a colleghi della facoltà di Farmacia e Scienze farmaceutiche dell’università dell’Alberta, sempre nella nazione nord-americana.

Lo studio, intitolato «“My pharmacist”: Creating and maintaining relationship between physicians and pharmacists in primary care settings», ha sottolineato in particolare come farmacisti e medici siano «sempre di più incoraggiati ad adottare un approccio collaborativo nella cura del paziente e nell’erogazione di servizi sanitari. È noto infatti che in questo modo è possibile migliorare la sicurezza del paziente. Ciò nonostante, i farmacisti hanno affermato di riscontrare delle difficoltà nello sviluppo delle relazioni di lavoro interprofessionali». Il paper ha quindi constatato il fatto che «non esistono grandi conoscenze, ad oggi, in merito agli scambi tra farmacisti e medici in merito alle cure dei pazienti».

Per questa ragione gli autori dello studio hanno somministrato alcune interviste semi-strutturate a nove medici e 25 farmacisti. Ciò al fine di comprendere non solo i loro approcci, ma anche i ruoli e le responsabilità di ciascuno nella presente carico primaria del paziente. Le conclusioni alle quali sono giunti di ricercatori indicano che «una stretta relazione lavorativa tra farmacisti e medici non soltanto influenza la quantità di scambi ma anche il livello qualitativo della collaborazione stessa. I risultati della nostra analisi dimostrano inoltre che quando i medici hanno stabilito una relazione con uno specifico farmacista, ne percepiscono la positività del ruolo. Ma non allargano necessariamente tale opinione anche ad altri farmacisti».

Ne consegue che, secondo gli studiosi, è importante che ciascun professionista «comprenda quali sono i differenti ambienti di lavoro nei quali ciascun professionista può sentirsi in grado di utilizzare al meglio le proprie capacità, al fine di migliorare le cure». Occorre pertanto «immaginare sistemi che possano stimolare una collaborazione attiva, nonché strumenti di comunicazione al fine di assicurare una forte partnership interprofessionale».

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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