Professionisti del Banco.

Il 6 Maggio a Bologna si terrà un corso completamente orientato sull’Atteggiamento dei collaboratori al banco della farmacia. Di che cosa si parlerà? L’abbiamo chiesto in questa intervista ad uno dei relatori, Damiano Marinelli.

 

“Quasi tutti vengono assunti per le loro competenze tecniche, ma quasi tutti vengono licenziati per la mancanza di valori o di competenze relazionali”.

Abbiamo già incontrato su Farmacisti Al Lavoro Damiano Marinelli, un consulente indipendente per farmacie private le cui idee costituiscono, a mio avviso, una boccata d’aria fresca per il nostro settore (a scanso di equivoci, tra me e Damiano intercorre un rapporto di stima reciproca ma nessun rapporto di natura economica). In questo periodo, assieme al dottor Angelo Labrozzi della Farmacia Di Nardo Labrozzi a San Salvo, sta organizzando un corso dal nome piuttosto evocativo: “Professionisti del Banco”, che si terrà il 6 maggio a Bologna. Incuriosito, l’ho raggiunto per fargli alcune domande sui temi che verranno trattati.

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Farmacisti: la mappa della disoccupazione in Italia.

Nonostante gli oltre 7000 farmacisti disoccupati, alcune farmacie si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori. Esiste forse un’asimmetria occupazionale nella nostra categoria? La risposta in questo sondaggio di Farmacisti Al Lavoro, alla scoperta dell’identikit del farmacista disoccupato italiano.

I farmacisti disoccupati sono oltre 7000, eppure alcune farmacie si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori. Esiste forse un’asimmetria occupazionale nel nostro paese?

Secondo gli ultimi dati disponibili sarebbero circa 7000 i farmacisti disoccupati in Italia. Questo numero è molto alto se consideriamo che i farmacisti collaboratori sono circa 39.000, con un dato assoluto prossimo al 18%.  Eppure nello stesso tempo molti titolari, soprattutto al Nord, si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori confacenti alle proprie esigenze. Esiste forse una asimmetria occupativa  nel nostro paese tale da giustificare una simile situazione?  Per cercare di rispondere a questa domanda Farmacisti al Lavoro ha svolto un sondaggio tra i farmacisti disoccupati.  Avendo ottenuto quasi 200 risposte possiamo essere fiduciosi riguardo all’aver raggiunto un campione piuttosto rappresentativo: ecco i risultati.

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La reperibilità notturna: quando il farmacista lavora (quasi) gratis.

Mentre il farmacista di turno in farmacia riceve un emolumento adeguato, il collega reperibile a casa guadagna meno di un euro l’ora. Unica nota positiva: in questo caso il diritto di chiamata spetta a lui e non alla farmacia.

Il farmacista reperibile a casa ha una retribuzione di molto inferiore al notturnista in farmacia.

In un nostro recente articolo abbiamo analizzato i vantaggi del lavoro del farmacista notturnista: anche in regime dipendente, infatti, il compenso del farmacista di turno è più che dignitoso, superando i 100 € netti per notte lavorata. A seguito di tale articolo molti colleghi- soprattutto farmacisti dipendenti di farmacia rurale- ci hanno scritto per chiederci come mai, nelle loro buste paga, avessero ricevuto invece un importo nettamente inferiore per le notti in cui erano reperibili. Qual è la spiegazione, ovvero la differenza tra i due casi? Lo scopriamo in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

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Farmacista libero professionista: quale tariffa chiedere?

Molti colleghi interessati alla libera professione ci hanno chiesto informazioni sulle tariffe da praticare alle farmacie clienti. La risposta sembra essere arrivata con il recente decreto Lorenzin sull’aggiornamento del tariffario galenico e notturno: almeno 25,50 €/ora.

Quale tariffa dovrebbe chiedere un libero professionista alla farmacia sua cliente?

In vari articoli su questo blog ci siamo occupati della libera professione in farmacia, fornendo indicazioni su come iniziare e descrivendo i vantaggi di questa scelta, sia dal punto di vista economico che di organizzazione del proprio tempo libero. Molti colleghi interessati ci hanno scritto per avere più informazioni e alcuni hanno già scelto di intraprendere questo percorso. Uno dei punti sui quali abbiamo ricevuto maggiori richieste di chiarimenti è il seguente: quale tariffa chiedere? La risposta potrebbe essere arrivata con il DL 22/09/17.  Leggi tutto “Farmacista libero professionista: quale tariffa chiedere?”

Farmacista e biologo nutrizionista: non si puo’ fare.

L’ingresso del biologo tra le professioni sanitarie introduce una nuova incompatibilità per i farmacisti, purtroppo confermata dalla FOFI. L’auspicio è che i nostri rappresentanti si muovano affinchè tale iniquità possa essere risolta al più presto, arrivando ad una modifica dell’articolo 102 del TULS.

La FOFI ha risposto a quanti si chiedevano se fosse possibile esercitare come farmacisti e biologi nutrizionisti.

Recentemente ci siamo occupati della mancata riforma dell’articolo 102 del TULS, che impedisce ai farmacisti di esercitare una seconda professione sanitaria. Molti farmacisti con la doppia laurea esercitano già come biologi nutrizionisti, e si sono chiesti se l’ingresso del biologo tra le professioni sanitarie costituisse una nuova incompatibilità. Purtroppo oggi è arrivata la risposta negativa dell FOFI, che pure tramite il suo presidente dottor Andrea Mandelli esprime profondo rammarico per tale situazione. Pubblichiamo di seguito il parere.

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La doppia professione in farmacia: un’occasione persa per i non titolari.

L’articolo 102 del TULS non verrà modificato. Permane perciò il divieto per i farmacisti di esercitare una doppia professione sanitaria. Quali sono le cause e quali le conseguenze di questa iniquità, che riguarda anche i colleghi specializzati in nutrizione?

Il DDL Lorenzin che riordina le professioni sanitarie è stato approvato senza toccare l’articolo 102 del TULS.

Il 2017 verrà probabilmente ricordato come l’annus horribilis dei farmacisti italiani. Come era lecito attendersi, la maggior parte dei titolari di farmacia ha accolto con poco entusiasmo il DDL Concorrenza, che ha sancito la possibilità per il capitale di entrare nella proprietà delle farmacie. Alcuni opinionisti sostengono che il DDL Concorrenza rappresenti una pessima novità anche per i farmacisti non titolari, mentre le rappresentanze sindacali di questi ultimi paiono più ottimiste. La cattiva notizia per i farmacisti non titolari, che rappresentano ad oggi la fetta più consistente dei farmacisti italiani, è però un’altra, ovvero la mancata riforma dell’articolo 102 del TULS sul cumulo delle professioni sanitarie.

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L’opinione dei medici sul rapporto con i farmacisti.

Da medico, ti è mai capitato di avere delle incomprensioni con un farmacista? E in quali casi? Qual è la tua opinione sul ruolo del farmacista territoriale, e come potrebbero i farmacisti supportarti nella tua attività clinica? Su Farmacisti Al Lavoro i risultati di un sondaggio esclusivo condotto sui medici di continuità assistenziale.

Il rapporto tra medici e farmacisti non è sempre idilliaco, ma quando funziona porta notevoli benefici al paziente.

Sia il codice deontologico dei medici che quello dei farmacisti invitano i propri iscritti ad un rapporto costruttivo con le altre professioni sanitarie, ma come sappiamo nel quotidiano il rapporto tra farmacisti e medici non è sempre idilliaco. Eppure nelle realtà che hanno saputo costruire un buon rapporto con la classe medica sono stati ottenuti notevoli benefici, soprattutto dal punto di vista del paziente. Che cosa possiamo fare allora, come farmacisti, per riuscire a migliorare questo rapporto? Il primo passo è sicuramente quello di conoscere l’opinione che la classe medica ha di noi e del nostro operato, e per questa ragione Farmacisti Al Lavoro ha realizzato un sondaggio inedito. Ecco i risultati.

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I farmacisti collaboratori soddisfatti: seconda parte.

Oltre due terzi dei farmacisti collaboratori sono insoddisfatti del proprio lavoro. Che cosa possono fare questi colleghi per sentirsi più realizzati? Lo abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori che al contrario si dicono pienamente soddisfatti della propria posizione. In questa intervista parliamo con il giovanissimo collega Ervin Zaimi.

Esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori entusiasti e soddisfatti. Che cos’hanno di diverso? Lo scopriamo in questa intervista a Ervin Zaimi.

Il quadro che emerge da un recente sondaggio di Farmacia Virtuale è tragico: oltre due terzi dei farmacisti si dicono insoddisfatti del proprio lavoro. La scarsa retribuzione e le poche possibilità di carriera sono additate come la principale causa di questa percezione, tanto che molti giovani colleghi iniziano a valutare percorsi alternativi, come quello per diventare nutrizionisti. Eppure, esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori contenti della propria posizione: che cos’hanno di diverso questi colleghi? In questa serie di interviste cercheremo di dare alcune possibili risposte a questa domanda, soprattutto nell’ottica di aiutare i farmacisti più scontenti a trovare la propria strada. Dopo l’intervista alla dottoressa Justine Farina, da molti conosciuta come la farmacista più social d’Italia in quanto responsabile di una pagina che mette insieme 100.000 likes su Facebook, intervistiamo un giovanissimo collega pieno di entusiasmo: il dottor Ervin Zaimi.

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Libera professione in farmacia. Vietata per legge? Nemmeno per sogno.

Ci scrive un collega libero professionista: “il presidente dell’Ordine di Prato sostiene che non si possa lavorare in farmacia con partita Iva, e questo mi sta creando dei problemi nell’inserirmi professionalmente in Toscana”. La posizione di Farmacisti Al Lavoro, in attesa di una replica.

Buongiorno, sono il dottor Antonio Pattara e da circa cinque anni esercito come farmacista libero professionista. Di recente mi sono trasferito dalla Lombardia alla Toscana, dove purtroppo sto incontrando gravi problemi ad inserirmi professionalmente. Questo è dovuto in parte al fatto che per i titolari toscani questo tipo di inquadramento professionale sembra una novità, ma soprattutto perchè il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Prato sostiene che per legge- queste le sue esatte parole- non sia possibile svolgere il lavoro di farmacista con partita IVA. Ho mandato una mail certificata per chiedere spiegazioni in merito, ma ad oggi dopo più di un mese non ho ricevuto risposta. Il problema è che quando una farmacia potenziale cliente si rivolge all’Ordine per saperne di più in merito alla possibilità di fruire di un farmacista libero professionista è la segretaria stessa che, ripetendo le parole del presidente, paventa l’impossibilità di avviare questo tipo di collaborazione insinuando addirittura la possibilità di multe per la farmacia.  Ad oggi continuo perciò a esercitare come pendolare in Lombardia, ma è chiaro che la situazione mi sta creando non poco disagio. Come posso comportarmi?

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I farmacisti collaboratori soddisfatti: prima parte.

Oltre due terzi dei farmacisti collaboratori sono insoddisfatti del proprio lavoro. Che cosa possono fare questi colleghi per sentirsi più realizzati? Lo abbiamo chiesto ad alcuni collaboratori che al contrario si dicono pienamente soddisfatti della propria posizione. In questa prima parte la nostra intervista alla dottoressa Justine Farina, la farmacista più social d’Italia.

Esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori entusiasti e soddisfatti. Che cos’hanno di diverso? Lo scopriamo in questa intervista a Justine Farina.

Il quadro che emerge da un recente sondaggio di Farmacia Virtuale è tragico: oltre due terzi dei farmacisti si dicono insoddisfatti del proprio lavoro. La scarsa retribuzione e le poche possibilità di carriera sono additate come la principale causa di questa percezione, tanto che molti giovani colleghi iniziano a valutare percorsi alternativi, come quello per diventare nutrizionisti. Eppure, esiste una minoranza silenziosa di farmacisti collaboratori contenti della propria posizione: che cos’hanno di diverso questi colleghi?  In questa serie di interviste cercheremo di dare alcune possibili risposte a questa domanda, soprattutto nell’ottica di aiutare i farmacisti più scontenti a trovare la propria strada. La prima collega che avremo il piacere di intervistare è la dottoressa Justine Farina, da molti conosciuta come la farmacista più social d’Italia in quanto responsabile di una pagina che mette insieme 100.000 likes su Facebook, dove la stessa compare come volto principale per dare consigli qualificati in tema di salute ai propri followers.

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