Il farmacista notturnista

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro vi racconta come lavora, come vive e quanto guadagna un farmacista notturnista.

L’indovinello recita più o meno così: chi è quel personaggio pallido, che vive di notte, che ha gli occhi sempre iniettati di sangue e che è pronto ad azzannarti alle giugulari? Se avete pensato al conte Dracula, mi dispiace deludervi: la risposta correttà è “il farmacista notturnista che viene svegliato alle quattro di mattina per un ciuccio”.

Il farmacista titolare di farmacia rurale è l’unico individuo al mondo capace di lavorare tutte le 168 ore di una settimana. Ma la farmacia urbana è spesso costretta ad avvalersi di un notturnista, se il titolare vuole preservare la sua salute fisica e mentale.

Battute a parte, in questo articolo Farmacisti Al Lavoro racconterà la sorte che tocca a quei farmacisti che lavorano quando gli altri dormono e dormono quando gli altri lavorano. Possiamo stimare che ogni notte, in Italia, dalle 1500 alle 2500 farmacie siano di turno, e che quindi altrettanti farmacisti siano pronti a rispondere in caso di urgenza. In molti casi, soprattutto nelle piccole realtà rurali, è lo stesso titolare ad occuparsi dei turni, salvo il giorno successivo aprire e chiudere regolarmente- perché il farmacista titolare di farmacia rurale è probabilmente l’unico individuo al mondo capace di lavorare tutte le 168 ore di una settimana. Nelle grosse città e nei centri periferici, tuttavia, la frequenza di chiamata è tale che per il titolare- o per un suo collaboratore full-time- sarebbe impensabile coprire una settimana di turni di notte lavorando anche di giorno e nel contempo preservare, a breve e a lungo termine, la salute fisica e mentale. Ed è proprio in questi casi che entra in gioco lui, il farmacista notturnista: un collega che, solitamente per scelta, esercita la sua professione quando fuori è buio e la farmacia ha i battenti chiusi. Ma com’è la vita di un farmacista notturnista? Quanto si lavora? Quanto si guadagna? Quali sono i lati negativi, e quali i vantaggi di questa scelta? E infine, come si diventa notturnista? In questo articolo, vi porterò la mia quinquennale esperienza al servizio delle urgenze, delle guardie mediche e dei bambini nati da quei genitori disgraziati che con quattro figli a casa si dimenticano di comprare lo sciroppo di Tachipirina.

Il lavoro di notturnista non è uguale dappertutto. Se in paese è raro ricevere più di tre chiamate per notte, nei capoluoghi è difficile dormire più di tre ore per notte.

Ho iniziato a svolgere i turni di notte come attività collaterale durante le stagioni, e successivamente ho spostato la mia attività sempre di più verso il lavoro notturno, riservando il lavoro diurno solo ai mesi estivi e alle chiamate occasionali. Attualmente i turni di notte rappresentano circa il 50% delle mie entrate, e sono notturnista di riferimento per quattro farmacie della mia regione. Il lavoro di notturnista non è uguale dappertutto: delle quattro farmacie per cui lavoro abitualmente, una è stagionale, una è situata in un capoluogo di provincia, una in un centro periferico di trentamila abitanti e l’ultima in una realtà rurale. Se in quest’ultima è raro ricevere più di tre chiamate per notte, nel capoluogo di provincia è invece raro riuscire a dormire più di tre ore per notte, tanto che nel weekend è inutile anche solo pensare di distendersi sulla branda prima delle tre e mezza di mattina. E in tutti questi casi, può sempre arrivare la chiamata delle quattro. Per cosa suonano? Per qualunque cosa, ma nella gran parte dei casi per reali urgenze (antibiotici, antipiretici, antidolorifici). Naturalmente c’è sempre quello che confonde la farmacia con un distributore automatico, ma se c’è una cosa che ho imparato è la seguente: cerca di non innervosirti, perché se ti innervosisci poi non riesci a riaddormentarti. E fare il notturnista è vantaggioso solo se si riesce a dormire, almeno per qualche ora.

Nessun cliente cretino ti potrà mai dire, alle due di mattina, “se non me lo dai tu vado nell’altra farmacia”. Vai pure, apre fra sei ore.

Fare il notturnista ha molti vantaggi. Innanzitutto si ha molto più tempo libero a disposizione, e non bisogna chiedere permessi al titolare se si deve fare qualche commissione o girare per uffici pubblici. Per me che sono nuovamente iscritto all’università le notti rappresentano delle straordinarie occasioni per uno studio intensivo, perché è difficile farsi distrarre da silenziosi scaffali di medicine, e inoltre mi consentono di scrivere gli articoli per Farmacisti Al Lavoro. Se però voglio rilassarmi, mi basta accedere al mio account Netflix e seguire le mie serie TV preferite, così che le chiamate dei clienti diventino una specie di pausa pubblicitaria. Un altro vantaggio, da non sottovalutare, è di natura professionale: si lavora con le urgenze, quindi ci sono più problemi da risolvere e si avverte di più il proprio ruolo sanitario, meno quello commerciale. Inoltre si evita di sentire frasi fastidiose da clienti cretini, del tipo “se non me lo dai tu vado nell’altra farmacia”. Vai pure, apre fra sei ore. Naturalmente ci sono i contro, che sono perlopiù di natura sociale: scherzando con la mia compagna, le dico spesso che con tutte le notti che passo fuori di casa lei potrebbe tranquillamente farsi l’amante, e quando la mattina rientro furtivo i gatti fanno finta di non conoscermi. In tutto, dormo fuori casa circa tre mesi l’anno, praticamente un giorno su quattro. Non è raro dover sacrificare sabati, domeniche e altre festività. In compenso si hanno tutti i lunedì mattina dell’anno.

Un dipendente guadagna circa 120 € netti per notte, mentre la tariffa di un libero professionista si aggira attorno ai 190 € più IVA. Infine, una notte in voucher è retribuita circa 135 € netti.

Gli aspetti più positivi sono senza dubbio di natura retributiva. Come dipendente, una notte viene pagata circa 120 € netti (costo alla farmacia: circa 260 euro, tenendo conto di un costo orario di 18 € complessivi maggiorati del 20% per 12 ore), mentre in regime libero professionale le tariffe si aggirano tra 180 e 260 € più IVA. È possibile svolgere le notti senza aprire la partita IVA, per una farmacia diversa dalla propria? Non più da quando sono stati aboliti i voucher, anche se il titolare della farmacia può comunque stipulare un contratto subordinato a tempo determinato con il farmacista per i giorni del turno. Comunque, svolgere sostituzioni occasionali come notturnista può essere una buona soluzione per il giovane collaboratore che vuole fare qualche extra, soprattutto se nella farmacia dove lavora il titolare le notti non gliele lascia fare. Personalmente, consiglio sempre la massima trasparenza: informate sempre il vostro datore di lavoro delle altre attività eventualmente svolte, in modo da evitare problemi.

Spero di essere riuscito a trasmettervi, almeno un po’, che cosa significhi lavorare come farmacista notturno. In bocca al lupo e, se deciderete di imboccare questa strada, non esitate a scrivermi.

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17 pensieri riguardo “Il farmacista notturnista”

  1. Sì è vero è tutto molto chiaro però non mi tornano i conti delle retribuzioni, io faccio i turni notturno e diurno e vengo pagata come reperibilità dall’ora di chiusura la sera fino all’indomani mattina orario di apertura come dice il contratto nazionale quindi molto lontana dalle €120 a notte….

    1. Perchè la reperibilità fuori farmacia (art. 22 ccnl) è pagata molto di meno rispetto al turno a battenti chiusi con farmacista in farmacia (art. 21).

      1. Vi riporto l’articolo 21 del CCNL:
        Il servizio notturno oltre che con la retribuzione di cui all’art. 58 viene compensato come segue:
        a) Servizio a porte/battenti aperti ininterrottamente durante le ore notturne nei termini sopra definiti:
        —con la sola maggiorazione del 20% calcolata sulla quota oraria della retribuzione normale di cui all’articolo 57 per le prime 8 ore di servizio;
        —con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all’art. 58 maggiorata del 20% calcolata sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all’art. 57 per le ore di servizio oltre il predetto limite.
        b) Servizio a porte/battenti chiusi per tutto il periodo notturno come sopra definito, con presenza del personale
        in farmacia e con l’obbligo di rispondere ad ogni singola chiamata:
        —con la sola maggiorazione del 16% calcolata sulla quota oraria della retribuzione normale di cui all’art. 57, per le prime otto ore di servizio;
        —con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all’art. 58, maggiorata del 10% calcolata sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all’art. 57 per le ore di servizio oltre il predetto limite.
        c) Servizio misto a porte/battenti aperti ed a porte/battenti chiusi, con l’obbligo per il personale di restare in farmacia nel periodo di chiusura per rispondere ad ogni chiamata:
        —come al punto a) per le ore in cui la farmacia funziona a porte aperte;
        —come al punto b) per le ore in cui la farmacia funziona a porte/battenti chiusi

        Se invece effettuate il turno fuori farmacia, vi viene corrisposta solo la reperibilità, che è pagata molto ma molto di meno.

        1. Grazie Paolo anch’io faccia il notturno…..
          Ma tutte queste maggiorazioni per 12 0re a battenti chiusi poi mezz’ora con personale a battenti aperti( durante le ferie farmacia tutto a b. Chiusi) devono comparire in busta paga?( nel mio primo mese di lavoro luglio 2017 non compaiono. Inoltre di regola quante ore mensile servono per avere la normale paga base 160 o 173? Grazie Roberto D.N

    1. Ciao Rosaria.
      La prima cosa da fare è sviluppare un’esperienza tale da garantirti la sicurezza e l’autonomia necessarie per il lavoro notturno, dove l’imprevisto o il problema da risolvere sono sempre dietro l’angolo. Ti consiglio di iniziare a lavorare come farmacista, quindi dopo uno o due anni di formazione inizia a prendere contatto con qualche farmacia che fa le notti, e proponiti. Inizialmente puoi farti pagare in voucher, quindi valuta l’apertura della partita IVA, riguardo alla quale trovi molte informazioni nel blog.

      1. Buongiorno, volevo chiederle se per caso lei sa a chi potrei rivolgermi per fare turni notturni: ci sono dei siti specifici? La ringrazio

        1. Ciao Riccardo,
          Purtroppo non ci sono siti specifici e devi muoverti autonomamente, visitando personalmente potenziali clienti.

  2. Ciao Paolo molto interessante il tuo articolo ma volevo sapere secondo la tua esperienza sarebbe conveniente fare le notte aprendo una partita Iva ? e dovendo pagare L’Enpaf e tutto il resto
    degli oneri fiscali? e poi i compensi che ho visti sono lordi o netti? Grazie

  3. Buongiorno,vorrei sapere quale e’ il compenso per il turno notturno con reperibilita’ fuori dalla farmacia in una farmacia rurale,dalle 20 alle 8 e il costo per la farmacia.
    Grazie

    1. Ciao Silvia, la reperibilità fuori farmacia è pagata il 10% del compenso orario per 12 ore più 10€ per ogni chiamata.

  4. Buongiorno Dott. Cabas,
    svolgo la mia attività professionale in libera professione. Una delle farmacie (rurale) ora mi chiede di coprire il turno notturno settimanale (una settimana al mese) a battenti chiusi con reperibilità fuori farmacia e risposta a chiamata.
    Se la risposta al post precedente si riferisce ad un rapporto da dipendente, sa indicarmi un eventuale compenso orientativo in libera professione? Mi propongono un forfait annuale, che può anche avere un senso, ma a partire da quanto?
    Ringrazio e buon lavoro.

  5. Ciao, volevo un informazione giusto per farmi un idea.
    Un farmacista che effettua le notti per 15 giorni al mese, prende una retribuzione più o meno superiore ai 3000 euro netti al mese? 120×15=1800 di straordinari+ 1400 euro di ccnl base?
    So che é un ragionamento molto approssimato, ci sono troppi fattori da considerare, ma volevo semplicemente farmi un idea.

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