La reperibilità notturna: quando il farmacista lavora (quasi) gratis.

Mentre il farmacista di turno in farmacia riceve un emolumento adeguato, il collega reperibile a casa guadagna meno di un euro l’ora. Unica nota positiva: in questo caso il diritto di chiamata spetta a lui e non alla farmacia.

Il farmacista reperibile a casa ha una retribuzione di molto inferiore al notturnista in farmacia.

In un nostro recente articolo abbiamo analizzato i vantaggi del lavoro del farmacista notturnista: anche in regime dipendente, infatti, il compenso del farmacista di turno è più che dignitoso, superando i 100 € netti per notte lavorata. A seguito di tale articolo molti colleghi- soprattutto farmacisti dipendenti di farmacia rurale- ci hanno scritto per chiederci come mai, nelle loro buste paga, avessero ricevuto invece un importo nettamente inferiore per le notti in cui erano reperibili. Qual è la spiegazione, ovvero la differenza tra i due casi? Lo scopriamo in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

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Farmacista e biologo nutrizionista: non si puo’ fare.

L’ingresso del biologo tra le professioni sanitarie introduce una nuova incompatibilità per i farmacisti, purtroppo confermata dalla FOFI. L’auspicio è che i nostri rappresentanti si muovano affinchè tale iniquità possa essere risolta al più presto, arrivando ad una modifica dell’articolo 102 del TULS.

La FOFI ha risposto a quanti si chiedevano se fosse possibile esercitare come farmacisti e biologi nutrizionisti.

Recentemente ci siamo occupati della mancata riforma dell’articolo 102 del TULS, che impedisce ai farmacisti di esercitare una seconda professione sanitaria. Molti farmacisti con la doppia laurea esercitano già come biologi nutrizionisti, e si sono chiesti se l’ingresso del biologo tra le professioni sanitarie costituisse una nuova incompatibilità. Purtroppo oggi è arrivata la risposta negativa dell FOFI, che pure tramite il suo presidente dottor Andrea Mandelli esprime profondo rammarico per tale situazione. Pubblichiamo di seguito il parere.

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Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?

Una circolare ENPAF recentemente diramata sembrerebbe aprire la strada alle collaborazioni occasionali in ritenuta d’acconto. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

La circolare non fa riferimento alla prestazione occasionale in ritenuta d’acconto, ma ai nuovi voucher.

Con la circolare numero 18 di settembre 2017 l’ENPAF ha informato i suoi iscritti che, pur non essendo configurabile rispetto ai professionisti iscritti ad un albo, qualora venga comunque attivato “nonostante l’affermata incompatibilità, il lavoro occasionale, ai fini Enpaf, consente di beneficiare della riduzione contributiva o dell’applicazione del contributo di solidarietà”.  Sulle prime anche noi di Farmacisti Al Lavoro siamo rimasti stupiti: che si trattasse di una prima apertura da parte dell’ente nei confronti della cosiddetta “prestazione occasionale”, detta anche impropriamente “prestazione con ritenuta d’acconto”?  Infatti a causa delle normative sempre più restrittive era diventato ormai praticamente impossibile per un farmacista senza partita Iva effettuare prestazioni occasionali. Ecco però quanto risultato da una più attenta disamina della circolare.

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Guida ai farmaci in DPC.

Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati sui farmaci innovativi, nasce su FarmaciaNews una rubrica sui farmaci in DPC, organizzata per patologia. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’anteprima esclusiva, con i farmaci utilizzati nell’acromegalia. E voi, quanto vi sentite aggiornati sui farmaci innovativi?

Con l’avvento della DPC e della diretta, i farmacisti hanno perso confidenza con i farmaci innovativi. Su FarmaciaNews nasce una rubrica di aggiornamento professionale.

Con l’avvento della distribuzione per conto e della distribuzione diretta molti farmaci innovativi sono scomparsi dalle farmacie italiane, o comunque la loro dispensazione da parte del farmacista è diventata così infrequente da rendere difficile alla nostra professione un aggiornamento continuo e costante su questi presidi terapeutici. Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati, grazie ad una collaborazione con il nostro blog, la rivista FarmaciaNews pubblicherà nei prossimi mesi una rubrica dal titolo “Guida ai farmaci in DPC”, che parlerà dei diversi farmaci erogati in distribuzione per conto affrontando la trattazione per patologia. In questa anteprima esclusiva, Farmacisti Al Lavoro vi offrirà una breve panoramica sui tre farmaci utilizzati nel trattamento dell’acromegalia: lanreotide (Ipstyl), pasireotide (Signifor) e pegvisomant (Somavert). Nella prima puntata, che sarà pubblicata solo in cartaceo sul numero di settembre di FarmaciaNews, si parlerà invece dei farmaci in DPC utilizzati nella malattia renale cronica: sevelamer (Renvela, Renagel), lantanio (Foznol), paracalcitolo (Zemplar) e cinacalcet (Mimpara).

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Il farmacista, ostaggio di leggi assurde.

Anticoncezionali, mucolitici, benzodiazepine, antibiotici: farmaci per i quali il regime di dispensazione è, per ragioni diverse, completamente sbagliato. Ma chi legifera su questi temi come fa a non accorgersene? Un’ipotesi fondata, e una proposta concreta, in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

Il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole. Spesso è giustificato, ma talvolta è al limite del grottesco.

<Buongiorno>, esordisce la giovane cliente, <ecco la ricetta per la mia pillola. Mi puo’ dare la terapia per tre mesi che devo andare all’estero?>. <Certamente> , risponde il farmacista, <se vuole le do tre scatole singole, le paga 17€ l’una ma la ricetta rimane a lei. Oppure le do una scatola tripla: in questo modo risparmia, ma devo trattenere la ricetta e fra tre mesi dovrà tornare dal medico>. Questo breve dialogo, ai limiti del grottesco, è purtroppo un’amara realtà da quando, sulla base di una determinazione del 23/12/2015, l’Aifa ha imposto alle farmacie italiane di trattare le ricette per le scatole trimestrali dei farmaci contraccettivi orali come non ripetibili. Come i colleghi sanno bene, il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole ma, in generale, le norme che regolamentano l’accesso al farmaco hanno come fine ultimo la tutela della salute del paziente. In un nostro recente approfondimento abbiamo affrontato il tema della ricetta medica, del suo razionale e del fatto che, in linea di massima, la ricetta costituisca un problema relativo per il lavoro quotidiano di ciascuno di noi. Tuttavia, ci spiace constatare che esistono anche molti casi assurdi, che inevitabilmente mettono in difficoltà il farmacista nei confronti del cittadino. In questo editoriale, vogliamo portare alcuni esempi, quindi andare all’origine del problema e infine, nei limiti delle nostre possibilità, formulare una proposta concreta.

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Farmacie: come funziona il servizio notturno?

Quando è dovuto il diritto di chiamata? In quali casi il farmacista può rifiutarsi di intervenire? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento ai cittadini, che spesso in buonafede ignorano i meccanismi di funzionamento del servizio notturno.

L’obbligo di intervento del farmacista di turno è un argomento che talvolta genera incomprensioni tra il cittadino che ha bisogno di un farmaco durante l’orario di chiusura della farmacia e il farmacista reperibile. In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro vuole offrire un chiarimento su questo tema controverso, delineando quali siano gli effettivi doveri del farmacista responsabile del servizio notturno. In particolare vogliamo focalizzare la nostra attenzione su due aspetti, spesso in buonafede ignorati dal cittadino: il diritto di chiamata e l’obbligo di ricetta medica urgente.

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Medicazioni in farmacia: possono essere fatte dal farmacista?

Le uniche figure professionali abilitate ad eseguire medicazioni sono il medico e l’infermiere. Ma come comportarsi quando in farmacia arriva qualcuno con una sbucciatura e ci chiede aiuto per fare una medicazione? L’analisi di Farmacisti Al Lavoro.

Il cliente che chiede aiuto per fare una medicazione mette spesso in imbarazzo il farmacista.

La situazione è una di quelle capaci di mettere in imbarazzo anche il farmacista più navigato, forse più della richiesta di un farmaco etico in assenza della prevista ricetta medica: entra la mamma di un bambino appena caduto dalla bicicletta e, dopo aver acquistato delle garze, un disinfettante e un pacco di cerotti ci chiede se possiamo aiutarla a mettere la medicazione al figlio. Il farmacista, intimorito, risponde generalmente di “non essere autorizzato a farlo”, e questo causa spesso insoddisfazione nel cliente il quale percepisce il rifiuto del farmacista come una dimostrazione di disinteresse. In questo approfondimento vogliamo provare a rispondere alla seguente domanda: ma davvero al farmacista è fatto divieto di aiutare una persona a mettere un cerotto?

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Farmacisti: guida ai nuovi voucher.

I nuovi voucher possono essere utilizzati anche dalle farmacie, ma con diverse limitazioni. Quali sono le modalità di utilizzo dei nuovi voucher per i farmacisti? Ve lo raccontiamo in questo approfondimento.

Si chiamano PrestO e sono lo strumento che ha sostituito i vecchi voucher.

Si chiamano PrestO e sono la nuova modalità con cui le aziende, tra cui le farmacie, possono avvalersi di collaboratori occasionali. Dopo l’abolizione dei voucher si era infatti creato un vuoto normativo per cui alle farmacie che avevano bisogno di un aiuto per coprire un periodo di ferie di un dipendente o una malattia dell’ultimo minuto non restava che avvalersi di un farmacista libero professionista o, soluzione certamente più scomoda, stipulare un contratto di lavoro subordinato a termine. Il problema è che i farmacisti liberi professionisti sono ancora molto pochi, sicuramente inadeguati per numero a coprire una domanda che invece è in crescita. L’Inps, con la circolare 107/2017, ha reso note le modalità di utilizzo dei nuovi voucher, che Farmacisti Al Lavoro ha sintetizzato per i suoi lettori.

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La consulenza del farmacista: è possibile farla pagare?

Molti colleghi si chiedono se il farmacista debba essere retribuito per la prestazione professionale associata alla vendita. L’argomento presenta notevoli criticità, ma per quanto riguarda la consulenza pagata ci sono ampi margini di manovra, anche se non nei termini in cui viene comunemente presentata.

Molti colleghi ritengono che l’assistenza alla vendita del farmaco dovrebbe essere retribuita.

In diverse occasioni, a Farmacisti Al Lavoro sono pervenute domande riguardo alla possibilità, per il farmacista, di far pagare ai clienti la propria consulenza. Molti colleghi ritengono infatti che, aldilà della mera vendita del prodotto, l’assistenza prestata dal farmacista al cliente sull’acquisto di un farmaco dovrebbe essere retribuita. In questo approfondimento vogliamo analizzare le criticità di questo tipo di soluzione, e capire invece quali siano i possibili margini di manovra per un farmacista che voglia vedersi retribuita la propria conoscenza scientifica, indipendentemente dalla vendita del farmaco.

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Il farmacista del futuro.

Come sarà il farmacista del futuro? Lo rivela un report della Royal Pharmaceutical Society, l’equivalente inglese della FOFI, in un bellissimo articolo di Medical Futurist che Farmacisti Al Lavoro ha tradotto per voi.

Mentre in Italia il dibattito interno alla nostra categoria si concentra su aspetti perlopiù di natura economica- ingresso del capitale e rinnovo del contratto dei collaboratori in primis- i farmacisti inglesi hanno iniziato a riflettere sul futuro del proprio ruolo sanitario. Su medicalfuturist.com è stato pubblicato questo bellissimo articolo che riassume il contenuto di un report della Royal Pharmaceutical Society sul farmacista del futuro. Ve ne consigliamo la lettura in lingua originale, ma abbiamo comunque voluto tradurvelo in italiano, ad uso e consumo dei colleghi che masticano poco l’inglese.

The Bright Future of Pharmacies

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