Lavorare nella GDO, fra mito e realtà. Parte seconda.

Come si lavora nella GDO? È vero che si prendono ordini dal salumiere, che i clienti vengono solo per il prezzo e che si viene pagati poco? Nella seconda parte di questa serie di interviste, conosciamo una collega passata dalla GDO alla farmacia.

Prima parte.

A pensarci bene i corner GDO sembrano non stare simpatici à nessuno: nè ai titolari, nè ai collaboratori, nè ai titolari di parafarmacia.

Come si lavora nella GDO? È una domanda che probabilmente molti farmacisti di farmacia o di parafarmacia si sono fatti, prima o poi. <Si guadagna di meno>, <Bisogna prendere ordini dal salumiere>, <La gente ci va per risparmiare e non per il consiglio> sono gli adagi più comuni che si sentono ripetere ai detrattori del lavoro nella grande distribuzione organizzata. A pensarci bene i corner GDO non sembrano stare simpatici a nessuno: né ai titolari di farmacia, che da sempre avversano il capitale, né ai collaboratori, che interpretano quel tipo di lavoro come dequalificante, e nemmeno ai titolari di parafarmacia, che sono i veri rivali commerciali di questi esercizi. Un nostro recente sondaggio, peraltro, ha evidenziato come la maggior parte dei farmacisti sia contrario alla presenza del capitale nella distribuzione del farmaco. Farmacisti Al Lavoro ha cercato di capire se quello che si racconta è vero, e l’ha fatto nell’unico modo in cui era possibile farlo: parlando con dei colleghi che nella GDO ci lavorano. In questo approfondimento conosciamo una collega che ci aiuterà a confrontare il lavoro nella GDO e quello nelle farmacie, mentre nel precedente avevamo conosciuto una collega che aveva lavorato nella GDO e presso parafarmacie private.

La dottoressa Mina Ciclina è una giovane farmacista di poco più di trent’anni, che ci ha concesso l’intervista ma ha chiesto di rimanere anonima. Dopo un’esperienza nella GDO, ha avuto diversi contratti a termine nelle farmacie della sua città, e ci aiuterà a raccontare analogie e differenze tra le due tipologie di esercizi. A scanso di equivoci, l’intervista rappresenta l’opinione di una singola collega: proprio per questo, Farmacisti Al Lavoro invita tutti i colleghi che avessero vissuto un’esperienza, simile o diversa che sia, a raccontarcela, mandando una mail a farmacistiallavoro@gmail.com. Buona lettura.

Dunque Mina, partiamo dalla tua esperienza nella GDO: come ti sei trovata? <Mi sono trovata benissimo, perché sin da subito mi hanno istruita su tutto: gestionale, compilazione del registro corrispettivi, carico merce, formazione su tutte le linee presenti in negozio, formazione sul marketing e sul visual merchandising. C’erano però dei contro, perché il negozio era situato in centro commerciale e gli orari erano dalle 9 alle 21 anche la domenica, quindi non avevo la possibilità di vedere il sole e dovevo sentire tutto il giorno sempre le stesse musichette. Visto che mi sarebbe piaciuto avere una vita al di fuori del lavoro a un certo punto ho mollato, anche per la speranza di poter svolgere il mio lavoro a trecentosessanta gradi in una farmacia>.

Com’era il rapporto con i clienti? <L’inizio con i clienti è stato difficile, perché qui nella mia città non erano ancora molto diffuse le parafarmacie, quindi la gente non capiva che tipo di esercizi fossero: mi chiedevano farmaci con ricetta, e non capivano se ero una commessa o una farmacista. Erano per lo più persone occasionali, solo verso la fine del mio contratto eravamo riusciti a fidelizzarne qualcuno. Alla fine ho potuto notare che in parafarmacia i clienti vengono di più per un consiglio, mentre in farmacia vengono essenzialmente per le ricette e per avere farmaci sotto banco, cosa che trovo aberrante: e visto che mi hai chiesto se mi sentivo come una salumiera a lavorare in parafarmacia, ti dico che mi sento più salumiera a lavorare in farmacia>.

In quanti colleghi lavoravate nel tuo store? <Essendo un franchising eravamo in tantissimi. Ti parlo della realtà della mia città, dove eravamo due punti vendita con sei farmacisti dipendenti e una capoarea. Due colleghi erano fissi per ciascun punto vendita e altri due si alternavano. Capitava però che si dovessero fare trasferte per coprire eventuali malattie di colleghi o per allestire nuove parafarmacie, tanto che ho lavorato in altri cinque store della mia regione e anche fuori regione. Devo ammettere che è stata una bellissima esperienza poter conoscere nuove realtà. Visti però gli orari pesanti molta gente si licenziava>.

Come ti trovi a lavorare in farmacia, invece? <La realtà della farmacia per me è un odi et amo: da una parte mi sento più considerata come professionista, più dai clienti che dai titolari, dall’altro c’è molta precarietà e se oggi ci sei, domani chissà. In farmacia, visti i miei contratti a tempo determinato, non sono stata quasi per niente formata, ho dovuto fare tutto da autodidatta. Ci sono dei giorni che ripenso alla parafarmacia con grande malinconia, ma d’altro canto ora sono sposata e mi rendo conto che sarebbe molto difficile gestire il mio matrimonio con quegli orari>. (Per completezza, precisiamo che secondo le statistiche a nostra disposizione è soprattutto la GDO a offrire contratti a tempo determinato, pure a fronte di un maggior tasso di assunzioni, ndr).

Hai notato molta differenza dal punto di vista economico? <Non ti saprei dire, ma mi sembra che tra un contratto commerciale di terzo livello e il nostro di primo livello, lo stipendio cambi di pochi spiccioli>.

Negli store dove hai lavorato hai mai visto commessi distribuire farmaci? <Nella mia parafarmacia non c’erano commessi o magazzinieri, e nelle altre dove ho lavorato comunque non dispensavano farmaci, ma indirizzavano sempre il cliente verso di noi. Questo non accadeva in tutte le farmacie per cui ho lavorato: in alcune, ho visto magazzinieri e commesse dare via tranquillamente farmaci con ricetta, dispensando per giunta consigli>.

Siete monitorati nelle prestazioni? <Avevo una capoarea che gestiva tutta la regione e anche la regione vicina. Lei e i capi dell’azienda controllano i nostri fatturati personali- scontrino medio, che doveva essere sui 20 €, e numero di pezzi per scontrino, che dovevano essere almeno due- e i fatturati di ogni singolo punto vendita. Ogni mese ci arrivava una mail con tutto il riassunto del nostro fatturato. Ci facevano il cazziatone se non raggiungevamo gli obiettivi, ma in parallelo ci ripetevano anche la formazione sui prodotti, una sorta di schiaffo e carezza. Personalmente ho trovato giusto questo loro modo di fare, perché mi ha portato ad una grande crescita professionale>.

Off the records, la collega ci ha raccontato una serie di episodi poco edificanti, che abbiamo scelto di non pubblicare per non alimentare la costante polemica interna alla categoria.

Ringraziamo la dottoressa Mina per il suo tempo, e per averci aiutato, assieme alla dottoressa Lisa Brucculeri, a farci un’idea di come lavori un farmacista nella GDO. Nella terza e ultima parte, in uscita la prossima settimana, ascolteremo l’opinione di qualche collega meno soddisfatto. Al termine dell’intervista, Mina ci ha raccontato off the records una serie di ingiustizie che avrebbe subito nella sua peregrinazione tra le farmacie, da promesse di assunzione non mantenute dopo il raggiungimento degli obiettivi alla coercizione a tornare al lavoro poco dopo aver subito un delicato intervento chirurgico, con la minaccia del licenziamento. Sappiamo che per fortuna la gran parte dei titolari di farmacia sono persone oneste, e quindi proprio per non alimentare la polemica abbiamo preferito non raccontare questa parte della sua carriera. Constatiamo però quanto segue: in molti settori, spesso chi subisce un’ingiustizia tende a non denunciare la vicenda per la paura dell’emarginazione. Da parte di Farmacisti Al Lavoro, la solidarietà per le storie che ci ha raccontato, con l’auspicio che possa ottenere giustizia in altra sede. Infine rinnoviamo l’invito, a quanti avessero vissuto un’esperienza diversa, a scriverci la loro opinione: verrà raccontata. Ricordatevi, se non l’avete già fatto, di mettere il like alla pagina Facebook di Farmacisti Al Lavoro. Buon lavoro a tutti i farmacisti!

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Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

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