I professionisti della salute considerano buone le loro capacità comunicative

Uno studio spagnolo ha indagato la percezione che i professionisti della salute hanno rispetto alle loro capacità di comunicazione con i pazienti.

Qual è l’opinione dei professionisti della salute in merito alle loro capacità di stabilire una buona comunicazione con i pazienti, al fine di assumere decisioni inerenti le cure mediche? E qual’è l’impatto che tali relazioni hanno sugli esiti dei trattamenti somministrati?

A rispondere alla domanda è uno studio dell’ospedale universitario Reina Sofia e del dipartimento di Medicina forense dell’università di Murcia, in Spagna.

«Il processo di informazione al paziente – spiegano gli autori dell’analisi, intitolata “Perceptions of health professionals about the quality of communication and deliberation with the patient and its impact on the health decision making process” – è considerato un elemento centrale nell’ambito delle decisioni di carattere medico che devono assumere i professionisti della salute». Ma al di là delle mere informazioni fornite in modo obbligatorio a chi deve subire una cura, ciò che si sottolinea nel testo è la necessità stabilire una vera comunicazione con il paziente, «che deve essere appropriata rispetto ad ogni caso specifico e ad ogni situazione».

Il paper ha quindi studiato un campione di 2.186 professionisti (1.578 infermieri, 586 medici e 22 farmacisti). A loro è stato somministrato un questionario sul tema: le risposte ottenute indicano che la stragrande maggioranza dei partecipanti considera sufficienti le proprie capacità di comunicare con i pazienti. Si tratta di una quota pari a ben l’80% di coloro che hanno risposto alle domande. Lo studio ha inoltre sottolineato il fatto che i professionisti notano come le persone sottoposte a dei trattamenti siano molto contente di sentirsi ascoltate.

osì come di avere l’impressione di co-partecipare alle scelte relative al processo di cura. In termini percentuali, anche la maggior parte dei farmacisti ha risposto di considerare sufficienti le proprie capacità comunicative nei confronti dei pazienti, ma va detto che essendo la quota di farmacisti – rispetto al totale del campione – decisamente minoritaria, è più difficile trarre delle conclusioni certe per la categoria.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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