Una lunga serie di attacchi ai farmacisti.

Vendita senza ricetta, abusivismo, comparaggio: negli ultimi cinque anni, Le Iene e Striscia la Notizia non hanno dato tregua alle farmacie italiane. In questo approfondimento ripercorriamo le varie inchieste, e ci chiediamo: aldilà dei distinguo e delle giuste e legittime argomentazioni a nostra discolpa, abbiamo un problema?

L’ultimo servizio delle Iene è una fregnaccia, ma come siamo arrivati a questo?

Non è stato un lustro particolarmente fruttuoso per l’immagine pubblica delle farmacie e dei farmacisti italiani. L’ultimo servizio delle Iene, dove Nadia Toffa spiega come- a suo dire- si potrebbe risparmiare un miliardo di Euro l’anno solamente passando dalla DPC alla distribuzione diretta, non è che l’ultimo di una lunga serie di attacchi alla nostra categoria, iniziati almeno nel 2012. A spiegare perchè il risparmio paventato dalla Toffa non è che un’illusione ci hanno già pensato il presidente della Fofi Andrea Mandelli, la presidente di Federfarma Annarosa Racca e, in un video, il presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina. Non è necessario soffermarsi oltre su quella che, come comprende benissimo chiunque faccia questo mestiere, puo’ essere liquidata come una fregnaccia. Invece, in questo approfondimento vorremmo cercare di ricostruire la storia del fuoco incrociato di Striscia La Notizia e delle Iene sulle farmacie e sui farmacisti italiani, per arrivare a chiederci: abbiamo un problema?

Nel 2012 il caso della farmacia di Novi Ligure che vendeva farmaci sfustellati, poi nel 2013 il farmacista romano che spiegava come fare comparaggio.

Tutto ha inizio nel 2012. Un inviato delle Iene si finge uno studente potenzialmente interessato a diventare farmacista e chiede ad una farmacia di Novi Ligure di poter svolgere un apprendistato. Nel corso di questo tirocinio il giovane documenta una serie di reati, compiuti dalla farmacia con la complicità di alcuni medici: in particolare ricette fasulle, fustelle staccate per ottenere il rimborso e vendita dei farmaci sfustellati. A questa inchiesta farà poi seguito un’indagine ufficiale della magistratura. Sempre un inviato delle Iene, nel 2013, fa visita in incognito ad un farmacista romano fingendosi interessato ad acquistare la sua farmacia. Il farmacista racconta molto dettagliatamente come una parte degli introiti della farmacia derivino da pratiche facilmente identificabili come comparaggio, e in particolare di medici ospitati gratuitamente negli studi di proprietà della farmacia- con l’affitto che veniva restituito in nero- e di bonus riconosciuto sulle prescrizioni galeniche.

Fra il 2013 e il 2015,  Striscia pizzica diverse farmacie che vendevano farmaci senza prescrizione.

Nel 2014 inizia ad interessarsi al mondo della farmacia anche Striscia La Notizia. Nel 2014 viene smascherata una farmacia che erogava senza prescrizione medica farmaci etici, fra cui ansiolitici come il Tavor, a clienti stranieri. Nel 2015 è lo stesso Valerio Staffelli a girare per diverse farmacie, procurandosi Cialis e Viagra senza prescrizione con relativa facilità. In realtà un servizio simile era già stato realizzato nel 2013, e almeno due farmacie di Firenze avevano mostrato una certa leggerezza nel dispensare ansiolitici e inibitori della PDE5 senza prescrizione. Allora, il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti aveva denunciato come a loro parere non si trattasse affatto di un fenomeno isolato, mentre l’Ordine di Firenze aveva sostenuto che “non fosse mai successo prima”.

Nel 2016 tocca all’abusivismo professionale e all’imperizia sul Narcan.

Nel 2016 si cambia argomento: dopo il comparaggio e la vendita senza prescrizione, tocca all’abusivismo professionale– argomento di cui ci siamo occupati anche noi di Farmacisti Al Lavoro, ma con un’altra chiave di lettura. Un altro servizio documenta invece l’imperizia di alcuni colleghi, che avevano richiesto la prescrizione per il Narcan, farmaco che come noto a chiunque abbia studiato bene la legislazione non richiede prescrizione medica. Il quadro complessivo è impietoso: i farmacisti vendono senza prescrizione farmaci che la richiederebbero e pretendono la prescrizione per farmaci che non la richiedono. Infine, a marzo di quest’anno le Iene tornano a occuparsi di comparaggio, ma questa volta ad essere coinvolta è una parafarmacia. E si arriva ad aprile, con il servizio di Nadia Toffa.

Abbiamo molte argomentazioni a nostra discolpa, ma è chiaro che c’è un problema d’immagine che non riusciamo a gestire.

Ora, noi sappiamo che storie come quella di Novi Ligure sono davvero casi isolati. In fin dei conti le mele marce ci sono in ogni categoria, perchè la nostra dovrebbe esserne esclusa? Anche la storia della distribuzione diretta può essere liquidata con facilità, numeri alla mano. Non abbiamo invece dei numeri per quanto riguarda le altre accuse: vendita senza prescrizione e abusivismo in particolare. D’altra parte, ci piacerebbe sapere quante farmacie Valerio Staffelli abbia dovuto visitare per trovarne tre che gli vendessero il Viagra senza ricetta, e per quanto riguarda l’abusivismo professionale sicuramente all’inviato erano state segnalate le farmacie da visitare (si trattava peraltro di farmacie comunali). Insomma di giustificazioni ne abbiamo molte, ma personalmente ritengo che sarebbe controproducente mettere la testa sotto la sabbia facendo finta di non avere un problema perché è chiaro che ne abbiamo uno, perlomeno di immagine, al quale finora nè la Fofi nè Federfarma hanno saputo dare una soluzione. Viene da chiedersi se, aldilà dei soliti slogan, ci sia qualcosa che possiamo fare per risolvere questo problema, che appare quanto mai urgente. Da parte di Farmacisti Al Lavoro, l’invito che anche da questo approfondimento possa nascere un dialogo costruttivo e trasversale nella categoria.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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6 pensieri riguardo “Una lunga serie di attacchi ai farmacisti.”

  1. Che la farmacia abbia un problema è sicuramente vero, anzi ne ha più di uno e quello dell’ immagine ne è sono la conseguenza. Da parte politica si è cominciato con la modifica del Titolo V in Costituzione, consentendo alle Ausl la dispensazione non solo dei farmaci ad alto costo ma anche quelli della territoriale, compresi i farmaci in classe C, diventando delle vere e proprie farmacie e spesso consentendo a semplici inferieri di dispensare i farmaci! Si è continuato con l’invenzione tutta italiana delle parafarmacie,anche nella God, con la vendita di sop, otc e farmaci veterinari con ricetta medica. E ancora non bastasse, la diminuzione del quorum a 3000 abitanti con l’apertura di nuove farmacie per la maggior parte in zone scarsamente abitate. Da parte sindacale l’incapacità di valutare e approfondire
    l’impatto che tutte queste manovre avrebbero avuto sul sistema farmacia.
    La conseguenza : una perdita costante e Inarrestabile di fatturato, solo parzialmente contrastata con nuovi servizi, 3000 farmacie, che possono solo aumentare, in gravi difficoltà finanziarie e più di 1000 a rischio fallimento.
    Va poi considerata la grave crisi sociale- finanziaria che dal 2008 investe il paese e ha colpito quasi tutti i settori produttivi e di cui non si percepisce la fine.
    In questo quadro generale stupisce che la farmacia non solo rimanga altamente professionale in moltissime realtà e che sia, forse per questo, ancora molto apprezzata dalla cittadinanza. Non stupisce invece il fatto che si cerchi di metterla in cattiva luce -le grandi lobby sono alle porte e hanno tutto l ‘interesse a screditarla – ne che ci siano farmacisti che vendano farmaci senza prescrizione medica, che affittino gratis lo studio medico in cambio di ricette – le scorrettezze ci sono sempre state, solo nessuno le denunciava.

    1. I Servizi che la farmacia eroga per il cittadino servono per promuovere la vendita dei prodotti presenti in farmacia e non per svolgere attività che non sono di competenza del Farmacista come il rilascio di diete a prezzi stracciati che danneggiano la figura del Nutrizionista che ha studiato per potere fare l’attività con serietà, professionalità, scienza e coscienza.

  2. Le farmacie che vendono farmaci senza ricetta andrebbero chiuse per almeno un mese e al padrone della farmacia dovrebbe essere data la possibilità di questi comportamenti illeciti per non più di tre volte e dopo via la licenza.
    Perche’ questo non avviene?

  3. Questa sera alle iene hanno mostrato un servizio sul abuso delle benzodiazepine dove oltre a ciò veniva fatto vedere anche come in alcune farmacie le benzodiazepine venivano dispensate senza ricetta

  4. Perche’ in questo ripugnante paese certi criminiosi meccanismi emergono solo attraverso un programma televisivo come le Iene?
    I familiari delle vittime di incidenti stradali, suicidi o altri incidenti violenti sanno se queste vittime hanno fatto uso di benzodiapine e sanno come se le sono procurate.
    E’ ora che riflettano attentamente sulle responsabilità e valutino se e chi perseguire visto che ci sono farmacisti disonesti che danno queste medicine senza la ricetta.
    Ritengo che i farmacisti disonesti vadano trattati alla stregua degli spacciatori.
    Tali finti professionisti andrebbero radiati dall’ordine dei farmacisti. Punto e basta.
    Come mai l’ordine dei farmacisti tace?

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