L’opinione dei medici sul rapporto con i farmacisti.

Da medico, ti è mai capitato di avere delle incomprensioni con un farmacista? E in quali casi? Qual è la tua opinione sul ruolo del farmacista territoriale, e come potrebbero i farmacisti supportarti nella tua attività clinica? Su Farmacisti Al Lavoro i risultati di un sondaggio esclusivo condotto sui medici di continuità assistenziale.

Il rapporto tra medici e farmacisti non è sempre idilliaco, ma quando funziona porta notevoli benefici al paziente.

Sia il codice deontologico dei medici che quello dei farmacisti invitano i propri iscritti ad un rapporto costruttivo con le altre professioni sanitarie, ma come sappiamo nel quotidiano il rapporto tra farmacisti e medici non è sempre idilliaco. Eppure nelle realtà che hanno saputo costruire un buon rapporto con la classe medica sono stati ottenuti notevoli benefici, soprattutto dal punto di vista del paziente. Che cosa possiamo fare allora, come farmacisti, per riuscire a migliorare questo rapporto? Il primo passo è sicuramente quello di conoscere l’opinione che la classe medica ha di noi e del nostro operato, e per questa ragione Farmacisti Al Lavoro ha realizzato un sondaggio inedito. Ecco i risultati.

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I farmacisti collaboratori soddisfatti: seconda parte.

Oltre due terzi dei farmacisti collaboratori sono insoddisfatti del proprio lavoro. Che cosa possono fare questi colleghi per sentirsi più realizzati? Lo abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori che al contrario si dicono pienamente soddisfatti della propria posizione. In questa intervista parliamo con il giovanissimo collega Ervin Zaimi.

Esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori entusiasti e soddisfatti. Che cos’hanno di diverso? Lo scopriamo in questa intervista a Ervin Zaimi.

Il quadro che emerge da un recente sondaggio di Farmacia Virtuale è tragico: oltre due terzi dei farmacisti si dicono insoddisfatti del proprio lavoro. La scarsa retribuzione e le poche possibilità di carriera sono additate come la principale causa di questa percezione, tanto che molti giovani colleghi iniziano a valutare percorsi alternativi, come quello per diventare nutrizionisti. Eppure, esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori contenti della propria posizione: che cos’hanno di diverso questi colleghi? In questa serie di interviste cercheremo di dare alcune possibili risposte a questa domanda, soprattutto nell’ottica di aiutare i farmacisti più scontenti a trovare la propria strada. Dopo l’intervista alla dottoressa Justine Farina, da molti conosciuta come la farmacista più social d’Italia in quanto responsabile di una pagina che mette insieme 100.000 likes su Facebook, intervistiamo un giovanissimo collega pieno di entusiasmo: il dottor Ervin Zaimi.

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Libera professione in farmacia. Vietata per legge? Nemmeno per sogno.

Ci scrive un collega libero professionista: “il presidente dell’Ordine di Prato sostiene che non si possa lavorare in farmacia con partita Iva, e questo mi sta creando dei problemi nell’inserirmi professionalmente in Toscana”. La posizione di Farmacisti Al Lavoro, in attesa di una replica.

Buongiorno, sono il dottor Antonio Pattara e da circa cinque anni esercito come farmacista libero professionista. Di recente mi sono trasferito dalla Lombardia alla Toscana, dove purtroppo sto incontrando gravi problemi ad inserirmi professionalmente. Questo è dovuto in parte al fatto che per i titolari toscani questo tipo di inquadramento professionale sembra una novità, ma soprattutto perchè il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Prato sostiene che per legge- queste le sue esatte parole- non sia possibile svolgere il lavoro di farmacista con partita IVA. Ho mandato una mail certificata per chiedere spiegazioni in merito, ma ad oggi dopo più di un mese non ho ricevuto risposta. Il problema è che quando una farmacia potenziale cliente si rivolge all’Ordine per saperne di più in merito alla possibilità di fruire di un farmacista libero professionista è la segretaria stessa che, ripetendo le parole del presidente, paventa l’impossibilità di avviare questo tipo di collaborazione insinuando addirittura la possibilità di multe per la farmacia.  Ad oggi continuo perciò a esercitare come pendolare in Lombardia, ma è chiaro che la situazione mi sta creando non poco disagio. Come posso comportarmi?

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I farmacisti collaboratori soddisfatti: prima parte.

Oltre due terzi dei farmacisti collaboratori sono insoddisfatti del proprio lavoro. Che cosa possono fare questi colleghi per sentirsi più realizzati? Lo abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori che al contrario si dicono pienamente soddisfatti della propria posizione. In questa prima parte la nostra intervista alla dottoressa Justine Farina, la farmacista più social d’Italia.

Esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori entusiasti e soddisfatti. Che cos’hanno di diverso? Lo scopriamo in questa intervista a Justine Farina.

Il quadro che emerge da un recente sondaggio di Farmacia Virtuale è tragico: oltre due terzi dei farmacisti si dicono insoddisfatti del proprio lavoro. La scarsa retribuzione e le poche possibilità di carriera sono additate come la principale causa di questa percezione, tanto che molti giovani colleghi iniziano a valutare percorsi alternativi, come quello per diventare nutrizionisti. Eppure, esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori contenti della propria posizione: che cos’hanno di diverso questi colleghi?  In questa serie di interviste cercheremo di dare alcune possibili risposte a questa domanda, soprattutto nell’ottica di aiutare i farmacisti più scontenti a trovare la propria strada. La prima collega che avremo il piacere di intervistare è la dottoressa Justine Farina, da molti conosciuta come la farmacista più social d’Italia in quanto responsabile di una pagina che mette insieme 100.000 likes su Facebook, dove la stessa compare come volto principale per dare consigli qualificati in tema di salute ai propri followers.

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Formamico: “Le catene ci fanno una pippa”.

Dall’evento perugino emerge finalmente l’immagine di una farmacia che non ha paura dell’avvento delle catene. Moderna, efficiente, ma capace di riscoprire il ruolo sociale del farmacista. Il resoconto dell’evento di Farmacisti Al Lavoro.

<I professionisti che vogliono distinguersi dalla massa devono andare oltre la mera logica del profitto>.

<Il guadagno non è un obiettivo, ma è la conseguenza dei nostri obiettivi>. A suon di sconti, offerte e promozioni raccontate da espositori talmente ingombranti da nascondere il farmacista al banco, la farmacia  italiana dell’ultimo decennio è finita per assomigliare sempre di più ad una bottega, relegando il farmacista ad un ruolo di commesso. Ma nel momento più difficile, quello appena successivo all’approvazione del Ddl Concorrenza, arriva finalmente una boccata d’aria fresca. Ho partecipato con entusiasmo al corso di formazione tenuto a Perugia lo scorso weekend e organizzato da Damiano Marinelli, ed in questo approfondimento mi piacerebbe fare un resoconto delle idee più interessanti fra quelle che sono emerse.

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In viaggio verso Formamico.

Questo fine settimana a Perugia ripartono i lavori di Formamico, evento formativo dove si parlerà della “farmacia delle persone”, da contrapporre a quella “farmacia dei prodotti” destinata a perdere la sfida con il capitale. Farmacisti Al Lavoro sarà presente: ecco di cosa si parlerà.

Venerdì a Perugia si terranno i lavori di Formamico. Tra i relatori Marinelli, Labrozzi, Ranaudo e Robin Good.

Questo venerdì a Perugia partiranno i lavori di Formamico, evento da molti definito il più importante corso di formazione per titolari in Italia. Fra i relatori ci saranno Damiano Marinelli, che abbiamo già incontrato in passato in un’intervista sui principali errori compiuti dalle farmacie e dai farmacisti, Angelo Labrozzi, farmacista di San Salvo noto per avere la farmacia più seguita sul web in Italia, il professor Carlo Ranaudo e Robin Good, che terrà lo speech finale. Quest’anno, anche Farmacisti Al Lavoro sarà presente, ed in questo articolo vogliamo anticipare ai nostri lettori che cosa ci aspetta.

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Il vero problema della ricetta medica.

La necessità di una prescrizione cartacea, originale e autografa, è talmente assoluta da non lasciare spazio alle eccezioni. Perchè non rendere valide, in alcuni specifici casi, le prescrizioni telefoniche, via e-mail o via fax? L’analisi, ed un sondaggio per raccogliere il parere dei colleghi, in questo editoriale di Farmacisti Al Lavoro.

Esistono alcune situazioni in cui il paziente ha delle reali difficoltà logistiche a procurarsi in tempo utile una prescrizione cartacea.

In un nostro recente editoriale, abbiamo visto come il problema della richiesta di farmaci in assenza della prevista prescrizione medica sia, in molti casi, sopravvalutato: molte problematiche comuni possono essere tranquillamente gestite con farmaci da banco, mentre per quanto riguarda il paziente cronico la legge autorizza il farmacista a dispensare alcuni farmaci in caso di urgenza. Esistono invece alcune situazioni in cui un farmaco etico è necessario, ma il paziente per ragioni logistiche ha delle reali difficoltà a procurarsi una prescrizione in tempo utile: ed è proprio di questo problema che ci vogliamo occupare in questo editoriale. In particolare, vogliamo cercare di capire come mai, ancora nel 2017, con la sola eccezione della ricetta dematerializzata, l’unica prescrizione medica valida sia quella autografa e redatta in originale dal medico curante.

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Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?

Una circolare ENPAF recentemente diramata sembrerebbe aprire la strada alle collaborazioni occasionali in ritenuta d’acconto. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

La circolare non fa riferimento alla prestazione occasionale in ritenuta d’acconto, ma ai nuovi voucher.

Con la circolare numero 18 di settembre 2017 l’ENPAF ha informato i suoi iscritti che, pur non essendo configurabile rispetto ai professionisti iscritti ad un albo, qualora venga comunque attivato “nonostante l’affermata incompatibilità, il lavoro occasionale, ai fini Enpaf, consente di beneficiare della riduzione contributiva o dell’applicazione del contributo di solidarietà”.  Sulle prime anche noi di Farmacisti Al Lavoro siamo rimasti stupiti: che si trattasse di una prima apertura da parte dell’ente nei confronti della cosiddetta “prestazione occasionale”, detta anche impropriamente “prestazione con ritenuta d’acconto”?  Infatti a causa delle normative sempre più restrittive era diventato ormai praticamente impossibile per un farmacista senza partita Iva effettuare prestazioni occasionali. Ecco però quanto risultato da una più attenta disamina della circolare.

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Guida ai farmaci in DPC.

Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati sui farmaci innovativi, nasce su FarmaciaNews una rubrica sui farmaci in DPC, organizzata per patologia. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’anteprima esclusiva, con i farmaci utilizzati nell’acromegalia. E voi, quanto vi sentite aggiornati sui farmaci innovativi?

Con l’avvento della DPC e della diretta, i farmacisti hanno perso confidenza con i farmaci innovativi. Su FarmaciaNews nasce una rubrica di aggiornamento professionale.

Con l’avvento della distribuzione per conto e della distribuzione diretta molti farmaci innovativi sono scomparsi dalle farmacie italiane, o comunque la loro dispensazione da parte del farmacista è diventata così infrequente da rendere difficile alla nostra professione un aggiornamento continuo e costante su questi presidi terapeutici. Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati, grazie ad una collaborazione con il nostro blog, la rivista FarmaciaNews pubblicherà nei prossimi mesi una rubrica dal titolo “Guida ai farmaci in DPC”, che parlerà dei diversi farmaci erogati in distribuzione per conto affrontando la trattazione per patologia. In questa anteprima esclusiva, Farmacisti Al Lavoro vi offrirà una breve panoramica sui tre farmaci utilizzati nel trattamento dell’acromegalia: lanreotide (Ipstyl), pasireotide (Signifor) e pegvisomant (Somavert). Nella prima puntata, che sarà pubblicata solo in cartaceo sul numero di settembre di FarmaciaNews, si parlerà invece dei farmaci in DPC utilizzati nella malattia renale cronica: sevelamer (Renvela, Renagel), lantanio (Foznol), paracalcitolo (Zemplar) e cinacalcet (Mimpara).

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Il farmacista, ostaggio di leggi assurde.

Anticoncezionali, mucolitici, benzodiazepine, antibiotici: farmaci per i quali il regime di dispensazione è, per ragioni diverse, completamente sbagliato. Ma chi legifera su questi temi come fa a non accorgersene? Un’ipotesi fondata, e una proposta concreta, in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

Il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole. Spesso è giustificato, ma talvolta è al limite del grottesco.

<Buongiorno>, esordisce la giovane cliente, <ecco la ricetta per la mia pillola. Mi puo’ dare la terapia per tre mesi che devo andare all’estero?>. <Certamente> , risponde il farmacista, <se vuole le do tre scatole singole, le paga 17€ l’una ma la ricetta rimane a lei. Oppure le do una scatola tripla: in questo modo risparmia, ma devo trattenere la ricetta e fra tre mesi dovrà tornare dal medico>. Questo breve dialogo, ai limiti del grottesco, è purtroppo un’amara realtà da quando, sulla base di una determinazione del 23/12/2015, l’Aifa ha imposto alle farmacie italiane di trattare le ricette per le scatole trimestrali dei farmaci contraccettivi orali come non ripetibili. Come i colleghi sanno bene, il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole ma, in generale, le norme che regolamentano l’accesso al farmaco hanno come fine ultimo la tutela della salute del paziente. In un nostro recente approfondimento abbiamo affrontato il tema della ricetta medica, del suo razionale e del fatto che, in linea di massima, la ricetta costituisca un problema relativo per il lavoro quotidiano di ciascuno di noi. Tuttavia, ci spiace constatare che esistono anche molti casi assurdi, che inevitabilmente mettono in difficoltà il farmacista nei confronti del cittadino. In questo editoriale, vogliamo portare alcuni esempi, quindi andare all’origine del problema e infine, nei limiti delle nostre possibilità, formulare una proposta concreta.

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