Fofi: «Email fraudolente su indirizzi con estensione @pec.fofi.it»

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani invita i farmacisti a cambiare la password della casella @pec.fofi.it in seguito ad un uso fraudolento degli indirizzi email.

«L’unico vero sistema sicuro è quello spento, gettato in una colata di cemento, sigillato in una stanza rivestita da piombo e protetta da guardie, ma anche in quel caso ho i miei dubbi». È quanto sosteneva Eugene Howard Spafford professore americano di informatica alla Purdue University, negli Stati Uniti, tra i maggiori esperti di sicurezza informatica. Sarà vero? È vero però che dagli ultimi mesi a questa parte si stanno moltiplicando gli attacchi dei cyber-criminali ai danni degli ignari utenti, spesso professionisti o anche organizzazioni e uffici federali.

Secondo quanto riportato da FarmaciaVirtuale.it, giornale online indipendente per farmacisti, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha inviato una email ai presidenti degli Ordini dei farmacisti e ai Componenti del Comitato centrale, informandoli della presenza di un tentativo di truffa in corso.

«Si informa – si legge in una nota della Fofi – che sono pervenute diverse segnalazioni alla Federazione sull’invio di messaggi da indirizzi con estensione @pec.fofi.it, contenenti richieste di effettuare dei pagamenti tramite un link. Si precisa – prosegue la circolare – che si tratta di un virus, finalizzato all’estorsione illecita di somme di denaro, che potrebbe aver attaccato le Pec di farmacisti o Ordini provinciali con la suddetta estensione».

La stessa Fofi invita gli Ordini a comunicare ai propri iscritti di «modificare la password dell’indirizzo pec in uso, nonché di inviare una specifica comunicazione agli iscritti, con la quale – segnalando la questione – si inviti gli stessi a modificare la password dei propri indirizzi».

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«Libertà professionale del farmacista», il manifesto del Mnlf

Il Movimento nazionale liberi farmacisti pubblica il “Manifesto per la libertà professionale del farmacista”, per riflettere sulle potenzialità e le opportunità della professione.

«La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica». Apre con una citazione di Ignazio Silone, scrittore, drammaturgo e politico italiano, il documento “Manifesto per la libertà professionale del farmacista”, voluto e redatto dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf). Ne dà notizia la sigla stessa, la quale in occasione del lancio dell’iniziativa puntualizza che «tale strumento rappresenterà la base teorica per l’azione di riforma del sistema di distribuzione del farmaco e della professione di farmacista per il 2020».

«Mentre vengono diffusi dati sul sistema farmacia Italia – evidenzia il Mnlf -, contenenti ancora elementi fuorvianti e di mistificazione come quello più eclatante sul numero complessivo delle farmacie, comprensivo anche di 528 tra armadi farmaceutici e succursali, il Mnlf ribadisce la necessità di riformare l’intero sistema che non risponde alle reali necessità dei cittadini, ma a esigenze di tutela di un privilegio». Ciò alla luce del fatto che «i farmacisti che non hanno voce subiscono questo privilegio e vivono una situazione di forte preoccupazione. Proprio in questi giorni ricorrono sette anni dalla scadenza del contratto, sette anni i cui i dipendenti hanno visto perdere in maniera grave il loro potere d’acquisto. I cittadini debbono sapere quando si recano in farmacia che dietro la gentilezza e la disponibilità del farmacista collaboratore si cela un grande sforzo per continuare a fornire un servizio di qualità e professionalità, mentre questa non è riconosciuta innanzitutto in termini economici».

Dunque, la pubblicazione delle linee guida racchiuse in dieci punti, che riguardano la vita etica, professionale e gestionale del farmacista. Tra questi, «nessun obbligo commerciale può essere imposto nelle scelte professionali del farmacista quando queste sono legate al mantenimento e alla cura della salute della persona», «ovunque venga dispensato un farmaco in strutture pubbliche o private l’atto deve essere eseguito, controllato e sorvegliato da un farmacista», ed infine «nessun datore di lavoro ha il diritto d’imporre comportamenti illeciti ai propri dipendenti, tantomeno favorire la consegna di farmaci senza la dovuta presentazione della ricetta medica». Si tratta di argomenti importanti, per i quali si rimanda ad una lettura integrale del documento allegato in calce a questo articolo.

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Crediti Ecm triennio 2020-2022, la Delibera della Commissione nazionale

La Commissione nazionale formazione continua ha pubblicato la delibera relativa al triennio formativo 2020-2022.

«L’obbligo formativo per il triennio 2020-2022 è pari a 150 crediti formativi, fatte salve le decisioni della Commissione nazionale in materia di esoneri, esenzioni ed eventuali altre riduzioni, e ferma restando l’applicazione per il triennio 2020-2022 di quanto già disciplinato per il triennio 2017-2019». È quanto deliberato dalla Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc), in merito al numero di crediti necessari per assolvere gli obblighi formativi relativi al triennio 2020-2022. Nella stessa delibera la Cnfc rende noto che «l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017-2019 è consentita tino al 31 dicembre 2020 per eventi con “data fine evento” al 31 dicembre 2020. Per coloro che si avvalgono della presente disposizione  non si applicano le riduzioni previste dal Manuale sulla formazione continua del professionista sanità par. 1.1, punti 1 e 2». Concedendo così ulteriore tempo per sanare i crediti formativi relativi al triennio appena trascorso.

In merito alla riduzione debito per coloro in zone colpite da sismi, come riportato da FarmacistialLavoro.it ai propri lettori lo scorso ottobre, la Cnfc aveva deliberato la riduzione del debito formativo per i professionisti sanitari domiciliati o operanti nei comuni soggetti ad aventi sismici nel 2016 e 2017. «Una riduzione del debito formativo di 25 crediti per il triennio 2014-2016» e «obbligo formativo di 75 crediti per il triennio 2017-2019», trai i punti al centro della delibera in materia di riduzione di debito formativo adottata il 25 luglio 2019. Nello specifico, si legge nel documento, tale riduzione sarà applicata «per i professionisti sanitari domiciliati o che svolgono la propria attività presso i comuni colpiti dagli eventi sismici degli anni 2016 e 2017, di cui al decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, allegati 1,2 e 2-bis».

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