Circolare ENPAF sul lavoro occasionale: qualcosa è cambiato?

Una circolare ENPAF recentemente diramata sembrerebbe aprire la strada alle collaborazioni occasionali in ritenuta d’acconto. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

La circolare non fa riferimento alla prestazione occasionale in ritenuta d’acconto, ma ai nuovi voucher.

Con la circolare numero 18 di settembre 2017 l’ENPAF ha informato i suoi iscritti che, pur non essendo configurabile rispetto ai professionisti iscritti ad un albo, qualora venga comunque attivato “nonostante l’affermata incompatibilità, il lavoro occasionale, ai fini Enpaf, consente di beneficiare della riduzione contributiva o dell’applicazione del contributo di solidarietà”.  Sulle prime anche noi di Farmacisti Al Lavoro siamo rimasti stupiti: che si trattasse di una prima apertura da parte dell’ente nei confronti della cosiddetta “prestazione occasionale”, detta anche impropriamente “prestazione con ritenuta d’acconto”?  Infatti a causa delle normative sempre più restrittive era diventato ormai praticamente impossibile per un farmacista senza partita Iva effettuare prestazioni occasionali. Ecco però quanto risultato da una più attenta disamina della circolare.

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Guida ai farmaci in DPC.

Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati sui farmaci innovativi, nasce su FarmaciaNews una rubrica sui farmaci in DPC, organizzata per patologia. Farmacisti Al Lavoro vi presenta un’anteprima esclusiva, con i farmaci utilizzati nell’acromegalia. E voi, quanto vi sentite aggiornati sui farmaci innovativi?

Con l’avvento della DPC e della diretta, i farmacisti hanno perso confidenza con i farmaci innovativi. Su FarmaciaNews nasce una rubrica di aggiornamento professionale.

Con l’avvento della distribuzione per conto e della distribuzione diretta molti farmaci innovativi sono scomparsi dalle farmacie italiane, o comunque la loro dispensazione da parte del farmacista è diventata così infrequente da rendere difficile alla nostra professione un aggiornamento continuo e costante su questi presidi terapeutici. Per aiutare i farmacisti a mantenersi aggiornati, grazie ad una collaborazione con il nostro blog, la rivista FarmaciaNews pubblicherà nei prossimi mesi una rubrica dal titolo “Guida ai farmaci in DPC”, che parlerà dei diversi farmaci erogati in distribuzione per conto affrontando la trattazione per patologia. In questa anteprima esclusiva, Farmacisti Al Lavoro vi offrirà una breve panoramica sui tre farmaci utilizzati nel trattamento dell’acromegalia: lanreotide (Ipstyl), pasireotide (Signifor) e pegvisomant (Somavert). Nella prima puntata, che sarà pubblicata solo in cartaceo sul numero di settembre di FarmaciaNews, si parlerà invece dei farmaci in DPC utilizzati nella malattia renale cronica: sevelamer (Renvela, Renagel), lantanio (Foznol), paracalcitolo (Zemplar) e cinacalcet (Mimpara).

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Il farmacista, ostaggio di leggi assurde.

Anticoncezionali, mucolitici, benzodiazepine, antibiotici: farmaci per i quali il regime di dispensazione è, per ragioni diverse, completamente sbagliato. Ma chi legifera su questi temi come fa a non accorgersene? Un’ipotesi fondata, e una proposta concreta, in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

Il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole. Spesso è giustificato, ma talvolta è al limite del grottesco.

<Buongiorno>, esordisce la giovane cliente, <ecco la ricetta per la mia pillola. Mi puo’ dare la terapia per tre mesi che devo andare all’estero?>. <Certamente> , risponde il farmacista, <se vuole le do tre scatole singole, le paga 17€ l’una ma la ricetta rimane a lei. Oppure le do una scatola tripla: in questo modo risparmia, ma devo trattenere la ricetta e fra tre mesi dovrà tornare dal medico>. Questo breve dialogo, ai limiti del grottesco, è purtroppo un’amara realtà da quando, sulla base di una determinazione del 23/12/2015, l’Aifa ha imposto alle farmacie italiane di trattare le ricette per le scatole trimestrali dei farmaci contraccettivi orali come non ripetibili. Come i colleghi sanno bene, il carico burocratico che grava sul farmacista è notevole ma, in generale, le norme che regolamentano l’accesso al farmaco hanno come fine ultimo la tutela della salute del paziente. In un nostro recente approfondimento abbiamo affrontato il tema della ricetta medica, del suo razionale e del fatto che, in linea di massima, la ricetta costituisca un problema relativo per il lavoro quotidiano di ciascuno di noi. Tuttavia, ci spiace constatare che esistono anche molti casi assurdi, che inevitabilmente mettono in difficoltà il farmacista nei confronti del cittadino. In questo editoriale, vogliamo portare alcuni esempi, quindi andare all’origine del problema e infine, nei limiti delle nostre possibilità, formulare una proposta concreta.

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