Le cose da sapere sul farmacista in Germania.

La Germania è una meta molto ambita dagli italiani, ma com’è per i farmacisti? Ce lo racconta in questa intervista Giovanni, farmacista italiano in Germania, mettendoci in guardia: qua si vive e si guadagna bene, ma bisogna sapersi adattare ed essere disposti a fare sacrifici.

Giovanni ha raccontato la sua esperienza di farmacista italiano in Germania nel suo blog. Oggi risponde alle domande di Farmacisti Al Lavoro.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati delle prospettive occupazionali dei farmacisti in Inghilterra e abbiamo commentato le principali differenze tra il sistema inglese e quello italiano, avanzando anche qualche proposta per cercare di cogliere quanto di meglio il mondo anglosassone ha da offrire alla farmacia italiana. Un’altra meta ambita dai farmacisti italiani è la Germania, sulla quale però sappiamo molto meno. Come si fa a diventare farmacisti in Germania? E quanto questa scelta puo’ risultare vincente? A tal proposito abbiamo intervistato il dottor Giovanni Scancariello, che per primo ha raccontato la vita del farmacista in Germania nel suo blog.

Ciao Giovanni. Ci puoi raccontare qual è, a grandi linee, l’iter necessario per esercitare come farmacista in Germania? È necessario rivolgersi ad un’agenzia di reclutamento? Assolutamente no, consiglio di evitare le agenzie di reclutamento. Ti fanno firmare un contratto che impegna te e il tuo datore di lavoro, e cosa ancora più rischiosa sei vincolato alle farmacie che dicono loro e anche allo stipendio che vogliono loro. Evitatele per favore. L’iter per diventare farmacista qui è semplice: studiare il tedesco fino ad un livello B2/C1, preferibilmente in Germania, dopodiché a seconda della città eseguire la convalida del titolo di studio per ottenere l’Approbation. Lavoro qui ce n’è in abbondanza, quello che bisogna avere è spirito di sacrificio e capacità di adattarsi alla mentalità tedesca, oltre ovviamente ad una base economica per sostenersi i primi mesi. Nel mio blog trovate scritto l’iter burocratico per esercitare in Nord Reno-Westfalia. Leggetelo.

Com’è la situazione occupazionale in Germania? Si cambia spesso lavoro? La situazione lavorativa per i farmacisti è al momento molto buona e ci sono posti dove la carenza è enorme, alcune farmacie addirittura rischiano di chiudere per scarsità di personale. Bisogna però entrare nell’ottica che in Germania il lavoro fisso a vita non esiste: si lavora dove ci si sente meglio, sia nell’ambiente di lavoro che naturalmente nella paga. Qui i minimi sindacali esistono, ma servono solo per i neolaureati senza esperienza perchè la vera retribuzione è commisurata all’esperienza. Non esiste un CCNL: il contratto di lavoro è un accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Quali sono le prospettive economiche, a inizio e a fine carriera, per un farmacista in Germania? Le possibilità di carriera sono infinite. Qui è il libero mercato a farla da padrone, e non esiste la pianta organica. Si può tranquillamente ambire ad aprirsi una farmacia anche in pochi anni, basta convincere la banca a concederti il mutuo. Un farmacista in Germania parte da una retribuzione lorda di 3320 € al mese, ma con l’esperienza si può arrivare anche a 4000 € come collaboratore e fino a 5000 € come direttore.

Esiste un equivalente dell’ENPAF? E dell’Ordine dei Farmacisti? Esiste anche qui una specie di Enpaf, cioè una cassa previdenziale per i farmacisti, che però fa le veci del nostro INPS. Non c’è, quindi, una doppia contribuzione. L’Ordine dei Farmacisti si paga solo 80 € all’anno, ed offre un sacco di seminari gratuiti.

Qual è la posizione sociale del farmacista in Germania? Il farmacista in Germania è una figura rispettabilissima, al pari di un medico o di un avvocato, e non di un commesso come in Italia. Pensa che alcuni farmacisti sono cosi qualificati che talvolta guadagnano più dei titolari.

Come è organizzato il lavoro in una farmacia tedesca? C’è un solo farmacista per farmacia come in Inghilterra o ce ne sono tanti come in Italia? Il farmacista è anche il direttore commerciale del negozio? In una farmacia di solito c’è solo un farmacista o al massimo due, perché qui esiste qui la figura di PTA (assistente-tecnico farmaceutico) che si occupa sia dell’assistenza alla clientela sia della preparazione galenica in laboratorio. Il farmacista ha più un ruolo di supervisore e si occupa della burocrazia della farmacia.  Non solo: da direttore farmacista hai anche la responsabilità della direzione del personale e dell’ottimizzazione dei costi.

Com’è il rapporto con i colleghi? L’ambiente di lavoro in farmacia non è molto semplice. I clienti qui sono molto esigenti e pretendono gentilezza e professionalità ed allo stesso tempo una buona offerta con un occhio di riguardo ai prezzi. Tra colleghi anche c’è molta competizione. Bisogna cercare di trovare l’ambiente giusto.

Quali servizi può offrire un farmacista tedesco in più rispetto a un farmacista italiano? Esiste il farmacista prescrittore in Germania?  In Germania nessun farmacista al momento può prescrivere farmaci, né fare iniezioni. Quello che le farmacie tedesche offrono in più rispetto a quello italiane è la consegna dei farmaci a domicilio e la fornitura ad ospedali, cliniche e ambulatori. In farmacia è possibile fare preparazioni iniettabili a camera sterile, sacche con soluzioni citostatiche, blister con terapia personalizzata, e davvero tanto altro.

Ti manca qualcosa della farmacia italiana? No. La farmacia italiana non mi manca per niente.

Grazie mille per la tua disponibilità Giovanni. C’è qualcosa che vuoi aggiungere, o un invito che vuoi fare ai colleghi italiani interessati a venire in Germania? In Germania bisogna darsi da fare. È uno stato molto meritocratico dove non esistono raccomandati. Chi è bravo va avanti e fa carriera, chi rimane indietro è perduto e deve accontentarsi delle briciole.
Bisogna sapersi integrare ed entrare nella mentalità tedesca. Ricordatevi che siete voi a dovervi adattare a loro, e non loro a voi. Ed è questo che purtroppo molti italiani non capiscono.

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Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

16 pensieri riguardo “Le cose da sapere sul farmacista in Germania.”

  1. Lavoro in Germania come farmacista da 27 anni e devo dire che Giovanni ha descritto la situazione dei colleghi italiani che si apprestano a lavorare qui facendo una panoramica molto precisa e veritiera! Il bello è che con tanti posti disponibili ognuno può trovare la farmacia dove si sente a suo agio, sempre permettendo la sua voglia di servire il prossimo e di lavorare sodo. Non è facile all’inizio perchè oltre ai problemi linguistici si hanno effettivamente gli stessi problemi dei colleghi italiani neolaureati, non conoscendo i prodotti del mercato locale. Ma quando si è preso dimestichezza con la professione, i prodotti e l’ambiente anche i clienti sono soddisfatti del servizio, anzi apprezzano molto la nostra innata simpatia ed empatia. Personalmente la cosa che mi ha arricchito di più qui è stato poter accedere a corsi di omeopatia estremamente approfonditi. Inoltre ho anche svolto per un certo periodo un’attività come informatore scientifico, ottimamente retribuita e assolutamente stimolante. Grazie a Paolo e a Giovanni!

        1. Ciao Francesco, l’indirizzo è corretto infatti riceviamo ogni giorno diverse mail. Non ti saprei dire a cosa sia legato il problema, in alternativa per contattarci vai alla pagina “Informazioni e consulenze” e usa il form precompilato.

  2. Prima di tutto complimenti per gli articoli pubblicati che sono sempre spunto di conversazione e di introspezione su chi ha intenzione di continuare a lavorare qui in Italia, o che come me è interessato ad una svolta perché come affermato da Giovanni e cito testualmente:
    “Il farmacista in Germania è una figura rispettabilissima, al pari di un medico o di un avvocato, e non di un commesso come in Italia.”
    Alcune persone in Italia fanno fatica a distinguere un farmacista collaboratore ad esempio da chi si occupa del reparto dermocosmetico (quale può essere un’estetista) e lo dico per esperienza diretta sentendomi dire “Vorrei chiedere al farmacista(titolare in ufficio)e non a lei che è un dipendente(commesso)”.
    Se non fosse per il caduceo potrebbero benissimo etichettarci come commessi una volta per tutte.

    Un dettaglio però mi sfugge, ovvero l’età dei colleghi all’estero (io ad esempio ne ho 29), soprattutto per capire quanto tempo potrebbe richiedere per organizzarsi e tentare la via tedesca, inglese, o di un altro stato.

    1. Ciao Davide. A quanto ho potuto apprendere, l’età è molto eterogenea tra i colleghi all’estero. Sicuramente 29 anni è l’età giusta per intraprendere un percorso di cambiamento. Conosco diverse colleghe, per esempio, che a 30 anni si sono iscritte a medicina. Un saluto, e un grosso in bocca al lupo!

  3. Mi è sembrato di capire che normalmente il farmacista è uno per farmacia, per cui deduco che i farmaci vengono dispensati da personale PTA e il farmacista svolga un ruolo di supervisore. Trovo interessante questo aspetto perché ho una farmacia in un piccolo paese in Umbria e ho oggettiva difficoltà a trovare personale. Se trovo un collaboratore valido lo gratifico economicamente volentieri. Siamo in una piccola frazione e nel comune in cui operiamo 5000 abitanti ci sono ben 3 farmacie. I medici sono ben abbarbicati ad una di queste farmacie, in un’altra frazione (ma del resto a noi non è mai interessato “investire” sui medici) Per cui per produrre fatturato in una realtà così serve un farmacista con sacro fuoco, che spinga i clienti a prendere la macchina e fare dei chilometri. Penso che la competenza vada riconosciuta anche economicamente. Ma alle selezioni mi rispondono poche persone, la maggior parte senza esperienza e minimo ad un ora di distanza e quindi solitamente di passaggio. In poca quantità è difficile trovare qualità. Amo il mio lavoro, ma mi sembra di essere agli arresti domiciliari. Lavoro con mio marito,anche lui farmacista, io lavoro 40ore e lui 54ore settimanali.

  4. A me tutto questo mette solo una profonda tristezza!
    Possibile che l’unica soluzione per il Farmacista italiano sia solo quella di emigrare in altri paesi o di studiare medicina come molti colleghi frustrati fanno?

    1. Salve fabio
      Grazie per la tua disponibilità. Sono neolaureato in f.cia ed in realtà ho sempre sognato di diventare medico( quindi diventare f.cista è stato una via di mezzo) sai se in altri paese (germania…) è facile per un f.cista completare gli studi per diventare medico?
      Grazie

    2. Be insomma non mi sembra assolutamente frustrato un farmacista che decide di studiare medicina.Io per primo sono uno di quelli è tutto mi sento meno che frustrato.Parliamoci chiaro è un salto di qualità.

  5. Mi piacerebbe molto avere un quadro della situazione per quanto riguarda la Francia. È in programma un’altra intervista?

    1. Stiamo cercando di contattare farmacisti italiani che operano all’estero, anche se non è facilissimo. Speriamo di poter accontentare la tua richiesta quanto prima!

  6. Ciao Paolo,anche io sto per trasferirmi in Germania mio paese natale e dove ho trascorso infanzia e parte dell’adolescenza per cui parlo molto bene la lingua.
    A tal proposito vorrei sapere se per fare la Approbation nel Baden Wuerttemberg,essendo io madrelingua tedesca devo fare l’esame di lingua che come saprai è passato da B2 a c1 Fachsprachentest.
    In attesa di una tua risposta ti ringrazio in anticipo!

  7. Buon giorno a tutti!

    Ho letto la sua intervista, che è molto interessante, grazie mille, però io come rappresentante di un’azienda di reclutamento tedesca SERIA, una delle principali di reclutamento per i farmacisti e medici in Germania, devo dire che non tutto è giusto o almeno la prima parte dove si tratta dell’aziende di reclutamento!

    1. Noi aiutiamo ai nostri candidati GRATIS, non solo per trovare un posto di lavoro adatto in Germania, ma anche con molte informazione, con tutte le formalità, per ottenere l’Approbation, per trovare un primo alloggio ecc., ecc. Perché non usare i servizi gratuiti ed aiuto professionale gratis e fare tutto questo da solo?
    2. I nostri candidati ricevono un contratto fisso normale con un periodo di prova da 6 mesi secondo la legge o meno a volte. Durante il periodo di prova è possibile annullare il contratto con un preavviso di due settimane, dopo la prova dipende dal contratto/datore di lavoro, di solito si tratta di un preavviso di 1-3 mesi dopo la prova.
    3. Lo stipendio è sempre determinato dalla tariffa, anche se cercate un posto con noi o da soli, molto spesso anche di più e negoziamo sempre con i datori di lavoro per riconoscere gli anni d’esperienza dal paese d’origine, a vantaggio dei candidati.
    4. Per il colloquio sul posto organizziamo tutto così, che il datore di lavoro paga il volo e l’alloggio e non siete vincolati ad accettare il posto!
    5. Se il lavoro in una farmacia non funziona bene, cerchiamo spesso un altro posto per i nostri candidati! Se il farmacista non lavora almeno 6 mesi per il datore di lavoro, ripaghiamo spesso una buona parte della nostra unica commissione e poi cerchiamo un altro posto, se necessario e se il candidato vuole.
    6. Prima dall’ Approbation negoziamo anche il salario con il datore di lavoro, così i nostri candidati ricevono un salario lordo di ca. 2000+ Euro invece di uno stipendio lordo di 800-900 Euro come un tirocinante, che ha appena finito gli studi di farmacia e si può abituare poco a poco al lavoro in una farmacia tedesca e prepararsi per il test per i farmacisti al livello C1 gli ultimi 2-3 mesi. I candidati, che non conoscono la sistema e cercano da soli accettano molto spesso offerte come tirocinante all’inizio cioè i primi 3-4 mesi o più fino all’Approbation, secondo la mia esperienza.
    Dopo l’Approbation il salario è come ha descritto i vostro collega (il salario lordo 3.362-4.000 euro+).
    Non c‘è niente da nascondere, potete controllare qua: http://www.apothekerverein-saar.de/wpscripts/08_02_Gehaltstarif.pdf

    “Ti fanno firmare un contratto che impegna te e il tuo datore di lavoro, e cosa ancora più rischiosa sei vincolato alle farmacie che dicono loro e anche allo stipendio che vogliono loro.”-questa affermazione è assolutamente sbagliata, non è giusto e mi dispiace davvero che Lei abbia avuto una brutta esperienza! Io non so come funziona in Italia e so bene che l’aziende come nostra hanno purtroppo cattiva reputazione, ma non tutti sono trucchi!

    Cari saluti!

    1. ciao nikoleta io sono interessato a trasferirmi in.Germania puoi aiutarmi nell’ iter? spero mi risponderai grazie

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