Fenagifar e Fondazione Veronesi in campo contro i tumori pediatrici

Fenagifar aderisce al progetto #PerMano della Fondazione Veronesi, attraverso la raccolta di fondi per sostenere la ricerca nell’oncologia pediatrica.

La Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti (Fenagifar) aderisce al progetto #PerMano, da settembre 2020 a febbraio 2021. L’iniziativa, intrapresa in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi, si colloca nell’ottica di una partnership già consolidata in un progetto più ampio di comunicazione ed educazione sanitaria. Lo scopo, fa sapere Fenagifar, sarà sostenere la ricerca nell’ambito dell’oncologia pediatrica attraverso un’attività di raccolta fondi, per contribuire concretamente al miglioramento della qualità di vita dei giovani pazienti e alla ricerca di nuovi protocolli di cura e soluzioni terapeutiche. L’iniziativa benefica ha ricevuto il patrocinio della Federazione degli ordini farmacisti italiani (Fofi), di Federfarma e dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar) e prevede il coinvolgimento diretto di tutte le realtà territoriali che, unendo le forze, vogliano contribuire a questa iniziativa.

Nuove cure e ricerca per i piccoli pazienti

«La ricerca di nuove cure per i piccoli pazienti e l’attuazione di protocolli mirati – evidenzia Carolina Carosio, presidente Fenagifar – deve rappresentare una priorità nel campo delle donazioni, una sensibilizzazione necessaria non soltanto in ambito sanitario, ma anche rivolta alla cittadinanza». Carosio sottolinea inoltre che è inevitabile che l’ondata epidemica vissuta dal territorio abbia modificato diverse priorità ma è importante non rallentare la ricerca in ambito oncologico che deve rimanere una occasione e un obiettivo primario per il nostro Paese. I giovani farmacisti saranno dunque in prima linea in questo appuntamento e, consapevoli dell’importanza dello stesso, sapranno dare il loro immancabile contributo attraverso il loro impegno concreto.

In che modo contribuire al progetto?

Quanto alle donazioni, è possibile sostenere attivamente il progetto collegandosi al sito https://insieme.fondazioneveronesi.it/project/permano-fenagifar-per-la-ricerca/. In alternativa, i farmacisti possono effettuare un bonifico all’Iban IT 33 K 02008 11782 000101522224 intestato a Fenagifar, indicando la causale “Donazione #PerMano”.

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Vaccinazione antinfluenzale in farmacia, Conasfa dice no

Conasfa si oppone alla possibilità del “farmacista vaccinatore” e chiede il riconoscimento delle competenze professionali del professionista.

In una nota dell’8 settembre 2020 l’Associazione nazionale professionale farmacisti non titolari (Conasfa) ha manifestato la propria contrarietà riguardo la proposta di coinvolgere direttamente i farmacisti come collabori esterni per la somministrazione di vaccini antinfluenzali durante la prossima stagione invernale, portata avanti da alcuni organi rappresentativi dei farmacisti italiani.

Come è noto, infatti, diverse sigle di categoria hanno ritenuta doverosa la possibilità per i pazienti di potersi vaccinare anche in farmacia e avere a disposizione un “farmacista vaccinatore”, previo idoneo percorso di preparazione. Elemento giudicato come un passo avanti per il nostro sistema sanitario e quindi per l’intero paese. Ciò risulterebbe anche necessario per rimanere al passo con gli altri Paesi europei che stanno andando proprio in quella direzione.

In tal senso, Conasfa ha sottolineato l’importanza assunta dai farmacisti anche durante l’emergenza sanitaria mondiale, che non sono mai venuti meno al loro dovere rimanendo in prima linea al servizio della popolazione, mettendo a rischio la salute propria e quella dei cari.

Secondo quanto evidenzia l’associazione di categoria, infatti, nonostante essi debbano essere considerati operatori sanitari a tutti gli effetti, non possono però sostituirsi ad altre figure professionali, ricoprendo ruoli che non competono loro. In questo senso, la vaccinazione sarebbe dunque qualcosa che non riguarda la loro formazione e deve dunque essere affidato a medici ed infermieri.

È inoltre necessario che la figura del farmacista venga finalmente definita ed inquadrata come quella di un operatore sanitario «che si occupa del farmaco, della sua manipolazione, conservazione e distribuzione, è l’esperto nel seguire la terapia dei pazienti insieme al medico curante» come affermato da Silvia Ballerini, presidente di Conasfa.

Dietro al no da parte dell’associazione ci sarebbero però anche altre questioni, legate prima di tutto alla responsabilità: in quanto dipendenti o collaboratori, i farmacisti non avrebbero infatti nessuna tutela o garanzia in caso di rischio biologico, che aumenterebbe esponenzialmente trattandosi di un atto medico.

Mancano, ad oggi, polizze assicurative adeguate. In questa ottica inoltre, essi si vedrebbero costretti ad operare senza un congruo riconoscimento economico. Il contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata risulta scaduto da ormai 7 anni, e nonostante Conasfa abbia già più volte reclamato il rinnovo dello stesso, per il momento tale richiesta è rimasta inascoltata.

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Ordine farmacisti di Roma, riparte la formazione residenziale su Sars Cov-2

L’Ordine dei farmacisti di Roma organizza un evento “in presenza”, replicato in quattro serate, per fare il punto sulla situazione Covid in Italia.

Si terranno lunedì 14 e 28 settembre e lunedì 5 e 12 ottobre, con inizio alle ore 20.00 presso l’Aula Magna del rettorato dell’Università Sapienza, le quattro serate organizzate dall’Ordine dei farmacisti di Roma dal titolo “Covid: a che punto siamo? Le nuove sfide per gli operatori sanitari”, appendice al XV corso Ecm del 2020.

«Gli incontri – fa sapere l’Ordine – si terranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza imposte dai protocolli anti-Covid: i farmacisti che potranno presenziare all’evento non potranno superare le 182 unità per ciascuna serata, consentendo di mantenere la misura del distanziamento. Obbligatorio e inderogabile l’uso delle mascherine».

L’Ordine evidenzia che «la partecipazione è subordinata a prenotazione obbligatoria e alla relativa conferma. I partecipanti alle quattro serate, saranno ammessi in ordine cronologico, farà fede data e ora di arrivo della e-mail di prenotazione (da indirizzare a info@ordinefarmacistiroma.it, corredata da recapito telefonico)».

La scelta di proporre le lezioni di impianto tradizionale, con la presenza dei partecipanti nell’Aula del Rettorato dell’Università Sapienza, è «un gesto di fiducia e ottimismo», si legge nella comunicazione dell’Ordine che attraverso questi incontri analizzerà «la situazione Covid nel nostro Paese, a otto mesi dall’inizio della circolazione del virus Sars CoV-2 e alla luce della preoccupante ripresa dei contagi verificatasi a partire da agosto nella previsione dell’”incrocio” con la stagione influenzale».

Il corso sarà aperto dal Rettore della Sapienza Prof. Eugenio Gaudio e dal presidente dell’Ordine Dott. Emilio Croce. Tra i relatori sono presenti Massimo Ciccozzi, professore ordinario di Epidemiologia – Campus Biomedico; Anna Teresa Palamara, professore ordinario di Microbiologia – Sapienza; Nicola Petrosillo, direttore Dipartimento clinico Malattie Infettive L. Spallanzani; Giovanni Rezza, direttore Generale Prevenzione Sanitaria, Ministero Salute; Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria; Bruno Silvestrini, professore emerito di Farmacologia, Sapienza e Paolo Villari, direttore Dipartimento Sanità pubblica e Malattie infettive, Sapienza.

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Farmacista di reparto, l’interpellanza di Carla Cuccu (M5S) per chiederne l’istituzione

La consigliera regionale Carla Cuccu ha chiesto alla Regione Sardegna di istituire la figura del farmacista di reparto.

Un’interpellanza al Consiglio regionale della Sardegna per poter istituire la figura del farmacista di reparto. È la proposta della consigliera regionale Carla Cuccu, del Movimento 5 Stelle, affinché questo ruolo professionale sia integrato tra l’organico operante nelle strutture pubbliche e private. A darne notizia e FarmaciaVirtuale.it, giornale online per farmacisti, che riporta alcune dichiarazioni in cui la consigliera evidenzia «che il farmacista di reparto non è stato ancora istituzionalizzato a livello legislativo. È stato già dimostrato, attraverso la varie attività di sperimentazione, come questa figura possa portare degli enormi vantaggi nel percorso terapeutico dei pazienti. Spero che anche la Regione Sardegna segua l’esempio di altre regioni italiane e proponga un progetto sperimentale di farmacia clinica anche nelle nostre aziende sanitarie».

«Si tratta di una figura – si legge nell’articolo, citando le parole di Carla Cuccu – già presente in alcuni Paesi europei come Spagna, Regno Unito, Germania, Francia. Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. In questi paesi il farmacista di reparto viene inserito all’interno di un team multidisciplinare con l’obiettivo di ridurre il rischio clinico dei pazienti». Proprio in merito a quest’opportunità, Cuccu spiega che «in Italia i primi test della farmacia di reparto furono portati avanti dal 1999 all’Ismett di Palermo e dal 2004 all’Aou di San Giovanni Battista di Torino». Solo nel 2010, poi, «il ministero della Salute decise di avviare un progetto pilota per fare in modo che tutte le Aziende sanitarie italiane si dotassero del farmacista di dipartimento».

È possibile visionare la versione integrale dell’articolo aprendo questo collegamento.

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