Farmacisti: la mappa della disoccupazione in Italia.

Nonostante gli oltre 7000 farmacisti disoccupati, alcune farmacie si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori. Esiste forse un’asimmetria occupazionale nella nostra categoria? La risposta in questo sondaggio di Farmacisti Al Lavoro, alla scoperta dell’identikit del farmacista disoccupato italiano.

I farmacisti disoccupati sono oltre 7000, eppure alcune farmacie si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori. Esiste forse un’asimmetria occupazionale nel nostro paese?

Secondo gli ultimi dati disponibili sarebbero circa 7000 i farmacisti disoccupati in Italia. Questo numero è molto alto se consideriamo che i farmacisti collaboratori sono circa 39.000, con un dato assoluto prossimo al 18%.  Eppure nello stesso tempo molti titolari, soprattutto al Nord, si lamentano di non riuscire a trovare collaboratori confacenti alle proprie esigenze. Esiste forse una asimmetria occupativa  nel nostro paese tale da giustificare una simile situazione?  Per cercare di rispondere a questa domanda Farmacisti al Lavoro ha svolto un sondaggio tra i farmacisti disoccupati.  Avendo ottenuto quasi 200 risposte possiamo essere fiduciosi riguardo all’aver raggiunto un campione piuttosto rappresentativo: ecco i risultati.

Oltre l’80% dei disoccupati sono donne, perlopiù fra i 30 e i 40 anni.

Il primo dato preoccupante riguarda il sesso dei disoccupati: infatti l’84,1% dei disoccupati sono donne. È vero che nella nostra categoria, ed in particolare tra i collaboratori, il sesso femminile è di gran lunga prevalente, ma un dato del genere risulta comunque negativo. La fascia di età che sembra più soffrire la disoccupazione è quella dei trentenni, con il 42% del totale, seguita dai neolaureati col 37% e dai quarantenni col 15%. Apparentemente la fascia di età con meno problemi di lavoro è quella degli ultracinquantenni (8%), con l’unico possibile bias legato ad un sondaggio svolto sui social. 

Oltre il 58% dei colleghi disoccupati vive fra il Meridione e le Isole, mentre tra Lombardia e Piemonte si contano al massimo 600 farmacisti disoccupati.

Per quanto riguarda la localizzazione dei disoccupati, purtroppo non ci sono sorprese. Oltre il 58% dei farmacisti disoccupati cercano lavoro nel Meridione, contro il 20% del Centro Italia e e il 21% del Nord (con una tendenza maggiore nel Triveneto). Parlando di numeri assoluti, possiamo quindi stimare che nelle regioni del Sud ci siamo oltre 4000 colleghi in cerca di lavoro, contro i soli 600 sparsi tra Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Questo dato parrebbe giustificare una sorta di asimmetria occupazionale: al Sud ci sono molti disoccupati e il mercato è saturo, mentre le farmacie del Nord Italia fanno fatica a trovare collaboratori ideali per la propria attività.

Per fortuna, il 43,9% dei colleghi sta cercando lavoro da meno di sei mesi. Anche se una delle cause principali di disoccupazione sembra essere la poca esperienza.

Ma quanto ci mette un farmacista a trovare lavoro? Per fortuna, la maggioranza relativa (43,9%) sta cercando lavoro da meno di sei mesi, anche se un 31,2% lamenta di essere in cerca di lavoro da oltre un anno ed in particolare l’11,6% da oltre 3 anni. Per quanto riguarda le cause della disoccupazione, la maggioranza relativa dei colleghi (30,2%) riferisce di non aver mai lavorato in farmacia. Questo dato, se paragonato al 37% dei disoccupati sotto i trent’anni, ci fornisce un dato interessante: la difficoltà a inserirsi lavorativamente per un neolaureato. Il 29,1% dei colleghi lamenta invece di essere disoccupato a causa di un contratto non rinnovato. Altre cause frequenti di disoccupazione sono il licenziamento o le dimissioni (8,5% ciascuno) e la maternità, nel senso di aver rinunciato temporaneamente al lavoro durante o dopo la gravidanza e non essere riusciti a trovare successivamente un nuovo impiego (7%).

Un farmacista su tre sarebbe disposto anche a trasferirsi pur di trovare lavoro.

Che tipo di lavoro stanno cercando i farmacisti? La stragrande maggioranza, come prevedibile, cerca lavoro in farmacia (91%). Il 66% accetterebbe però anche un lavoro nell’industria farmaceutica e il 60% in parafarmacia o in un corner della GDO. Solo il 27,5% dei colleghi vorrebbe lavorare come informatore medico, addirittura meno di quanti si dicono disposti ad accettare anche un lavoro non pertinente al proprio percorso formativo (31,7%). Prima di etichettare i farmacisti disoccupati come “choosy”, però, è opportuno sottolineare come quasi un farmacista su tre sarebbe disposto anche a trasferirsi pur di lavorare (29,1%), e solo il 27,5% vorrebbe trovare lavoro entro un raggio di 20 km dalla propria residenza (prevedibilmente, e quindi più che legittimamente, per ragioni familiari).

Quali soluzioni dovrebbero offrire le istituzioni ai farmacisti in cerca di lavoro? Nell’ordine, le soluzioni che trovano il maggior favore dei colleghi disoccupati sono:

  1. Aumento degli sbocchi occupazionali per i farmacisti (81%);
  2. Reale contrasto da parte degli ordini all’abusivismo professionale (58,7%);
  3. Ulteriori sgravi fiscali per chi assume un disoccupato (57,1%);
  4. Adozione del numero chiuso nelle Facoltà di Farmacia (33,9%);
  5. Liberalizzazione completa del settore (23,8%).

Insomma, le soluzioni possibili sono diverse e tutte articolate su più livelli. Rimanendo in attesa della discussione del DDL Mandelli-Lettieri, che con il passare del tempo sembra sempre di più una boutade elettorale più che una proposta concreta, ci auguriamo che l’Ordine e la Politica si attivino per dare al più presto una risposta ai nostri colleghi senza lavoro.

2 pensieri riguardo “Farmacisti: la mappa della disoccupazione in Italia.”

  1. Gli effetti piu devastanti per l occupazione e stato il tirocinio post laurea ad opera di garanzia giovani dove i colleghi sotto i trentanni hanno venduto la propria professionalita per un sussidio e i dati parlano chiaro quasi nessuno e stato assunto dopo ,in conclusione il problema del lavoro per i farmacisti e che i furbetti dei colleghi usano le strategie dello stato per risparmiare ….ma tanto come diceva mio nonno …nell aldila li sordi non te li porti !!

  2. Avete anche considerato che, per le norme Enpaf, non si possono superare i sette anni di disoccupazione, per continuare ad essere iscritti all’albo?

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