Farmacisti: quanto è retribuita al netto un’ora di lavoro straordinario?

Non è affatto semplice calcolare quanto frutterà in busta paga il lavoro straordinario. Per questa ragione, Farmacisti Al Lavoro ha creato per voi delle tabelle di facile consultazione. Anche se i numeri, in alcuni casi, potrebbero non piacervi.

Il farmacista in bolletta puo’ trovare un aiuto nel lavoro straordinario. Ma è spesso difficile prevedere quale sarà il guadagno netto con cui fare i conti.

Alcuni periodi dell’anno possono essere più difficili di altri. Un finanziamento da chiudere, una spesa imprevista, un elettrodomestico da cambiare, ed ecco che le nostre finanze possono apparirci, tutto ad un tratto, più strette del solito. Naturalmente per far fronte agli imprevisti la prima soluzione è tagliare le spese, ma qualora questo non bastasse bisogna puntare anche ad aumentare le entrate. Almeno fintanto che non arriverà il capitale le farmacie rimarranno piccole aziende, e se da un lato questo puo’ essere visto come un ostacolo alla carriera nel mondo della farmacia, dall’altro consente un rapporto diretto con il proprio datore di lavoro. E se oltre ad un buon rapporto professionale c’è anche un buon rapporto umano, spesso il titolare è disponibile a venire incontro al dipendente, facendogli fare qualche ora di straordinario. Ma qual è esattamente la retribuzione oraria netta del lavoro straordinario? Farmacisti Al Lavoro ha realizzato per voi delle tabelle di facile consultazione, che vi permetteranno di calcolare approssimativamente l’introito extra derivante dal lavoro straordinario. Con un’anticipazione: i numeri potrebbero non piacervi.

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“Farmacisti, non promuovete l’omeopatia”. Intervista esclusiva a Salvo Di Grazia.

Medico e divulgatore scientifico, dalle colonne del suo blog Medbunker e con i suoi due libri ha passato gli ultimi otto anni a smascherare i ciarlatani della salute. Ecco il pensiero del più famoso debunker italiano sul rapporto tra i farmacisti e l’omeopatia.


Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico, fondatore del blog MedBunker e autore di “Salute e Bugie” e “Medicine e Bugie”, ci racconta come vede il rapporto tra farmacisti e omeopatia.

Sono in pochi, nel campo della salute, a non conoscere il nome del dottor Salvo Di Grazia. Medico ginecologo, divulgatore scientifico, nel 2009 fonda Medbunker, blog dal quale inizia a smascherare una serie di ciarlatani della medicina, a partire da Tullio Simoncini- l’uomo che voleva curare il cancro col bicarbonato- per arrivare a Davide Vannoni, quello del metodo Stamina. Nel 2014 esce il suo primo libro, “Salute e Bugie”, seguito nel 2017 da “Medicine e Bugie”, entrambi sottotitolati “Come difendersi da truffe e ciarlatani”. In questi anni si è occupato molto anche di omeopatia, tanto che uno dei suoi post più letti di sempre riguarda proprio il più noto preparato antinfluenzale omeopatico. Da parte nostra, dopo avervi raccontato dell’iniziativa #farmaciesenzaomeopatia, abbiamo voluto conoscere il parere del dottor Di Grazia, che pur avendo espresso in diverse occasioni il suo pensiero sull’omeopatia non si era ancora mai espresso riguardo a chi, l’omeopatia, la vende: i farmacisti. Ecco quindi l’intervista esclusiva, a tutto tondo, di Farmacisti Al Lavoro.

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Medico, farmacista e farmacista ospedaliero: carriere a confronto.

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro presenta un confronto temporale ed economico fra tre diverse possibilità di carriera nel mondo della sanità. Informazioni utili per gli studenti, ma anche per i professionisti che intendono valutare opzioni alternative.

Come si sviluppano la carriera di un farmacista territoriale, ospedaliero e di un medico negli anni?

Molti studenti del liceo, al termine degli studi superiori, si domandano se sia meglio intraprendere una carriera come medico o come farmacista. Inoltre molti giovani farmacisti territoriali, poco soddisfatti della propria posizione economica, ci interpellano per avere informazioni su possibili carriere alternative. Su Farmacisti Al Lavoro ci siamo già occupati degli aspetti economici del farmacista territoriale e del farmacista ospedaliero, tuttavia abbiamo ritenuto utile proporre anche un confronto tra i diversi percorsi di carriera nel mondo della sanità. Come si sviluppano la carriera di un farmacista territoriale, di un farmacista ospedaliero e di un medico nel corso degli anni?

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Ddl concorrenza: dal capitale grandi vantaggi per i farmacisti collaboratori.

Francesco Imperadrice, presidente del sindacato dei farmacisti collaboratori, spiega in questa intervista esclusiva a Farmacisti Al Lavoro perchè i quarantamila farmacisti non titolari italiani dovrebbero guardare con favore all’avvento del capitale.

In un nostro recente editoriale, ci siamo occupati delle dichiarazioni fataliste che Mandelli e D’Ambrosio Lettieri avrebbero inteso a nome dell’intera categoria nei confronti del Ddl Concorrenza, ed in particolare della norma che consentirebbe alle società di capitale di entrare nel controllo delle farmacie. In questo articolo avevamo definito i rappresentanti dei farmacisti collaboratori “possibilisti, benché non entusiasti” del Ddl. Tuttavia, siamo stati contattati dal dottor Francesco Imperadrice, presidente di SINASFA, che ci ha dato un’ampia disponibilità ad esporci il suo pensiero, ed in particolare a spiegarci perchè invece, secondo il principale sindacato dei farmacisti non titolari italiani, dall’avvento del capitale in farmacia deriverebbero solo vantaggi per i farmacisti collaboratori. Vi presentiamo quindi questa intervista esclusiva, che spiega di quali vantaggi si tratti.

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I farmacisti e la paura del capitale.

La recente approvazione in Senato del Ddl Concorrenza ha portato Mandelli e Lettieri a fare dichiarazioni basate sulla paura. In questo editoriale, vi spieghiamo perchè a nostro parere la reazione della FOFI è esagerata e probabilmente controproducente, e come mai le migliori farmacie non devono temere il capitale.

La FOFI, tramite i suoi più alti rappresentanti, paventa una catastrofe se il Ddl Concorrenza diventasse legge.

Se il presidente della FOFI Mandelli dovesse fare un film sul Ddl Concorrenza, probabilmente chiederebbe in prestito la sceneggiatura di “Indipendence Day”, “Ultimatum alla terra” o di qualche altro copione del genere catastrofico. Solo la scorsa settimana infatti, tramite il suo profilo Facebook, lo stesso parlava di un’emergenza fallimenti tra le farmacie, paventando l’idea che l’ingresso del capitale avrebbe potuto rendere ancora più fragile il SSN e aggravare la situazione occupazionale dei farmacisti collaboratori. Anche D’Ambrosio Lettieri, senatore di Forza Italia con Mandelli e suo vicepresidente nella FOFI, ha parlato di “un passo verso il baratro”. Insomma, se non fosse chiaro, l’ipotesi di liberalizzare le società titolari di farmacia non piace all’associazione che riunisce gli Ordini dei Farmacisti Italiani. In questo articolo d’opinione, analizzerò la posizione delle principali associazioni di farmacisti in materia di liberalizzazioni, quindi vi proporrò una riflessione, non tanto nel merito quanto nell’atteggiamento: perchè abbiamo così tanta paura?

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Cosmofarma: quando la tecnologia corre più veloce dei farmacisti.

L’editoriale di Farmacisti Al Lavoro raccoglie le impressioni di una giornata trascorsa nella principale fiera del nostro settore, dove le nuove tecnologie si scontrano con la scarsa propensione al cambiamento dei farmacisti italiani.

Quando facevo il farmacista collaboratore, ritenevo a torto che Cosmofarma non mi riguardasse.

La mia trasferta giornaliera a Cosmofarma comincia presto. Sveglia alle 6.30, doccia, barba e in meno di mezz’ora sono già al casello dell’Autostrada. Non faccio molti chilometri, perchè appena entrato in Veneto mi fermo per un caffè volante. Oltrepasso il Po attorno alle 8.30, e varco i cancelli della principale fiera del nostro settore poco dopo l’apertura al pubblico. Nonostante i diversi anni di lavoro alle spalle, è la mia prima volta a Cosmofarma. Prima, quando lavoravo come farmacista collaboratore, ritenevo a torto che le tematiche della fiera non mi riguardassero molto, poi negli anni da libero professionista l’evento si è sempre svolto in un periodo di intensa attività lavorativa, quindi finora avevo sempre rimandato. In questo editoriale, mi piacerebbe raccontarvi quelle che sono state le mie impressioni di questa prima volta.

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Farmacie senza omeopatia: nasce la petizione.

Un gruppo di cittadini, riuniti sotto il nome di #farmaciesenzaomeopatia, sta portando avanti una proposta di legge per escludere l’omeopatia dalla sanità pubblica e convenzionata. Chi sono, quali sono le loro richieste e, soprattutto, che cosa vogliono da noi farmacisti?

In un momento storico dove la farmacia italiana gode di poca simpatia, il comitato promotore di #farmaciesenzaomeopatia sta portando avanti una proposta di legge per una sanità senza omeopatia.

Nell’attuale contesto storico la farmacia italiana non sembra godere della simpatia dell’opinione pubblica, come testimoniato da una lunga serie di attacchi alla nostra categoria provenienti dal mondo dei media e della televisione. Gli stessi media tendono poi a dipingere i farmacisti più come dei commercianti o dei commessi che come dei professionisti sanitari, e di questo doloroso aspetto ci siamo occupati, non senza la necessaria dose di autocritica, in un nostro recente approfondimento. Arriva però, da un altro fronte, un’altra novità potenzialmente pericolosa: una petizione, recentemente promossa online, per una sanità senza omeopatia. Nonostante l’omeopatia sia ormai stata riconosciuta dalla medicina ufficiale come una pseudoscienza, il 50% dei farmacisti italiani dichiara di consigliarla ancora, spesso o solamente in alcune occasioni, come strumento per la risoluzione di piccole patologie. Incuriositi dall’iniziativa, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo voluto saperne qualcosa di più, e abbiamo intervistato il dottor Riccardo Gallina, promotore e portavoce del gruppo #farmaciesenzaomeopatia che comprende anche medici e farmacisti. Di che cosa si tratta? È un’iniziativa la cui diffusione potrebbe nuocere alle farmacie italiane, o potrebbe tornare utile come strumento di sensibilizzazione per riguadagnare il ruolo di professionisti sanitari che ci spetta nella sanità pubblica?

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I farmacisti esperti in nutrizione rispondono ai biologi.

Dopo le polemiche sollevate dai biologi sulla proposta di introdurre la figura del farmacista nutrizionista, Farmacisti Al Lavoro vi propone un’intervista esclusiva al presidente AFEN. Di che si occupa l’associazione? Appoggia la proposta di legge Mandelli-Lettieri? E come risponde ad Ermanno Calcatelli, presidente dei biologi?

Abbiamo visto come il percorso di studi dei farmacisti non sia inferiore a quello dei biologi per quanto riguarda la nutrizione. Ma che cosa ne pensa l’associazione dei farmacisti esperti in nutrizione?

La proposta di legge Mandelli-D’Ambrosio Lettieri, che introdurrebbe la possibilità per i farmacisti di elaborare diete ponderali, ha destato l’indignazione dell’ordine dei biologi, che per voce del loro presidente Ermanno Calcatelli hanno scritto una lettera al ministero chiedendo di ritirare la proposta. Tuttavia, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo visto come in realtà il percorso di studi dei farmacisti non sia  inferiore a quello dei biologi per quanto riguarda la nutrizione umana, e quindi la proposta, oltre ad incontrare il favore della nostra categoria, appare ragionevole. Abbiamo voluto chiedere un parere a chi, da anni, si batte per l’introduzione della figura del farmacista nutrizionista. Ecco la nostra intervista esclusiva al dottor Francesco Maria D’Amore, presidente dell’Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione.

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Dieta Lemme: quando la moda puo’ essere pericolosa.

Una dieta senza nulla di geniale, la cui fama sembra dovuta più al personaggio che al background scientifico. Alcuni elementi positivi, ma anche dei seri rischi per la salute. In questo intervento esclusivo la dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta il metodo Lemme.

La dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta la dieta Lemme dal punto di vista scientifico.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati spesso dell’argomento “farmacista nutrizionista”. Abbiamo chiesto ai colleghi se si sentano abbastanza competenti per fare i nutrizionisti, abbiamo confrontato il percorso formativo dei farmacisti con quello dei biologi e abbiamo pure intervistato una collega che esercita entrambe le professioni. Chi invece, fra i nostri colleghi, sembra non essersi fatto particolari scrupoli a presentarsi come nutrizionista è il dottor Alberico Lemme. Aldilà delle considerazioni etiche sul fatto che questo collega svolga un’attività che ai farmacisti non è ancora pienamente consentita dalla legge, da un po’ di tempo molti di noi si chiedono: la sua dieta funziona? Oppure è pericolosa per la salute? Non essendo competenti in materia abbiamo intervistato un’esperta, la dottoressa Valentina Suerz, che esercita sia come farmacista che come biologa nutrizionista in libera professione, e inoltre cura tematiche nutrizionali con grande attenzione e rigore scientifico sul suo blog, Alimentazione su Misura. Ecco dunque che cosa ci ha raccontato Valentina, con le sue esatte parole.

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Una lunga serie di attacchi ai farmacisti.

Vendita senza ricetta, abusivismo, comparaggio: negli ultimi cinque anni, Le Iene e Striscia la Notizia non hanno dato tregua alle farmacie italiane. In questo approfondimento ripercorriamo le varie inchieste, e ci chiediamo: aldilà dei distinguo e delle giuste e legittime argomentazioni a nostra discolpa, abbiamo un problema?

L’ultimo servizio delle Iene è una fregnaccia, ma come siamo arrivati a questo?

Non è stato un lustro particolarmente fruttuoso per l’immagine pubblica delle farmacie e dei farmacisti italiani. L’ultimo servizio delle Iene, dove Nadia Toffa spiega come- a suo dire- si potrebbe risparmiare un miliardo di Euro l’anno solamente passando dalla DPC alla distribuzione diretta, non è che l’ultimo di una lunga serie di attacchi alla nostra categoria, iniziati almeno nel 2012. A spiegare perchè il risparmio paventato dalla Toffa non è che un’illusione ci hanno già pensato il presidente della Fofi Andrea Mandelli, la presidente di Federfarma Annarosa Racca e, in un video, il presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina. Non è necessario soffermarsi oltre su quella che, come comprende benissimo chiunque faccia questo mestiere, puo’ essere liquidata come una fregnaccia. Invece, in questo approfondimento vorremmo cercare di ricostruire la storia del fuoco incrociato di Striscia La Notizia e delle Iene sulle farmacie e sui farmacisti italiani, per arrivare a chiederci: abbiamo un problema?

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